BANCHE/ Iccrea apre a Milano il derby del Credito cooperativo italiano

- Nicola Berti

Iccrea Banca presenta a Milano il progetto di Gruppo Bancario Cooperativo nazionale: parte il derby con l’iniziativa di Cassa centrale banca di Trento, spiega NICOLA BERTI

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Immagini di repertorio (LaPresse)

Comincia a Milano il lungo, inedito derby del credito cooperativo italiano. Mercoledì 8 Iccrea Banca presenta il suo piano di costituzione di gruppo nazionale: a tutte le Bcc interessate a partecipare fra le 370 italiane, alle loro federazioni regionali e locali, alle società di gestione Ict che già servono vasti settori del credito cooperativo lungo la penisola. La candidatura di Iccrea al ruolo di capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo è stata ufficializzata lo scorso 24 gennaio. In una lettera  Bankitalia Iccrea ha allegato un piano che “illustra nel dettaglio le azioni che verranno intraprese per assicurare il rispetto, in un arco di tempo definito e contenuto, di tutti i requisiti, sia di patrimonio netto, previsti dalla normativa”. Iccrea punta a “completare l’intero percorso previsto dalla normativa e di presentare l’istanza all’Organo di Vigilanza entro il 2017”, ben prima della scadenza del 2018 prevista. Iccrea dispone già di un patrimonio netto di 1,7 miliardi di euro e di un capitale libero di circa 500 milioni, ben oltre la soglia prevista dalla normativa. “Siamo orgogliosi – ha detto Giulio Magagni presidente di Iccrea Banca – di presentare la candidatura del Gruppo Iccrea basata su fondamenta molto solide”.

Non casuale la sede scelta dal Magagni, e dal direttore generale Leonardo Rubattu per l’avvio del raod-show di Iccrea Banca: gli East End Studios, alla periferia est di Milano. Poco lontano c’è la sede della Federazione lombarda delle Bcc, di cui è rimasto presidente Alessadro Azzi, che ha appena concluso il suo lungo mandato di presidente della Federcasse nazionale. Le Bcc lombarde hanno già espresso un chiaro orientamento favorevole al progetto Iccrea (come del resto altre realtà importanti nel network-paese, come la Bcc di Roma). Iccrea – storico istituto centrale di categoria – era e resta il perno della strategia di gruppo unico che Azzi ha propugnato in parallelo al complesso parto della riforma del settore, oggi sfociata nella sua fase operativa con le istruzioni di vigilanza della Banca d’Italia.

Alla scadenza del 31 gennaio, in Via Nazionale è giunta segnalazione di una seconda candidatura a capogruppo: oltre a Iccrea si è fatta avanti Cassa Centrale Banca di Trento, che è venuta meno all’iniziale memorandum d’intenti con Iccrea sotto gli auspici di Federcasse. Il presidente di Cassa Centrale Trento, Giorgio Fracalossi, ha riassunto nei giorni scorsi in un colloquio con Formiche.net lo sviluppo e le prospettive dell’iniziativa delle Bcc trentine. “Abbiamo presentato ufficialmente alla Banca d’Italia e a tutte le banche di credito cooperativo la nostra candidatura al ruolo di capogruppo del futuro gruppo Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano. A oggi sono oltre 100 le banche che hanno sottoscritto la pre-adesione al nostro progetto e una ventina stanno decidendo”. “Entro fine marzo sono previste le deliberazioni di adesione da parte dei consigli di amministrazione da confermare nelle assemblee di bilancio del prossimo maggio”.

Poi sarà la volta della ricapitalizzazione, il vero test, perché misurerà la fiducia degli istituti nel progetto. “In autunno ci sarà l’aumento di capitale per superare, come richiesto dalla normativa, quota 1 miliardo. La quota free capital sarà di oltre 600 milioni: alla fine del processo il nuovo gruppo avrà un capitale di 5,5-6 miliardi di euro, una raccolta di 60 miliardi e impieghi più di 40. Contiamo di poter avviare l’attività il 1 luglio 2018”. Il partner tedesco Dz “continuerà a essere un partner strategico. Ma la percentuale del 25% è destinata a diminuire”. L’aumento, ha precisato Fracaolossi, “sarà effettuato in autunno: parte in contanti e parte con il conferimento di società strumentali”.

Come ha confermato anche il leader trentino, Banca d’Italia ha dunque sollecitato le Bcc a scegliere il gruppo cui aderire in occasione delle assemblee che approveranno i bilanci 2016. E ha già fatto sapere che il “marketing” dei due progetti all’interno del settore non potrà far leva sulla concorrenza regolamentare: gli standard del nuovo patto di coesione (il cuore della riforma, finalizzata a rafforzare il credito cooperativo sul piano della governance e della mutualità fra Bcc) non potranno essere oggetto di adozioni flessibili e discrezionali.

Mentre il derby fra i progetti di gruppo entra nel vivo, la struttura associativa del settore resta unitaria: il successore di Azzi al vertice di Federcasse è Augusto Dall’Erba, presidente della Cassa Rurale di Castellana Grotte, della Federazione Puglia e Basilicata delle BCC, del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo e del Fondo Temporaneo costituito ai sensi della legge di riforma del Credito Cooperativo.

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