NICCOLO’ COPERNICO/ Storia e leggenda del “rottamatore” del sistema tolemaico

- La Redazione

Oggi, 19 febbraio 2013, Google ci ricorda che è il 540° anniversario della nascita di Niccolò Copernico, l'astronomo polacco che portò all'affermazione della teoria eliocentrica

Niccolo-Copernico Niccolò Copernico

Oggi, 19 febbraio 2013, il doodle (per chi non sapesse cos’è, è la versione modificata del logo di Google a seconda di occasioni particolari, feste, eventi e ricorrenze) è dedicato al 540° anniversario di Niccolò Copernico. Il bellissimo logo rappresenta il sistema solare: vediamo infatti i pianeti che girano intorno al Sole. Fu infatti l’astronomo polacco che portò all’affermazione della teoria eliocentrica. Per noi uomini del 2013 è scontato che sia la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa, ma a cavallo tra il 1400 e il 1500 era impensabile sostenere che il sistema Tolemaico, che teorizzava un sistema geocentrico, potesse avere qualche falla. Ma il percorso scientifico per arrivare ad affermare che è la Terra a girare intorno al Sole è lungo e parte da lontano, precisamente da Torun in Polonia. La sua è una famiglia di commercianti e funzionari amministrativi, ma Copernico ha la fortuna di avere uno zio vescovo, molto influnte, che gli consente di iscriversi, nel 1491, all’università di Cracovia dove inizia a interessarsi di astronomia. Come tutti i giovani pieni di ambizioni e speranze, decide di andare all’estero a proseguire i suoi studi: arriva in Italia e si stabilisce a Bologna, sede della più antica università del mondo occidentale, dove studia medicina e giurisprudenza. Mentre a Bologna incontra Domenico Maria Novara, celebre astronomo dell’epoca, che lo inserisce nella sua cerchia di collaboratori, lo zio ha in mente per lui un futuro come canonico a Frauenberg, così il giovane inizia anche a studiare diritto canonico. In questi anni, Copernico si sposta per le più prestigiose università italiane, ma il filo rosso dei suoi studi e dei suoi interessi resta l’astronomia: è sotto la guida di Novara che incomincia a rivedere le teorie di Tolomeo; legge gli scritti di Platone e Cicerone sulle opinioni degli antichi sul movimento della Terra; insegna astronomia a Roma. Nel 1503, dopo la laurea in diritto canonico torna in Polonia, dove volente o nolente deve fare i conti con gli impegni presi in precedenza come canonico. Ma la vita da canonico gli concede molto tempo per mettere testa alle intuizioni avute negli anni dell’università. Tra il 1507 e il 1515 scrive il Nicolai Copernici de hypothesibus motuum coelestium a se constitutis commentariolus in cui, in solo sette punti o petitiones, delinea i principi della teoria eliocentrica che saranno poi sviluppati nella sua opera De revolutionibus orbium coelestium. Come tanto grandi geni che hanno rivoluzionato il mondo, anche il “rottamatore”dei sistema tolemaico non si è goduto molto il successo delle sue scoperte: nel corso della sua vita l’astronomo è sempre stato restio a pubblicare le sue teorie ben consapevole del netto contrasto tra le sue idee e le nozioni contenute nella Bibbia. La leggenda vuole che, nel 1543, Copernico sul letto di morte ricevette la prima copia del De revolutionibus orbium coelestium, e quel giorno spirò contento. 

Da buoni italiani quali siamo non possiamo dimenticare il ruolo di Galileo Galilei nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno alla teoria copernicana, che lo portarono alla condanna da parte del Sant’Uffizio. Potremmo chiederci se abbia senso, che nel 2013, Google dedichi il suo doodle del giorno a uno scienziato del tardo medioevo, consultando qualche enciclopedia online ci imbatteremmo di sicuro in qualche ricorrenza o evento più attuale e vicino a noi, di quanto possa essere il 540° anniversario della nascita di un astronomo le cui teorie ormai sono date per certe e assodate. A queste ipotetica domanda, non possiamo che dare una risposta positiva: ricordare con un semplice logo la nascita di un uomo come lui (ci auguriamo che venga fatto lo stesso anche per Galilei) è un invito e un augurio a perseguire le proprie idee e i proprio progetti, anche quando non siamo certi, come è stato per Niccolò Copernico, di vederne il risultato finale.





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