DIETRO LE QUINTE/ Trame di un governo Franceschini sostenuto da Pd, M5s e Berlusconi

- Mara De Feudis

Conte perde tempo, ma il Pd non è più disposto ad aspettare. Berlusconi invece è pronto a sostenere un governo tecnico a guida Pd. Ma le urne non sono scongiurate

Berlusconi e zingaretti
Nicola Zingaretti e Silvio Berlusconi (laPresse)

Ricordo un film con Totò del 1962 con la regia di Sergio Corbucci. La pellicola raccontava la storia, realmente accaduta, dello smemorato di Collegno, così ribattezzato dalle cronache dell’epoca a causa della sua totale amnesia.

Lo sfortunato, se così lo si può chiamare, era conteso da due donne: la moglie di Giulio Canella, professore, e quella di Mario Bruneri, ricercato per reati di poco conto e alla fine della storia finito, per un breve periodo, in carcere. Il noto caratterista partenopeo, attraverso la sua abilissima interpretazione e nonostante la vicenda non fosse proprio delle più felici, riuscì comunque a ribaltare la narrazione e mostrare, allo spettatore, il lato nobile della recitazione. Quello che permette al pubblico di assolvere i protagonisti della realtà e trasformarli in personaggi.

Le analogie con la nostra attualità sono molteplici. In primis: Conte, che ha più volte disconosciuto e rinnegato le sue origini presidenziali, con anche atti alla mano e smentite varie (vedasi la discussione sui decreti sicurezza), oggi è in evidente stato di difficoltà. Oltre all’amnesia che deve averlo colto quando ha siglato l’alleanza con i “compagni di banco”, è affetto anche da ciò che viene definito l’effetto Dunning-Kruger, una distorsione cognitiva a causa della quale individui inesperti tendono a sopravvalutarsi, rifiutando di accettare la propria incompetenza e viceversa. Così lui come tutto il suo esecutivo che deve essersi unito al grido di “Smemorati di tutto il mondo, uniamoci!”. Primeggia tra i tanti la plurilaureata Azzolina, ma solo perché in ordine di tempo è quella che l’ha fatta più grossa; in realtà l’elenco sarebbe parecchio lungo.

Ad ogni modo, il premier oggi è “conteso” tra Pd e 5Stelle che aspettano solo la giusta causa per bollinargli la sfiducia.

Sul tavolo Mes, scuola, immigrazione, Alitalia, Ex Ilva, Autostrade, “taglio e cuci” dell’Iva, insomma di tutto di più. Unica nota mancante è la crisi economica che incombe e una disoccupazione che toccherà livelli mai visti in Italia. Ma nessun problema. Il Decreto semplificazione è slittato intanto a metà luglio, il Recovery plan a settembre e le alleanze tra Pd e 5s in vista delle regionali non stanno decollando. I tatticismi di palazzo Chigi stanno facendo innervosire anche l’imperturbabile Franceschini, che durante l’ultima riunione con i capodelegazione ha rimproverato a Conte questioni di metodo e problemi di comunicazioni. Prove tecniche di successione. Intanto luglio si avvicina e la fievole fiammella dello spauracchio delle elezioni, o del Governo tecnico a guida Pd con il supporto del sempreverde Silvio, sta divampando… anche perché al Senato bastano solo 7 contrari (per ora) per far saltare il governo.

Se qualcuno ha visto il film di cui sopra, ricorderà la fine. In caso contrario, consiglio vivamente la visione.

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