Decreto flussi 2023/ Più facile assumere lavoratori extra Ue stagionali: la normativa

- Maria Melania Barone

Decreto flussi 2023, il nuovo decreto è ormai divenuto legge e quest'anno sarà possibile aumentare l'integrazione dei lavoratori stagionali esteri. Ecco infatti cosa prevede la normativa

immigrazione_migranti_clandestini_sbarchi_1_lapresse_2017 LaPresse

Il mondo dei lavoro sta cambiando anche grazie al decreto flussi che consente di assumere più lavoratori extra europei, producendo così delle semplificazioni per gli ingressi degli stagionali destinati all’agricoltura ed il turismo, due settori che hanno accusato molti problemi durante la pandemia. Infatti non è necessario verificare l’indisponibilità di profili già presenti in Italia. Ecco cosa stabilisce la normativa.

Decreto flussi 2023: tutto cambia dopo il covid

Il 29 dicembre 2022 sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il primo Dpcm sul decreto flussi 2023 che ha aumentato il numero di cittadini extra europei che possono entrare in Italia per lavoro: se infatti per sei anni, dal 2015 al 2020, il numero era rimasto fermo a 30.850, nel 2021 il numero è salito a 69.700 subito dopo l’allentamento delle restrizioni del covid, e poi nel 2022 il numero è stato portato a 82.705.

Queste persone potranno essere impiegate nel settore turistico alberghiero, autotrasporto per conto terzi, oppure nel settore edilizio oltre all’agricoltura e alla cantieristica navale. Si cerca in un qualche modo di far fronte a una carenza di manodopera che riguarda di più l’attività subordinata in un ventaglio di settori. Il risultato è l’allargamento delle possibilità di assumere lavoratori extraeuropei e beneficerà anche delle semplificazioni procedurali, introdotto dal decreto legge numero 73 del giugno 2022 dal governo Draghi, questo consentirà quindi di semplificare i tempi burocratici ed evitare ritardi.

Decreto flussi 2023: è possibile assumere più stagionali extra UE

Tuttavia esiste comunque un obbligo di verificare le richieste dei lavoratori già presenti sul territorio italiano, ma questo vale soltanto per i lavoratori subordinati e non per quelli stagionali.

Poi dovranno verificare prima le indisponibilità di lavoratori italiani e, solo successivamente, chiamare quelli extra europei, ma sempre se si tratta di lavori subordinati.

Si tratta di un passaggio in più ma che non ritarda moltissimo la procedura secondo Massimiliano Musumeci, il direttore generale dell’Associazione Nazionale costruttori edili (Ance).

Il decreto flussi 2023 ha anche regolamentato gli ingressi per il lavoro stagionale che, sulla base delle semplificazioni introdotte dal decreto legge 73/2022, lo sportello unico deve rilasciare sia il nulla osta entro 30 giorni dalla domanda oltre al visto di ingresso entro venti giorni.





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