MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa chiude sopra quota 3,2 euro (oggi, 27 febbraio)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. Mps in Borsa chiude sopra quota 3,2 euro ad azione. Le parole di Gros-Pietro e Tesauro. Ultime notizie live di oggi 27 febbraio 2018

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Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA CHIUDE SOPRA QUOTA 3,2 EURO

Mps chiude la giornata in Borsa con un rialzo dello 0,1%, restando così sopra la soglia dei 3,2 euro. Nei giorni scorsi si è molto parlato dell’ipotesi di aggregazioni e fusioni tra banche italiane, con Equita Sim che ha ipotizzato la nascita di un polo tra Montepaschi, Carige, Bper, Banco Bpm e Creval. A margine dell’esecutivo dell’Abi di settimana scorsa, Intesa Sanpaolo si è chiamata fuori da ogni possibile processo di M&A, ma il Presidente Gian Maria Gros-Pietro non ha escluso che possano esserci operazioni nel settore. “È difficile prevedere i tempi, ma l’esperienza insegna che quando due o più banche si vogliono aggregare bisogna vedere cosa pensa il regolatore in termini di fabbisogno di capitale, il mercato vuole sapere quali saranno le conseguenze”, sono le sue parole riportate da Mf-Dow Jones. Giuseppe Tesauro, Presidente di Carige, ha invece risposto a chi gli chiedeva di una possibile aggregazione con una domanda: “È proprio sicuro che ci sia bisogno di un matrimonio per Carige?”.

POSSIBILE FUSIONE ENTRO L’ANNO

Mps in Borsa cede lo 0,5%, restando comunque sopra la soglia dei 3,2 euro ad azione. L’agenzia di stampa finanziaria Bloomberg, citando una fonte italiana, spiega che Montepaschi potrebbe essere parte di un’operazione di fusione bancaria entro la fine dell’anno. Vengono riportate poi delle dichiarazioni di Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del Mef, secondo cui nel nostro Paese ci sono troppe banche e quindi è molto probabile che già quest’anno possa partire un processo di consolidamento di cui Mps potrebbe far parte. Tuttavia nessuna discussione riguardo questa operazione sarebbe stata avviata. Pagani ha anche voluto dare rassicurazioni sul fatto che il problema degli Npl a livello nazionale è ormai superato. Tra le altre cose, il funzionario del ministero ha anche detto di sperare che lo Stato possa ridurre la sua partecipazione in Poste Italiane sotto il 30%.

FRANCI (M5S): MPS VA COMMISSARIATA

Il Movimento 5 Stelle ha candidato Leonardo Franci, che sulla sua pagina Facebook ha scritto un lungo post commentando la situazione di Mps e sostenendo che “delistarla e commissariarla sono i primi passi obbligatori”. A suo modo di vedere occorre fare un’attenta verifica dei crediti, in modo da verificare quali tra quelli a rischio inadempienza possano essere recuperabili e quanti sono destinati a diventare nuovi Npl. “Inoltre crediamo che sia indispensabile l’allontanamento dell’attuale AD, Morelli, visto che sulla sua poco chiara nomina, sia Renzi che Padoan continuano ad essere reticenti a fornire spiegazioni”, aggiunge il pentastellato. Ma non è tutto, perché secondo Franci “oramai il Brand Mps è compromesso e non solo sui mercati finanziari ma anche e soprattutto fra i correntisti e i risparmiatori italiani”. Dunque andrebbe cambiato il nome della banca, perché “la fiducia sui mercati una volta persa, è impossibile da riguadagnare”.

L’attuale andamento del titolo in Borsa, arrivato quasi a 3,1 euro quando al ritorno alle quotazioni valeva 4,5 euro, per Franci è “l’evidenza della fiumana di balle che stanno raccontando ai mercati da Profumo a Morelli, passando per Viola , Padoan e Renzi”. Occorre dunque cambiare rotta, “a Mps dovrà essere somministrata una ‘cura da cavallo’ in termini di taglio dei costi, ribilanciamento del cost income, ma soprattutto di identificazione del suo core business futuro. Va recuperata la redditività stabile, fondata su un vero sostegno al territorio e all’economia reale”.

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