LETTURE/ “Letterine a papa Francesco”, se i bambini capiscono Bergoglio più degli adulti

- Federico Pichetto

“Letterine a Papa Francesco” è un libro di Alessandra Buzzetti autorizzato dal Pontefice. Con un piccolo dettaglio: a leggerlo farebbero bene soprattutto gli adulti. FEDERICO PICHETTO

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Papa Francesco (Infophoto)

Letterine a Papa Francesco è un libro di Alessandra Buzzetti autorizzato dal Pontefice in persona. I proventi del volumetto saranno interamente devoluti al Dispensario pediatrico “Santa Marta” che sostiene, a vario titolo, i bimbi in difficoltà. L’opera raccoglie alcune delle migliaia di lettere che fanciulli di tutto il mondo hanno scritto al Successore di Pietro in questi quasi tre anni di pontificato. Si parte con domande personali sulla vita del Papa, si raccontano confidenze personali e si formulano poi domande dirette sulla fede, sul mondo e sulla Chiesa. I bambini — dal quarto capitolo in poi — dimostrano di aver intuito tratti importanti dello stile con cui Bergoglio sta esercitando il ministero petrino: discutono di misericordia, lo trattano con familiarità e pongono quesiti non semplici sulla prima comunione e sul dolore degli innocenti. Nelle ultime pagine l’orizzonte della riflessione si amplia al ruolo del Papa nel mondo, ai riti della Chiesa e al tema — così sempre caro ai bimbi — della pace e del bene a Gesù. L’ultimissimo capitolo contiene infine gli auguri di Natale e i desideri dei piccolini, coronando un libro che — senza dubbio — di rivela come un vero e proprio “termometro” dello stato di salute del Papato e, forse, di tutta la Chiesa cattolica.

L’impressione che se ne ricava, in effetti, è anzitutto quella di un immenso fenomeno mediatico mitizzato e fortemente idealizzato. Francesco rappresenta il Bene e i piccoli lo percepiscono attraverso gli occhi e i giudizi dei grandi, evidenziando quello che è evidente a tutti: Bergoglio ha incantato il mondo perché ha avuto il coraggio di incarnare uno stile di Chiesa lontano anni luce dai lugubri e massonici resoconti del passato, riportando “dentro” la Chiesa la dimensione profetica e scomoda del Vangelo e rimettendo in discussione lo stesso stile di vita dell’Occidente. 

Eppure il Papa “che viene dalla fine del mondo” ha fatto di più. I bimbi non hanno percepito solo la “bolla mediatica” — che sarebbe miope non ammettere — ma hanno avvertito dietro il comportamento di Francesco un’opzione ben precisa, una volontà. Su questo si riflette davvero assai poco: le decisioni del Papa, infatti, si riconducono tutte ad una decisione fondamentale, ossia quella di purificare la Chiesa — in una sorta di lavacro penitenziale — attraverso le parole stesse del Signore. Gesù in queste letterine non è affatto eclissato dal Suo Vicario, bensì è visto in modo estremamente serio ed essenziale: i bambini hanno la percezione che la scelta del Papa lo avvicini all’intenzione e al cuore di Cristo. E glielo dicono senza tema di smentita. 

La Buzzetti fa un buon servizio alla Chiesa di Roma componendo un affresco in cui né si negano gli eccessi di una papolatria a volte frutto stesso della modernità e della fine del potere temporale, né si sminuisce, però, l’autenticità evangelica della “rivoluzione dolce” del pontefice argentino. I due tratti si richiamano vicendevolmente e ne manifestano un terzo che non può affatto essere taciuto: il gusto complessivo che la lettura di queste lettere lascia in bocca al lettore è infatti quello di un desiderio, di un bisogno dei bambini, che nel Papa sembra aver trovato una sua paternità. Francesco si pone, e ha saputo porsi, come Padre di una parte di noi, di una Verità di noi, quella Verità che brama autenticità e decisioni concrete e che è poco disposta al compromesso con la ragione di Stato o col pensiero del mondo. 

Questo libro ci offre l’opportunità di capire che molti tratti di quei bambini sono dentro ciascuno di noi, che quelle domande manifestano la struggente tensione ad un Bene che solo Francesco ha saputo comprendere e custodire. Così come Benedetto fu Padre di altre parti di noi, e Giovanni Paolo II di altre ancora, oggi ci rendiamo conto che la pluralità del cristianesimo — espressa da un’unica storia raccontata da quattro Vangeli — chiede ancora di essere accettata e compresa in tutte le sue parti e sensibilità. Da queste lettere emerge una fede semplice, ma non facile, immediata ma non elementare. Si può tranquillamente dire che non è un libro per bambini questo della Buzzetti, bensì un libro per grandi. Per tutti quei grandi che sono così umili da riconoscere che è solo attraverso gli occhi dei piccoli che il cuore e il mondo si vedono davvero, si vedono semplicemente per quello che sono.


“Letterine a Papa Francesco. Il dialogo tra i bambini e il Pontefice attraverso i messaggi che arrivano in Vaticano”, a cura di Alessandra Buzzetti, Gallucci, Roma 2015.

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