Donzelli-Pd, rissa Camera su Cospito/ Fontana “ok giurì d’onore”: cos’è, che succede

- Niccolò Magnani

Bagarre alla Camera tra Giovanni Donzelli e alcuni esponenti del Pd sul caso Cospito: Fontana istituisce il giurì d'onore. Cos'è, cosa succede ora e che cosa è successo a Montecitorio

Donzelli, FdI Giovanni Donzelli, deputato FdI dopo la bagarre sul caso Cospito (LaPresse, 2023)

DONZELLI VS PD, FONTANA ISTITUISCE IL GRAN GIURÌ ALLA CAMERA: COSA VUOL DIRE

Dopo la bagarre avvenuta oggi alla Camera dei Deputati tra il coordinatore nazionale di FdI Giovanni Donzelli e alcuni esponenti del Pd sul caso Alfredo Cospito, il Presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana ha dato il via libera al “giurì d’onore” richiesto dallo stesso Partito Democratico. «E’ stata richiesta la nomina di una commissione incaricata di verificare quanto accaduto e la correttezza delle affermazioni», spiega all’ANSA Fontana annunciando nei prossimi giorni il giurì d’onore in merito alla “rissa” avvenuta tra Donzelli e il Pd, «Invito tutti i gruppi sulla base della rilevanza dei temi che abbiamo da affrontare in Aula a voler riprendere un ordinato esame su provvedimento rispetto ai quali non mi pare ci sia alcuna divergenza politica».

Come previsto dal regolamento della Camera, il Presidente può nominare «su richiesta di un deputato che si senta leso nella sua onorabilità da accuse che gli siano state mosse nel corso di una discussione, una Commissione d’indagine a norma dell’ art. 58 del regolamento – detta Giurì d’onore – che valuti la fondatezza delle accuse». Al Giurì viene poi solitamente assegnato un termine per riferire all’Assemblea sugli esiti della sua attività: «della relazione del Giurì l’Assemblea si limita a prendere atto, senza dibattito nè votazione», conclude il regolamento sul giurì d’onore che ora è stato attivato sul caso Cospito. Commentando quanto avvenuto a Montecitorio, il Presidente Fontana ha poi aggiunto davanti ai cronisti come «Stamane facendo riferimento sia all’ultima parte dell’intervento di Donzelli sia a quelli di altri deputati di opposizione la dialettica politica è andata oltre il rispetto del principio di rispetto».

COSA HA DETTO DONZELLI ALLA CAMERA SUL CASO COSPITO. IRA PD, LUI “NON MI SCUSO”

Facciamo però un rapido passo indietro per capire cosa ha detto effettivamente Giovanni Donzelli alla Camera e perché il Pd si è sentito leso, in alcuni suoi deputati, dell’onorabilità tanto da invocare un giurì per l’occasione: nasce tutto sul caso Cospito, il leader degli anarchici trasferito ieri al carcere di Opera dopo lungo sciopero della fame in corso da ottobre contro il regime 41bis, dettato dal Governo Draghi per decisione della Ministra Cartabia (lo scorso maggio 2022, ndr). Nel giorno in cui il Governo Meloni con i Ministri Nordio, Piantedosi e Tajani in conferenza stampa confermava l’indirizzo del CdM di ieri sulla permanenza di Cospito al 41bis – in attesa dei pareri della magistratura e della sentenza della Corte Costituzionale – l’intervento del meloniano Donzelli, tra l’altro vicepresidente del Copasir, ha infiammato l’Aula. «Cospito è un influencer che sta utilizzando la mafia per far cedere lo Stato sul 41 bis. Cospito ha incontrato mafiosi e il 12 gennaio 2023, mentre parlava coi mafiosi ha incontrato anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando che andavano a incoraggiarlo nella battaglia. Allora voglio sapere, questa sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi con la mafia? Lo vogliamo sapere in quest’aula oggi», ha attaccato Donzelli scatenando un’autentica rissa verbale a Montecitorio.

Immediata la replica della capogruppo Pd Debora Serracchiani: «Sbaglia chi pensa di poterci dividere tra buoni e cattivi su temi così delicati. E’ stato un grave errore intervenire questa mattina con parole che avrebbero dovuto essere evitate nel modo più assoluto. Credo che l’intervento di Donzelli imponga di fare un ragionamento approfondito sui temi dell’antimafia. Tutto il Pd si iscrive a parlare su ordini del giorno, emendamenti e articoli. Non credo che su temi di questo tipo possiamo pensarla diversamente e sbaglia chi in quest’aula pensa di dividerci». Quelle di Donzelli, conclude la dem, «sono parole gravissime, che hanno rilevanza e carattere penale. Chiederemo l’intervento del presidente della Camera e di tutte le sedi competenti. Ci chiediamo se quella di Donzelli è la posizione della Meloni, sarebbe gravissimo perché rompe l’unità sulla lotta alla mafia». Durissime le posizioni poi anche di Letta, Orlando e dell’ex ministro Provenzano, il quale attacca «Donzelli ha rivelato informazioni riservate relative a colloqui tra Cospito e un mafioso, facendo da cassa di risonanza, per usarle in modo indegno contro avversari politici, senza chiarire come ne è venuto in possesso». Il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti ha provato a stigmatizzare l’accaduto, comprendendo però l’ardore di Donzelli sul caso Cospito: «Rispetto al dibattito di questa mattina in Aula – ha sottolineato il capogruppo FdI – e fermo restando che per Fratelli d’Italia è indispensabile l’approvazione urgente della commissione Antimafia, ritengo che sia necessario rispettarsi tra forze democratiche sempre e comunque. Ma quando minacciano te o la tua famiglia in nome di un criminale, come avvenuto ieri al deputato Chiara Colosimo, certamente vieni influenzato anche nei toni. L’auspicio è la chiarezza di tutti sul tema della violenza, del terrorismo, delle pene che lo stato infligge». Interpellato fuori dalla Camera sulle sue parole contro il Partito Democratico, Donzelli rincara la dose: «Le scuse? No. Andrò volentieri al giurì d’onore per chiedere al Pd di chiarire le sue parole. Mi auguro che la sinistra italiana che sta balbettando su Cospito chieda scusa agli italiani. La mafia tifa per Cospito. Il PD dica chiaramente che non vuole togliere il 41bis, invece di fare ostruzionismo. Se togli il 41 bis a Cospito per motivi di salute, allora come lo teniamo per Messina Denaro che ha un tumore?». Qui il resoconto stenografico dell’assemblea alla Camera per leggere tutto quanto detto in Aula dal deputato Giovanni Donzelli sul caso Cospito.

DONZELLI: “DOCUMENTI COSPITO CONSULTABILI DA TUTTI SUL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Da più parti nelle opposizioni sono poi giunte accuse a Giovanni Donzelli di aver non solo insultato alcuni deputati del Partito Democratico ma anche di aver rivelato alcuni dettagli delle visite di Alfredo Cospito in carcere circa presunti colloqui con boss della Camorra (e non solo). «Donzelli cita documenti e colloqui. Anche in relazione al suo ruolo, è vice presidente del Copair, chiediamo dica ufficialmente come ha avuto questi documenti, a che titolo e perché ha fatto un grande servizio a Cospito, lo ha fatto diventare il tramite tra anarchici e mafia», attacca Federico Fornaro, deputato di Pd-Articolo1.

A distanza replica lo stesso Donzelli, intervenendo alla Camera dopo la bagarre con il Pd di questa mattina: «Non è possibile che abbia avuto quelle informazioni sugli incontri in carcere di Alfredo Cospito dal Copasir, semplicemente perché per i documenti che possono essere consultati dal Copasir fuori dalle sedute c’è un registro apposito e si va a firmare per poterli consultare e il sottoscritto al momento non ha mai consultato alcun documento nell’archivio del Copasir. Quindi non avendone consultato nessuno non ho potuto prendere notizie riservate dal Copasir». Su come siano giunti tali documenti, aggiunge il coordinatore nazionale FdI, è molto semplice: «sono depositati al ministero della Giustizia, consultabili da qualsiasi deputato, non sono coperti da alcun segreto e sono stati inviati al ministero della Giustizia dal Dipartimento penitenziario. Qualsiasi deputato avrebbe potuto chiedere al ministero della Giustizia di consultare questi documenti. Se mai avessi utilizzato il Copasir per questo scopo violando il segreto, giustamente avrei dovuto dare le dimissioni da presidente del Copasir e seguire le conseguenze penali». Su quanto invece emerso in Aula, Donzelli spiega di non voler aggiungere nulla «perché siamo in attesa di un eventuale ulteriore intervento che è stato chiesto al presidente della Camera e sono consapevole della riflessione in corso».







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