Ddl Zan, scontro Governo: Iv “rinvio”/ Caos ‘tagliola’, sospesa capigruppo Senato

- Niccolò Magnani

Ddl Zan, domani il voto in Senato sulla “tagliola”: trattativa Centrodestra-Pd, cosa potrebbe succedere, tutti gli scenari. Sospeso tavolo Ostellari: scontro nel Governo

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Matteo Salvini (Lega), Licia Ronzulli (FI) e Andrea Ostellari (Lega) relatore del ddl Zan, al Senato (LaPresse)

Scintille, per non dire scontro vero e proprio, in commissione Giustizia sul Ddl Zan: M5s e LeU assenti per protesta, dinamiche “nervose” tra gli altri presenti alla capigruppo, sospesa infatti in serata.

«Sospesa la capigruppo in Senato a causa delle scintille sull’iter del ddl Zan: Italia Viva ha chiesto il rinvio di una settimana per arrivare in aula con un’intesa, al momento Pd, M5s e Leu sono in riunione per valutare la richiesta», spiegano fonti parlamentari del Governo a LaPresse. Nessuna decisione è stata presa sulle modifiche al testo di base e nemmeno sulla “tagliola” che pende domani con la richiesta ancora non ritirata di Lega e FdI. L’asse Renzi-Salvini per il momento chiede un rinvio dell’approdo in Aula per poter portare una proposta condivisa al 100%: i partiti d sinistra (Pd, M5s, LeU) sono al momento in riunione per capire quale tipo di risposta dare, ma non si preannunciano per il momento ‘schiarite’ all’orizzonte. «Siamo assolutamente favorevoli e disponibili al confronto, ma il presupposto indispensabile per un serio dialogo è quello di ritirare la cosiddetta ‘tagliola’ della richiesta del non passaggio agli articoli, dal momento che determinerebbe l’affossamento del provvedimento», dichiarano in una nota i due partiti assenti alla riunione con Ostellari, M5s (Licheri) e LeU (De Petris).

CONVOCATO IL TAVOLO IN COMMISSIONE CON OSTELLARI

«Lega, FI e Fdi rinuncino alla tagliola: se dovesse passare domani il Ddl Zan sarebbe affossata»: conferma la sua linea Alessandro Zan entrando al tavolo organizzato dal presidente della Commissione Giustizia Andrea Ostellari. La riunione con i capigruppo vede la presenza di Pd, Lega, FI, FdI, Gruppo Misto, mentre non partecipano per protesta M5s e LeU.

«Il testo Scalfarotto per noi sarebbe un’ottima mediazione, per noi andrebbe bene», ha spiegato in mattinata il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone. Sugli articoli 1, 4 e 7, ovvero gli “ostacoli” che finora hanno impedito al Ddl Zan di andare avanti al Senato – lo stesso Faraone ricorda «abbiamo presentato i nostri emendamenti. Ricordo che c’è un ddl Scalfarotto, firmato anche da Zan, e noi ci siamo ispirati a quel testo per elaborare i nostri emendamenti. Noi di Iv non abbiamo mai posto una pregiudiziale ideologica al testo Zan, abbiamo i nostri convincimenti, abbiamo detto e ridetto che la legge ci vuole abbiamo agito per non creare contrapposizioni». Si cerca una quadra per evitare in primis la “tagliola” domani, in secondo luogo per un nuovo testo “modificato” che possa trovare la giusta equidistanza tra Centrosinistra e Centrodestra. Le strade al momento percorribili sembrano due: o andare alla conta domani con la “tagliola” (e voto segreto) col rischio di far affossare la legge, o accettare le modifiche richieste da Renzi e Centrodestra, modificando il testo base giunto dalla Camera.

RISCHIO “TAGLIOLA” PER IL DDL ZAN IN SENATO

La giornata di domani, 27 ottobre 2021, potrebbe essere decisiva per capire quale “direzione” prenderà il Ddl Zan nel suo già piuttosto travagliato iter al Senato: è previsto per domani pomeriggio infatti il voto sulla “proposta di non passare all’esame degli articoli” (avanzata da Lega e FdI), quella nota nel gergo tecnico parlamentare come la “tagliola”.

In pratica, come previsto dal Regolamento del Senato, è dato permesso a qualsiasi parlamentare di indire un voto prima dell’esame di un tal disegno di legge che possa portare alla cancellazione di quell’ordine del giorno. Se la richiesta viene approvata dalla maggioranza di Palazzo Madama, ecco che il Ddl contro l’omobilesotransfobia può dirsi in sostanza “morto” per questa Legislatura. Sarebbe infatti la piena conferma che i numeri per approvare l’attuale testo del Ddl Zan (già approvato alla Camera) non vi sono: anche per questo motivo l’ultima apertura fatta dal Pd di Enrico Letta a possibile modifiche – come proposto da Renzi e Centrodestra prima dell’estate, rispediti al mittente in quel frangente – andrebbe nella direzione di evitare il più possibile la “tagliola” sull’intero disegno di legge.

COSA PUÒ SUCCEDERE AL TESTO DEL DDL ZAN

«Il ddl Zan ha subito tantissime mediazioni. È il sale della democrazia. Dobbiamo superare il voto di domani. Se passa tagliola legge è morta. Se passasse la tagliola sarebbe una sconfitta per il Paese, non voglio nemmeno prefigurare questo scenario. Chiedo che Lega, Fi e FdI la respingano per poi trovare una mediazione», ha spiegato il deputato Pd Alessandro Zan parlando con i giornalisti davanti al Nazareno. Alla Direzione Nazionale del mattino, era stato lo stesso Letta a spiegare, «Potremmo prendere la nostra bandiera, fare un lavoro di testimonianza e saremmo contenti, ma non sarebbero contenti quei ragazzi e quelle ragazze che oggi subiscono tante angherie. Ecco perché dobbiamo prenderci le nostre responsabilità: l’impegno politico è testimonianza, ma anche concretezza». Davanti alla richiesta di Salvini e Meloni sul voto in Parlamento di domani, il segretario Dem replica «Dobbiamo evitare la tagliola in Parlamento sul Ddl Zan, evitare uno schiaffo alla maggioranza della società italiana». Per questo pomeriggio è confermata la riunione della commissione Giustizia al Senato assieme ai vari presidenti dei gruppi d’aula, voluta dal presidente leghista Andrea Ostellari: «Ringrazio per la disponibilità i presidenti dei gruppi d’aula che hanno risposto positivamente alla convocazione inoltrata ieri. Oggi pomeriggio alle 17.00 ci riuniremo per verificare se c’è davvero spazio, come auspico, per una mediazione responsabile. Gli accordi si fanno insieme e alla luce del sole. Il nostro obiettivo è migliorare il testo del ddl sull’omofobia. Alessandro Zan non abbia paura: la sede naturale del confronto è questa. Non vedo ostacoli alla sua partecipazione all’incontro, insieme al capogruppo al Senato del Partito Democratico». Per il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, «l’apertura del Pd alle modifiche è un primo passo, ora vediamo cosa emerge dal tavolo con Ostellari, ma siamo stati chiari sugli articoli da eliminare (1, 4 e 7)».



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