MANOVRA E POLITICA/ La trappola pronta per Salvini e Di Maio

Il Governo Lega-M5s ha deciso di portare il deficit per il 2019 al 2,4% del Pil. Colpa anche di chi non ha saputo ascoltare le richieste del popolo. ALFONSO RUFFO

30.09.2018 - Alfonso Ruffo
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Manifestazione di M5s (LaPresse)

Nel segno della P. Pace, Prosperità e Protezione, ripete il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia per ricordare quali dovevano essere gli obiettivi principali dell’Europa unita. Sulla Pace, non possiamo negarlo, ci siamo. Possiamo dire lo stesso per Protezione e Prosperità? Certamente no. Comunque stiano le cose, la gente si sente insicura e lasciata a se stessa nel confronto, spesso duro e diretto, con altre civiltà. E ai fini del proprio giudizio, del proprio voto, la percezione vale più della realtà. Anche la rincorsa al benessere si è fermata e dopo la crisi si sono acuite le disuguaglianze tra chi sta bene e chi sta male generando il moto di rabbia e ribellione che i partiti cosiddetti populisti non cessano di alimentare.

Pazienza, Prudenza e Persistenza, predica il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi per spiegare che l’economia vuole i suoi tempi, medi e lunghi, per raggiungere gli obiettivi che si dà. Sul terreno della crescita occorre muoversi con competenza e accortezza, usando gli strumenti giusti, senza lasciarsi demotivare e, anzi, avendo cura di portare a termine il percorso intrapreso in una sana logica riformista che, però, sta perdendo il suo smalto.

Presentismo, obietta il presidente del Censis Giuseppe De Rita lanciando nella discussione la sua potentissima P. La colpa è del Presentismo. Viviamo nel tempo di chi vuole tutto e subito ignorando il passato e senza tener conto del futuro. Ogni risposta deve possedere i requisiti del qui e adesso per avere diritto di esistenza nella società piatta e senza profondità che si sta preparando. E almeno una cosa l’abbiamo capita: tra l’uovo oggi e la gallina domani non c’è più partita, vince l’uovo.

Popolo, Povertà e Piazza sono i mantra del vicepremier Luigi Di Maio che vince la battaglia sullo sforamento del deficit riuscendo a conquistare alla sua causa il collega di governo Matteo Salvini. Dunque, manovra del Popolo per dichiarare con ambizione che grazie ai provvedimenti assunti -reddito di cittadinanza, riforma della Fornero, abbozzo di flat tax – la Povertà è finalmente debellata in Italia. E festa in Piazza con i sostenitori del movimento che brindano a quello che considerano – e dal loro punto di vista effettivamente lo è – un gran successo.

Per aver ignorato per troppo tempo le richieste di Protezione e Prosperità ci ritroviamo con la Piazza grillina che esulta in nome del Popolo che non sarà più Povero. E non in un ipotetico futuro da costruire con Pazienza e Perseveranza. Gettando all’aria ogni Prudenza la ricerca della felicità non può più attendere. E chissenefrega se l’Europa non è d’accordo, lo spread sale, i capitali fuggono dal Paese. La nostra vita si svolge nel Presente, e domani è un altro giorno.

La Bastiglia dei conti nazionali è stata presa con furore dai rivoluzionari giallo-verdi. Che si tratti un azzardo lo sanno anche loro. E dovrebbero anche sapere – ma l’incoscienza a volte è un bene – che più si solleva la posta, più si alzano le grida, più si corre il rischio di venir buttati giù dal piedistallo se i risultati non arrivano. A questo punto non resta che augurarsi che questa Pazza idea funzioni e che, per il bene del Paese, si sia capaci di verificare, correggere e rimediare prima che sia troppo tardi qualora la storia dovesse incaricarsi di dare torto ai nuovi Potenti.

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