SCUOLA, REGOLE CTS: COME SI STA IN CLASSE/ Pulizia e cosa fare in caso di contagio

- Niccolò Magnani

Regole scuola, Cts a presidi: come si sta in classe, la pulizia e cosa fare in caso di contagio. Tutte le indicazioni e i chiarimenti in un documento trasmesso al Ministero dell’Istruzione

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Scuola (LaPresse)

Il Comitato tecnico scientifico va in soccorso dei presidi e risponde ad alcuni quesiti in merito alle regole in un documento trasmesso al Ministero dell’Istruzione. Tra i banchi bisognerà girare con le mascherine, così come in corridoio, invece non sarà necessario calcolare un valore fisso di metri quadri per ciascuno studente. La distanza di un metro lineare tra alunni e di due metri tra docente e alunno resta imprescindibile, per questo non viene indicato un valore in metri quadri dello spazio di occupazione dello studente, perché altrimenti non verrebbe garantito il distanziamento minimo lineare che è essenziale. Per quanto riguarda la distanza di un metro “da bocca a bocca”, il Cts – come riportato da Repubblica – ha spiegato che la soluzione è che gli studenti indossino la mascherina ogni volta che si alzano dal banco. Inoltre, bisognerà disinfettare continuamente le superfici più usate: maniglie, sedie, tavoli, interruttori e distributori automatici di cibi e bevande, anche se non c’è l’obbligo di chiamare ditte specializzate per la sanificazione prima dell’avvio dell’anno scolastico. Ogni dipartimento di prevenzione territoriale delle Asl avrà un referente per scuola che si occuperà del contact tracing. Cosa accade in caso di contagio? Bisogna isolare la persona, dotandola di mascherina chirurgica, e provvedere al ritorno al domicilio. Alla scuola il compito di attivare poi un monitoraggio attento per identificare eventuali altri casi. Per questo è importante avere un referente per il contact tracing. Al Commissario straordinario il compito di fornire mascherine e banchi monoposto. Obbligo di mascherina non ce l’hanno i bambini al di sotto dei 6 anni, ma vanno sanificati gli ambienti e i giochi in asilo. La presenza dei genitori va limitata al minimo indispensabile. (agg. di Silvana Palazzo)

ARCURI “BANCHI? COMPREREMO 50% DEL TOTALE”

«Penso possa esserci una ripresa della curva dei contagi, ma sarà molto difficile che ci si rigetti nel dramma di marzo, c’è capacità di gestirla meglio»: così Domenico Arcuri, il commissario all’emergenza Covid e per scelta del Governo anche prossimo responsabile della riapertura delle scuole per quanto riguarda il settore acquisti. «iI governo sta approntando tutte le misure idonee per affrontare al meglio il prossimo anno scolastico. Per la prima volta, dopo anni, si potranno ridurre le classi troppo affollate anche grazie all’adozione di nuovi spazi per fare lezioni. La nomina di Domenico Arcuri non è affatto incaricato della gestione della ripresa del prossimo anno scolastico», bensì è previsto che disponga «sino al termine dello stato di emergenza speciali poteri in relazione ai soli acquisti delle dotazioni strumentali, eventualmente necessarie a contenere e contrastare l’emergenza nelle istituzioni scolastiche», così ha spiegato nel dettaglio oggi in Parlamento la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, dopo la presentazione dell’ultimo parere Cts sul tema intricato della ripresa in presenza del prossimo anno scolastico.

Intervistato da Lucia Annunziata durante un web talk organizzato dal Centro studi americani, Arcuri ha poi spiegato nel dettaglio quali saranno le priorità per la scuola nelle prossime settimane: «serviranno dieci milioni di mascherine al giorno. Questa mascherine verranno distribuite e rese a disposizione gratuitamente del personale docente e non docente e degli studenti. Utilizzeremo una parte della produzione nazionale per garantire che dieci milioni di studenti abbiano tutti i giorni una mascherina gratis». Per quanto riguarda però l’allarme del Cts su distanziamento e nodo banchi, il commissario Arcuri replica «Ci sono scuole attrezzate e alcune da attrezzare. Cominciamo pensando di dover comprare il 40-50% del totale dei banchi. Quante più attrezzature compatibili ci sono tanto meno spazio servirà. Stiamo cercando di capire col ministero di quante aree usufruire e quanti banchi singoli sono già disponibili».

ALLARME CTS SUL RITORNO A SCUOLA

Il ritorno a scuola è deciso dopo le linee guida del Ministro Azzolina? Per nulla e tanto i presidi quanto il Comitato Tecnico Scientico mettono a rischio il “piano” che prevede dal 1 settembre il rientro tra i banchi per i recuperi e dal 14 settembre il via ufficiale dell’anno scolastico in tutta Italia. In una intervista al Sole 24 ore Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) ha espresso tutti i dubbi in merito al piano di rientro del Governo: «Noi siamo tecnici che danno indicazioni sulla base di valutazioni scientifiche. Queste ci dicono che per arginare il contagio per via aerea, le famose goccioline droplet, serve un metro di distanza. Noi non possiamo dire che, visto che gli spazi non ci sono, allora bastano 20 centimetri», si difende il tecnico davanti alle critiche di presidi e associazioni scolastiche nel merito delle regole rigide sul distanziamento.

Non solo, Miozzo aggiunge «non possiamo addossarci la responsabilità di 50 anni di distrazione pubblica verso la scuola dove non si fanno investimenti sulle aule e gli spazi da tanti anni». È poi sul tema dei banchi che il Cts fa ben comprendere come l’ottimismo del Miur non si sposa con le condizioni attuali dei piani (e dei tempi) di “ristrutturazione” degli edifici scolastici: «non si possono comprare 8 milioni di banchi singoli il 1° settembre […] Bisogna dunque pianificare il rientro a scuola da adesso e sicuramente si è già in ritardo».

LE REGOLE DEL CTS SULLA MASCHERINA IN CLASSE

Il piano di “ultima generazione” promesso dalla Azzolina per i nuovi banchi singoli che eviterebbero il contatto tra i bambini e il rischio di propagazione del Covid è lontano per il momento ad essere adottato dalle diverse scuole d’Italia: così il distanziamento di un metro tra studenti, l’igiene delle mani, l’utilizzo della mascherina e la sanificazione degli ambienti – ovvero le regole base per il rientro a scuola – rischiano di essere non tutte “pronte” per l’inizio settembre. Ma cosa accadrà se ci dovessero essere contagi nelle scuole al via? Secondo Miozzo «Se ci dovessero essere nuovi focolai, bisognerà valutare la situazione. Certo non chiuderemo tutte le scuole, ma soltanto quell’istituto il tempo necessario per sanificare gli ambienti e testare e tracciare tutti gli studenti e i professori che sono venuti a contatto con i positivi».

Nel frattempo Repubblica oggi ha pubblicato le novità emerse dall’ultimo parere del Cts inviato al Ministro Azzolina nelle scorse ore, con particolare accento sul tema mascherine: «Gli studenti dovranno indossare sempre la mascherina quando si alzeranno dal banco» e questo potrebbe essere la “soluzione” alla mancanza di spazio all’interno delle classi. Nel frattempo l’Associazione nazionale presidi continua ad esprimere dubbi forti sul piano del Governo proprio per la distanza: «Si chiede di chiarire se tale distanza minima abbia valenza ‘dinamica’, come sembra evincersi dal documento Cts del 28 maggio, e cioè se debba essere assicurata in qualsiasi momento della presenza a scuola – quindi anche durante momenti di ‘lavoro di gruppo’ in aula, oppure in caso di deambulazione all’interno dell’aula o nei corridoi, in bagno ecc.ecc. – oppure se sia sufficiente rispettarla in senso ‘statico’ e cioè solo quando gli alunni sono seduti al loro banco».

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