Un Giuseppe Dossetti inedito/ Nel 1979 diceva: “C’è una progressiva occidentalizzazione della nostra Chiesa”

- Raffaele Graziano Flore

In un’intervento inedito e pubblicato su Repubblica.it, risalente al 1979, il teologo e giurista Giuseppe Dossetti si lamenta della Chiesa, definita “sempre più occidentalizzata”

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Giuseppe Dossetti, in un intervento pubblico (YouTube)

L’INTERVENTO INEDITO DI GIUSEPPE DOSSETTI

La Chiesa si sta sempre più occidentalizzando e quello a cui stava assistendo era un vero e proprio “movimento di deriva”. In un breve intervento inedito, pubblicato quest’oggi da La Repubblica sul proprio sito web e risalente al 1979, il teologo e giurista Giuseppe Dossetti riflette sullo stato della Chiesa, affrontando però anche altri temi e prevedendo pure, di fatti, alcuni tratti costitutivi del Pontificato di Karol Woytjla che era stato da poco eletto. Nel testo, conservato fino ad oggi nell’Archivio Giuseppe Dossetti di Montesole e che è anche apparso in un fascicolo monografico sulla sua figura, l’ex deputato della Repubblica nonché presbitero ligure esprime la sua preoccupazione per il futuro mentre si trovava in ritiro a Gerico, in Terra Santa: e in quell’intervento Dossetti parla della “Chiesa d’Occidente” intendendo con quella la Chiesa Romana e tutte quelle altre che hanno con essa “un rapporto formalizzato”, individuando quel processo definito di “occidentalizzazione” che, nel momento in cui scriveva, gli appariva sempre più accentuato e irreversibile. Anzi, nemmeno l’elezione di un Papa polacco, avvenuta pochi mesi prima, nel 1978, sembra possa far cambiare idea al teologo originario di Genova.

L’OCCIDENTALIZZAZIONE DELLA CHIESA

“Anche la Chiesa polacca è occidentale, nella sua tradizione più positiva” scrive Giuseppe Dossetti nel testo inedito rivelato oggi da La Repubblica, “e mi pare che si senta nonostante l’ampiezza della sua carità personale” dice a proposito di Giovanni Paolo II. Un esempio? Per l’accademico scomparso nel 1996, basti pensare alle “grandi famiglie religiose” e alle loro mentalità e metodi che mostrano chiaramente “un Occidente che si sposta sempre più a Occidente”. A tal proposito, inoltre, lo stesso Dossetti scrive che non intende formulare un giudizio, pur prevedendo un processo che a suo dire sarebbe stato “aperto, dilatato e dinamico” anche se, in sostanza, si sarebbe configurato come “un richiudersi al suo interno”, vale a dire quello della civiltà occidentale: infine cita lo storico britannico Arnold Joseph Toynbee e i suoi “porti aperti” dell’Oriente, entro i quali si instaura la stessa civiltà occidentale.



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