DALL’IRAQ/ Card. Sako: la guerra e la sua logica della morte sono da rifiutare sempre

- int. Louis Raphael Sako

Morte, distruzione, rovine, povertà: adesso in Ucraina si vive lo stesso scenario che ha sconvolto l’Iraq per decenni. “Basta guerre”

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Cristiani in Iraq (LaPresse)

“L’aggressione armata di questi giorni, come ogni guerra, rappresenta un oltraggio a Dio, un tradimento blasfemo del Signore della Pasqua” ha detto Papa Francesco. “Si sono dimenticati i valori cristiani che sono anche quelli umani” ci ha detto in questa intervista il cardinale Luis Raphaël I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, “e questo ha portato a una guerra ingiustificata e senza alcun senso.

La guerra non è mai una soluzione ad alcun problema, noi iracheni possiamo dirlo visto che ci abbiamo convissuto per molti anni. Viviamo questa Pasqua segnata dai presagi di una devastante guerra mondiale”.

Voi iracheni, che avete subìto decenni di guerre terribili, come vivete quanto sta succedendo in Europa?

Siamo sotto shock per questa guerra assurda, seguiamo le notizie provando le stesse paure e preoccupazioni per il futuro, perché abbiamo sperimentato la stessa situazione a Baghdad. La guerra, lo abbiamo toccato con mano, provoca la morte della gente innocente, la distruzione delle case, le fughe all’estero in condizioni di povertà, le malattie. L’Occidente ha una grande responsabilità, deve attivarsi per fare qualcosa di più forte di quanto fatto finora per aiutare questi due paesi, Ucraina e Russia, a dialogare per risolvere il conflitto con gli strumenti della diplomazia, invece che con le armi. Come cristiani che crediamo che Dio è amore, diciamo che la guerra è la morte.

Negli anni recenti Dio è stato usato per giustificare la guerra e il terrore. Oggi quello che accade in Europa fa pensare che Dio sia invece assente, espulso dalla vita dei popoli.

Tutto il mondo sta vivendo una spiritualità mediocre. In Occidente in particolare a Dio è stata sostituita come religione la secolarizzazione, mettendo al primo posto di ogni valore il consumismo. Ma i valori cristiani sono anche quelli umani, togliendoli c’è la guerra. Anche noi abbiamo dei problemi, qui c’è il fondamentalismo, la religione viene usata come una coperta per mascherare interessi politici ed economici.

Com’è oggi la situazione in Iraq? La ricostruzione procede? La convivenza tra cristiani e musulmani resiste?

Da quando è venuto qui il Papa le cose vanno meglio. Francesco ha molto insistito sulla fraternità e il pluralismo, si accetta la diversità molto più che in passato. Purtroppo abbiamo una grave crisi politica che dura ormai da molto tempo, la classe politica non riesce a formare un governo. Desideriamo un governo di unità nazionale che lavori con urgenza alle riforme necessarie per salvare la tenuta economica e sociale dell’Iraq.

Che parola si sente di dire, al suo popolo e a quello ucraino, che vivono questa Pasqua nella sofferenza?

Ogni credente in Dio, e in particolare i cristiani, deve rifiutare la logica mortale della guerra. La celebrazione della Pasqua rappresenta un’occasione propizia per riconoscere anche in questo tempo l’amore di Dio per gli uomini, la sua vicinanza e la sua infinita misericordia verso tutti, che si manifesta attraverso la risurrezione di Cristo, avvenuta per la salvezza dell’umanità. Basta guerre, vittime, dolore, distruzione, migrazione, povertà e malattie.

(Paolo Vites)

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