Assiste per 9 anni la madre inferma/ Ma non le rivela mai che è la figlia abbandonata

Assiste per 9 anni la madre inferma, ma non le rivela mai che è la figlia abbandonata da piccola. La storia di Phyllis Whitsell diventa un libro di successo: “Racconto di lei perché…”

Phyllis Whitsell
Phyllis Whitsell (Web, 2019)

Una donna assiste per 9 anni la madre malata ma non le rivela mai di essere la figlia che aveva abbandonato alla nascita: arriva dal Regno Unito la commovente e per certi versi singolare storia di Phyllis Whitsell, 62enne infermiera, che solo dopo la morte dell’anziana donna ha deciso di rendere di pubblico dominio la sua vicenda e ha spiegato perché, una volta conosciuta la verità, ha deciso di rendere migliore la vita della madre. E la storia è diventata anche un libro intitolato, intitolato “A song for Bridget” e dedicato alla donna e alla sua vita particolarmente dolorosa: infatti negli ultimi anni la madre della Whitsell era stata colpita da demenza senile e a suo dire “l’unica sua compagnia nella vita era stato l’alcol, di cui abusava” e nonostante lei l’avesse più volte avvertita di non esagerare. Quando le condizioni di Bridget hanno cominciato a peggiorare, Phyllis ha deciso che era giunto il momento di dirle la verità, ovvero che lei era la figlia abbandonata tanti anni prima: “Sapevo che non avrei avuto più molte possibilità ma quando ho preso la sua mano e le ho raccontato tutto, ho capito che era troppo tardi e che la sua demenza non le permetteva di capire cosa stessi dicendo” ha rivelato la Whitsell con una punta di amarezza e rivelando di essere uscita da quell’esperienza col cuore in frantumi.

“ECCO LA VERA STORIA DI MIA MADRE BRIDGET…”

Ma nel suo libro Phyllis Whitsell non ricostruisce solo gli ultimi anni di vita della madre Bridget e di quel faticoso riavvicinamento da parte di una figlia che, tuttavia, non è riuscita mai a dirle la verità dato che la donna è poi morta all’età di 74 anni: l’autrice del libro infatti spiega di essere cresciuta in un orfanotrofio di Birmingham e di essere stata tirata su dalle suore, mentre la tanto agognata adozione è arrivata solo quando lei aveva all’incirca quattro anni. Durante tutta l’infanzia, Phyllis racconta di aver avuto un unico sogno, vale a dire quello di incontrare la sua vera mamma nonostante le fosse stato detto che era morta: e prima del compimento del 25esimo anno d’età è riuscita nella sua impresa, pur scoprendo che la donna intanto era diventata un’alcolista e che aveva avuto cinque figli da altrettanti padri, e che tutti erano stati presto abbandonati come era accaduto a lei. Intanto la Whitsell era diventata una infermiera e per questo motivo ha scelto di farle visita ogni giorno per nove anni, pur scegliendo all’inizio di non rivelare la sua identità per paura delle implicazioni che ciò potesse avere sulle rispettiva famiglie. “Ho voluto raccontare la sua storia per far capire chi fosse davvero mia mamma soprattutto prima che la vita per lei si complicasse: nessuno sceglie quel tipo di esistenza e ci sono stati dei seri motivi se lei ha finito i suoi anni nell’alcolismo, triste e isolata da tutti” conclude la Whitsell che aggiunge di non aver alcun rancore verso di lei e che il libro cerca in fondo di umanizzare Bridget agli occhi di chi l’ha conosciuta e anche dei lettori.



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