Donne spinte a congelare ovuli: cliniche speculano?/ “Solo 3% di successi in over 36”

- Chiara Ferrara

Donne spinte a congelare gli ovuli: le cliniche del Regno Unito speculano sul sogno di diventare mamme? L'esperta avverte: "Non sempre funziona"

Gravidanza e Coronavirus, nuovi studi Gravidanza (Pixabay, 2020)

Le donne sono sempre più spinte a congelare gli ovuli, ma ciò è realmente necessario oppure le cliniche speculano sulla volontà di queste di diventare madri? A parlare del fenomeno che ha coinvolto il Regno Unito, in una intervista al Daily Mail, è stata Imogen Goold, professoressa di diritto medico all’Università di Oxford. “È improbabile che funzioni al 100%”, ha avvertito. Il motivo è da ricondurre all’età in cui le pazienti ricorrono a questo trattamento.

In molti casi, infatti, il servizio (il cui prezzo di base è di circa 3.250 sterline, ma che includendo costi come farmaci e conservazione degli ovociti, può arrivare a 8.000 sterline) viene venduto a donne che stanno vivendo un calo nella fertilità, ma che per ragioni variegate – dal non avere trovato ancora il partner ideale alla mancata stabilità economica – non vogliono cercare una gravidanza in quel momento. È in questo modo che scelgono di congelare gli ovuli per non perdere la possibilità di diventare mamme. Il problema è che nel caso in cui le dirette interessate abbiano già tra i 36 e i 39 anni la percentuale di successo del trattamento è pari soltanto al 3%. La qualità degli ovuli, infatti, dipende dall’età della donna.

Donne spinte a congelare ovuli: cliniche speculano? È boom di vendite

Il numero delle donne di età superiore ai 35 anni che nel Regno Unito sono state spinte a congelare gli ovuli è passato da 148 nel 2010 a 1.589 nel 2019. L’incremento è notevole, ma i medici si domandano quante di loro siano realmente riuscite a concludere una gravidanza. “Penso che la cosa peggiore sia vendere il servizio medico alle donne sulla trentina. Perché venderlo a qualcuno che ha 39 anni, nella speranza che possa usare quell’uovo quando ne avrà 45, è davvero problematico”, ha affermato la professoressa Imogen Goold.

È per questo motivo che la docente universitaria chiede che le pazienti abbiano un migliore accesso a consigli imparziali sulla realtà del congelamento delle uova, che seppure in molti casi sia una soluzione importante per avere dei figli in altri può rivelarsi del tutto inutile. “Ovviamente le cliniche che offrono il servizio hanno tutto l’interesse a dire alle donne che funziona davvero bene. Poiché la fertilità diminuisce nettamente dopo i 35 anni, però, è necessario avvisare le dirette interessate della improbabilità di successo del congelamento degli ovociti”.





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