Dopo il Covid #quellicheripartono/ “L’io in azione: Conoscenza e Creatività”: perdere tempo ad educare

- La Redazione

Dopo il Covid #quellicheripartono, oggi quarto appuntamento con il tak show live dal Meeting di Rimini 2020: “L’io in azione: Conoscenza e Creatività”

Dopo il Covid #quellicheripartono
Dopo il Covid #quellicheripartono

Giunto alla quarta puntata il talk show live “Dopo il Covid. #quellicheripartono”– curato da Fondazione per la Sussidiarietà, ASviS, Symbola e CDP – si è occupato del tema educativo. La sostenibilità è infatti concepita nel programma nella sua accezione più ampia e corretta, ovvero prende in considerazione tutti gli aspetti, oltre a quelli ambientali, come nella puntata scorsa in cui si è affrontato il tema della salute del nostro pianeta anche quelli sociali e di governance.

La puntata dal titolo “L’Io in azione: conoscenza e creatività” si apre con la provocazione di dati allarmanti: il 30% degli studenti italiani ha abbandonato la scuola a febbraio, il 23,4% dei giovani tra i 15 e i 19 anni non studia e non cerca lavoro, abbiamo una fascia di popolazione pari al 47% di analfabeti funzionali, abbiamo il 26% di laureati a fronte di una media del 43% nei paesi OCSE. Anche Mario Draghi nel discorso inaugurale di questo Meeting di Rimini si è soffermato sul tema affermando che parlare di formazione significa parlare della possibilità di affrontare il futuro e le grandi sfide ci aspettano, di essere preparati al mondo del lavoro e, dunque, alla vita.

Una delle strade possibili suggerite dagli ospiti è quella di investire nel potenziamento delle non cognitive skills, stiamo parlando della curiosità, del coraggio, capacità di relazione e di comunicazione, empatia, decisive oggi se vogliamo parlare di educazione, formazione e fondamentali anche sul lavoro. Ne hanno parlato il professor Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione Sussidiarietà e il professor Tommaso Agasisti, ordinario di Ingegneria gestionale al Politecnico di Milano ed esperto di politiche scolastiche, sottolineando come le non cognitive skills contribuiscono per un 25% alla possibilità di arrivare con successo al traguardo della laurea.

La pandemia ha sicuramente peggiorato anche la povertà educativa, aumentando il divario e le diseguaglianze, aspetto approfondito grazie all’intervento del professor Francesco Seghezzi, presidente della Fondazione Adapt, fondata nel 2000 da Marco Biagi, che si preoccupa di creare percorsi virtuosi tra scuola, università, mondo del lavoro e delle imprese. Giovannini, grazie ai dati elaborati da ASVIS ha lanciato la sfida: cogliere la situazione creata dalla pandemia per vincere la povertà educativa sfruttando le opportunità tecnologiche.

Del ruolo e delle sfide che investono le Università anche nel confronto con il contesto europeo ne hanno parlato Giovanna Iannantuoni rettore dell’Università Bicocca di Milano impegnata in molteplici iniziative nate per colmare il digital divide e per trasformare la Bicocca in un camplus sostenibile e Antonella Sciarrone Alibrandi, prorettrice vicaria dell’Università Cattolica, con lei in particolare si è parlato della “digitalizzazione” della nostra vita e dell’impatto dell’uso delle tecnologie sulla capacità di conoscere.

Le competenze cognitive fanno parte di un percorso che dura l’intera vita e che dopo l’Università hanno un impatto forte anche sul mondo del lavoro, sulla possibilità di trovare e cambiare lavoro, aumentando la mobilità intergenerazionale che sembra bloccata in questi anni. Tanti i consigli che si possono trarre dalle testimonianze di fine puntata e dagli interventi di Adele Mucci, vice-presidente di un importante gruppo cinese leader nel campo delle energie alternative e del Presidente di Tim Salvatore Rossi.



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