Domenico Farinacci, Commissari/ Indagine massacro Ferrazzano: ergastolo a Angelo Izzo

- Emanuela Longo

Domenico Farinacci, protagonista di Commissari: le tappe del massacro di Ferrazzano ad opera di Angelo Izzo in cui persero la vita madre e figlia

angelo izzo giorno in pretura
Angelo Izzo

Questo venerdì, in seconda serata su Rai3, la trasmissione “Commissari – Sulle tracce del male” riparte insieme a Domenico Farinacci, dirigente della Polizia di Stato ed a capo della Squadra Mobile di Campobasso ai tempi del cosiddetto massacro di Ferrazzano. E’ il 29 aprile del 2005, quando in una villa a pochi chilometri da Campobasso vengono scoperti i corpi di due donne, sotterrati nel giardino in un terreno tra Ferrazzano e Mirabello. Si tratta di Maria Carmela Linciano, una donna di 48 anni, e della 13enne, Valentina Maiorano. Sono rispettivamente moglie e figlia di Giovanni Maiorano, un ex malavitoso pugliese che qualche tempo prima era stato compagno di cella di Angelo Izzo, già noto per essere stato autore nel 1975 del massacro del Circeo. Un assassinio brutale che Farinacci racconterà seguendo tutte le tappe insieme al giornalista e padrone di casa di Commissari, Pino Rinaldi, il quale dallo scorso 2 dicembre, dopo aver diretto la divisione anticrimine per 3 anni, lascerà il capoluogo molisano per il nuovo incarico di Vicario alla questura di Forlì-Cesena.

DOMENICO FARINACCI, COMMISSARI: IL MASSACRO DI FERRAZZANO

Le indagini sul massacro di Ferrazzano presero il via alla fine di aprile del 2005. Angelo Izzo si trova a Campobasso in regime di semilibertà. Il giudice aveva stabilito che l’uomo, apparentemente cambiato, poteva iniziare il suo percorso di riabilitazione dopo aver scontato 30 anni di carcere in seguito alla condanna all’ergastolo per il massacro compiuto nel 1975. Fu così stabilito che Izzo avrebbe lavorato nella cooperativa “Città futura” in provincia di Campobasso. Ottenuta quindi la semilibertà, decise di onorare il patto che precedentemente, in carcere, aveva fatto con il compagno di cella ed ex boss Maiorano il quale gli aveva chiesto di avvicinare la moglie Maria Carmela e la figlia Valentina e di prendersi cura di loro. Al tempo stesso, come rammenta FanPage.it, Izzo – che non aveva mai nascosto il suo lato omosessuale – intrecciò una relazione intima con il giovane Luca Palaia ma anche con la moglie di Maiorano, diventando così punto di riferimento della ragazzina, Valentina. Madre e figlia però, non sanno che Izzo sta tramando un vero e proprio piano criminale allo scopo di impossessarsi del loro denaro.

IL DUPLICE OMICIDIO E IL DOPPIO ERGASTOLO

E’ a quel punto che Angelo Izzo mette in pratica il suo diabolico piano omicida, uccidendo madre e figlia, avvolgendo i loro cadaveri nella plastica (il corpo di Valentina fu rinvenuto completamente nudo). La scoperta choc avvenne solo due giorni dopo il massacro, nell’ambito di una indagine sul traffico di armi. Fu lo stesso Izzo a confessare al suo avvocato, Enzo Guarnera, dopo l’arresto, il motivo del nuovo massacro: “Ho ucciso per i soldi”. Si parlava di circa 40mila euro che la moglie di Maiorano aveva incassato con la vendita di un terreno nella provincia di Lecce. Spinto dal denaro, Izzo aveva convocato la donna convincendola che con quei soldi avrebbero aperto un ristorante in provincia di Benevento, prospettandole la possibilità di un futuro. Dopo essersi preso i soldi però, sarebbe fuggito con Palaia. “Non è stato un raptus, non volevo violentare sua figlia, Valentina Maiorano – ha spiegato il massacratore del Circeo -. La ragazza è morta solo perché quel giorno si trovava lì, aveva accompagnato sua madre, era diventata perciò testimone, altrimenti non le avrei torto un capello”, aveva detto all’avvocato, come ricorda Corriere. Ad essere coinvolto nel duplice delitto fu anche il giovane Guido Palladino. Per il duplice omicidio di Ferrazzano, Izzo fu condannato al doppio ergastolo.

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