TERREMOTO EMILIA/ Il suolo si è sollevato di 12 centimetri. A Modena si è abbassato di 3 centimetri

- La Redazione

Le scosse di terremoto dello scorso 29 maggio hanno portato ad un innalzamento del suolo in alcune zone del’Emilia apri a 12 centimetri, mentre in altre si è abbassato

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Foto Infophoto

Oltre alla distruzione che ha portato con sé, il devastante terremoto in Emilia-Romagna ha portato altri inquietanti effetti. In particolare, le scosse del 29 maggio secondo i rilevamenti fatti da alcuni satelliti radar (Cosmo-SkyMed, dell’Agenzia Spaziale Italiana Asi, che sono stati messi in funzione appositamente dopo la prima forte scossa del 20 maggio dopo una esplicita richiesta da parte della Protezione civile italiana) hanno evidenziato come il suolo in alcune zone si sia sollevato anche di dodici centimetri. Allo stesso tempo il suolo di altre zone, in particolare nell’area di Finale Emilia, si è abbassato di tre centimetri. Una deformazione, si precisa, orientata in modo prevalente da est verso ovest. Si è anche potuto vedere come la faglia che ha dato vita al terremoto del 29 maggio è collocata in direzione ovest continuando così la faglia della scossa del 20. Ma nel caso della scossa del 20 maggio, in realtà, il sollevamento del suolo era stato ancora maggiore. ben quindici centimetri. In tutto è stata misurata un’area pari a cinquanta chilometri compresa fra Mirandola e San Felice sul Panaro in provincia di Modena, grazie a una tecnica che si chiama interferometria differenziale. Tali dati sono estremamente utili all’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia per studiare il fenomeno dei terremoti nel suo complesso. Intanto sembra che le scosse, seppur continue, abbiamo ridotto sensibilmente la loro sensibilità. Questa notte e ancora adesso nessuna scossa ha infatti superato i 3 gradi della scala Richter, anche se il numero di movimenti sismici è sempre alto. A proposito della situazione economica di una regione messa quasi in ginocchio dai danni alla sua attività produttiva, si registrano le parole del presidente di Confindustria al convengo dei Giovani industriali. Ha lodato la voglia di ricominciare dei giovani imprenditori alla luce dei danni subiti dal terremoto. Ha però dovuto ricordare i numeri della crisi: più di cinquecento aziende bloccate dai danni del sisma e circa 13mila i posti di lavoro a rischio sempre a causa del terremoto. 

Documentazioni fotografiche mostrano poi lo sprofondamento di zome limitate di terreno in aperta campagna, dove si sono formate vere e proprie piccole voragini.

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