ESENZIONE CANONE RAI E LEGGE 104/ Chi ne ha diritto? I tre casi di esonero

- Emanuela Longo

Legge 104 e Canone Rai: chi è esente dal pagamento? Ecco chi può usufruire di questo diritto, i requisiti richiesti e i casi in cui si può chiedere il rimborso per canone versato.

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Ogni anno si rinnova la questione relativa al pagamento del Canone Rai che, indipendentemente dal nome, consiste in un vero e proprio tributo. Il punto più interessante che coinvolge un gran numero di cittadini ha a che fare proprio con i casi di esenzione del pagamento. Tra questi non compaiono però disabili e invalidi come invece avveniva in passato grazie alla legge 104. L’Agenzia delle Entrate ha ampiamente chiarito questo punto ed ha reso noto, attraverso il suo sito ufficiale gli unici tre casi di esonero previsti: “Sono esonerati dal pagamento del canone gli ultrasettantacinquenni con reddito non superiore a determinate soglie, i diplomatici e militari stranieri e coloro che non detengono un apparecchio televisivo”. In merito al primo caso, quest’anno la soglia di reddito è stata innalzata a 8000 euro. In merito all’ultimo caso, ovvero quello relativo ai cittadini intestatari di utenza elettrica residenziale che non detengono la tv, sul sito dell’Agenzia si legge: ” possono presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione per evitare l’addebito in bolletta. Per ottenere l’esonero è necessario che nessun componente della famiglia anagrafica detenga un apparecchio televisivo”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CHI È ESENTE DAL PAGAMENTO?

Qual è il legame tra Legge 104 e Canone Rai? In tanti si sono chiesti se anche coloro che sono in possesso della legge 104 possono godere dell’esenzione del canone Rai. Da tale contributo, infatti, oltre 10 anni fa erano esenti invalidi e disabili, ma le cose sono cambiate e l’iniziale esenzione prevista è stata cancellata. Ciò significa, quindi, che i disabili con legge 104 non godono più del diritto a non pagare il canone, ritenuto da sempre una delle tassazioni più criticate dagli italiani nonché una di quelle per le quali si cercano annualmente stratagemmi di ogni genere per non pagarla. Occorre intanto fare chiarezza sul vero significato di quello che generalmente viene definito Canone ma che, di fatto, non consiste in una “quota di abbonamento a un servizio” essendo a tutti gli effetti un tributo che si deve per il solo fatto di essere detentore di un apparecchio atto alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive. Dunque, tutti coloro che ne sono in possesso in ambito familiare sono tenuti al pagamento del suddetto canone. A fare chiarezza sulle possibili esenzioni scaturite dalla legge 104, ci ha pensato non solo il servizio abbonamenti Rai ma anche l’Agenzia delle Entrate, che hanno evidenziato l’assenza di esenzioni relative al canone Rai per persone disabili, con la seguente precisazione esplicita: “la legge non prevede, a favore delle persone disabili, ipotesi di esonero dal pagamento del canone di abbonamento, infatti dal 01/01/74 tale esenzione è stata abrogata ai sensi dell’art. 42 del D.P.R. 29/9/73 n. 601”.

REQUISITI ESENZIONE E RIMBORSI

Dopo aver precisato la questione esenzione relativamente a legge 104 e Canone Rai, ecco chi più usufruire di tale diritto. Sono esonerati dal pagamento del tributo i cittadini che hanno compiuto 75 anni, con reddito annuo inferiore a 8000 euro. La novità consiste proprio nel limite di reddito che è passato da 6.713,98 a 8000, con riferimento ai redditi dichiarati all’anno precedente. Nei redditi vanno inclusi tutti gli interessi maturati su eventuali depositi bancari, postali e titoli di stato, redditi esenti da Irpef e reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze. In riferimento alla soglia, occorre sommare i redditi del contribuente over 75 e quelli del coniuge (sono esclusi altri conviventi). L’esenzione per gli over 75, con tutti i limiti del caso può essere chiesta solo per la tv nell’abitazione in cui si è residenti. In presenza dei requisiti previsti, coloro che hanno pagato il canone Rai nel periodo compreso tra il 2008 e il 2015 possono chiedere il rimborso tramite l’apposito modello disponibile presso gli uffici dell’Agenzia, allegando allo stesso la dichiarazione sostitutiva come prova.

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