DIETRO LE QUINTE/ La “finta” di Berlusconi e le mani dei pm sul Colle

- Vincenzo Paolo Cappa

Stavolta il ricovero di Berlusconi non è stato a copertura delle esigenze della difesa processuale. È stato legittima difesa da un attacco politico in piena regola

barelli forza italia
Silvio Berlusconi (LaPresse)

Con le udienze del processo Ruby ter arriva puntuale il ricovero di Silvio Berlusconi all’ospedale San Raffaele. Questa almeno è la vulgata nei palazzi della politica, e in fondo nessuno si scandalizza più di tanto: tra le mille marachelle del Cavaliere, l’ultima ad indignare è la supposta sua sollecitudine verso i testimoni processuali.

La verità è che stavolta il ricovero non è stato a copertura delle esigenze della difesa processuale. Berlusconi è stato male davvero. Lo sussurrano le poche persone ammesse all’inner circle del presidente del Monza calcio (unica carica che gli dà ancora soddisfazione e divertimento): Berlusconi è stato portato al San Raffaele dopo l’ennesima notte insonne, passata a rimuginare sui terribili attacchi mediatici e giudiziari degli ultimi giorni.

Tornano le accuse più terribili e meno realistiche: procure di prima linea rilanciano la tesi di Berlusconi e Dell’Utri ispiratori dello stragismo degli anni novanta.

Nessuno ci crede. La fida Ghisleri ha eseguito un sondaggio dal quale si evidenzia che nemmeno dieci italiani su cento credono a queste congetture. E gli stessi legami assicurano che la marcia verso l’archiviazione sarà trionfale. “Ma i tempi, quali saranno i tempi?” chiede il Cavaliere, e nessuno lo rassicura, nessuno gli dà certezza che le nefande accuse non campeggeranno sui giornali proprio nei giorni in cui si voterà per il Quirinale, ultimo suo sogno proibito.

E dire che il vecchio Silvio si era speso da par suo nell’impresa, scatenando i fedelissimi a presidio delle varie aree del parlamento: chi al governo, chi contro, chi tendenza Salvini, chi tendenza Meloni, chi tendenza Conte, forzisti divisi su tutto tranne che sull’obiettivo finale, portare il patriarca al Quirinale a 86 anni suonati.

I soli a prendere sul serio il disegno sono stati i magistrati delle procure indaganti. E infatti l’andamento delle inchieste va in perfetta sincronia con la campagna quirinalizia. L’altro giorno Pier Silvio Berlusconi ha comprato intere pagine di vari quotidiani per celebrare l’augusto genitore nel giorno della festa del papà.

Parte di una strategia mediatica concordata? Forse. Sicuramente i magistrati hanno preso sul serio la mossa, contrapponendo subito una croccante richiesta di rinvio a giudizio per stragi.

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