Daniele Potenzoni, appello del papà/ “Magari è in una comunità o con una famiglia…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Daniele Potenzoni, la storia dell’autistico scomparso 5 anni fa presso la metro di Roma e mai più ritrovato: le parole del padre Francesco

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Daniele Potenzoni (Chi l'ha visto)

Il caso riguardante la scomparsa di Daniele Potenzoni torna d’attualità. Stamane ne ha parlato il padre Francesco, intervistato in collegamento dal programma di Tv8 “Ogni Mattina”: “Mio figlio è scomparso alla metro di Roma – ricorda – si è perso, l’hanno abbandonato, questo non lo so, ma lui stava bene a casa, non se ne è andato volontariamente. Oggi daniele ha 41 anni (è scomparso a giugno del 2015 ndr), potrebbe essere ovunque. E’ autistico – ha ricordato – il grande problema è che non può chiedere aiuto, gli autistici si chiudono in se stessi senza chiedere aiuto. Non siamo ancora riusciti ad individuarlo nonostante le tantissime persone che seguono la nostra storia, anche persone non di Roma, potrebbe essere chiunque”. Quindi il papà di Daniele lancia un appello: “Vorrei dire a chi lo vede che c’è una famiglia che lo cerca, lui non ha scelto di fare il clochard, purtroppo si è trovato in una cosa più grande di lui, magari è stato accolto da persone che non conoscono la sua situazione, magari è con una famiglia chi lo sa…”.

DANIELE POTENZONI, UN MISTERO LUNGO 5 ANNI

Della scomparsa di Potenzoni si era recentemente occupata anche la trasmissione di Rai Tre, “Chi l’ha visto?”, aggiornando il caso fra aggiornamenti, segnalazioni e nuovi appelli. Daniele era partito da Pantigliate, comune vicino a Milano, per recarsi a Roma assieme ad una comitiva di 14 ragazzi tutti affetti da autismo come lui, con l’aggiunta di tre accompagnatori, con l’obiettivo di assistere all’udienza settimanale di Papa Francesco. Una volta giunti alla metro A della stazione di Termini, quella che conduce in Vaticano, non si sa bene cosa sia successo, fatto sta che l’allora 36enne Daniele è sparito nel nulla, non facendo più ritorno. Immediate sono partite le ricerche ancor di più per il fatto che lo scomparso fosse appunto affetto da un gravissimo problema come l’autismo, male da cui purtroppo non si può guarire. Oggi, a più di cinque anni di distanza, la sua storia resta avvolta nel mistero: chissà che anche dopo questo nuovo appello del padre non possa muoversi qualcosa.

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