MANOVRA/ Reddito di cittadinanza e pensioni, le modifiche per convincere l’Ue

Manca poco temo per la messa a punto della Legge di bilancio e il Governo ha ancora la possibilità di convincere Bruxelles, ma deve fare dei cambiamenti. CARLO PELANDA

09.10.2018 - Carlo Pelanda
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Giovanni Tria (LaPresse)

La reazione dei mercati alla prima bozza del progetto di bilancio 2019-21 è negativa e sta mettendo seriamente a rischio la ripresa. Il problema non è il deficit al 2,4% del Pil, ma la credibilità di un progetto che tale spesa a debito sia utilizzata per aumentare la crescita, cioè che l’equilibrio di bilancio possa essere raggiunto in modo dinamico, superando l’obbligo di quello statico. A metà ottobre il Governo dovrà convincere gli altri paesi europei che l’Italia non sarà fonte di un contagio destabilizzante per l’euro e a fine mese riceverà il voto dalle agenzie di rating che determinerà la fiducia del mercato internazionale sull’Italia. C’è quindi qualche giorno per rendere credibile un progetto che ancora non lo è. 

Possibile farlo in modi compatibili con l’intento politico della maggioranza? Certamente. Dei 5 milioni circa di italiani bisognosi di assistenza bisognerebbe distinguere meglio (censimento flash) tra quelli che non potranno lavorare e quelli che potrebbero. I primi vanno salarizzati o dotati di una pensione dignitosa. I secondi, più numerosi, devono ricevere un aiuto condizionato alla loro rapida occupazione. Poiché costoro vivono per lo più al Sud dove la densità di imprese è rarefatta, l’aiuto deve essere accompagnato da mega-incentivi per le aziende residenti e per la creazione di nuove. Per esempio, solo un settore turistico meglio organizzato potrebbe creare 300mila nuovi posti di lavoro al Sud. 

La riforma delle pensioni va rielaborata. Da un lato è corretto sanare le storture della legge Fornero. Dall’altro, l’idea di pensionare in anticipo lavoratori per lasciar spazio ai giovani è sbagliata. Quella giusta, invece, è facilitare il lavoro fino a 67 anni, e oltre per alcune categorie, incentivando l’incremento di opportunità per i giovani, azione che implica una riduzione delle tasse molto maggiore di quella ora prevista. Con questo tipo di misure il progetto diventerebbe credibile. 

Al riguardo dei dubbi espressi dalla Commissione va detto che in parte sono dovuti in base alle regole, ma in parte maggiore sono un atto politico per mostrare che in tutta Europa i “populisti” portano le loro nazioni alla rovina, usando la crisi italiana come monito per le prossime elezioni europee. Per evitarlo il Governo deve anche saper calibrare bastone e carota geopolitici. Al momento non mostra sufficiente competenza sia economica, sia di politica estera, materie che dovrebbe imparare rapidamente a elaborare e armonizzare per non metterci in guai seri. 

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