CARIGE, DI MAIO: “PUBBLICHEREMO LISTA DEBITORI”/ “Nazionalizzazione, popolo si riappropria delle banche”

Carige, Di Maio: “Pubblicheremo lista debitori”. Capo politico M5s: “Primo caso di nazionalizzazione in Europa, popolo si riappropria delle banche”.

08.01.2019, agg. il 09.01.2019 alle 22:39 - Dario D'Angelo
Banca Carige
Banca Carige (LaPresse)

Luigi Di Maio passa al contrattacco sul caso Carige dopo essere finito nel mirino delle opposizioni per aver aperto l’ombrello pubblico sull’istituto genovese in crisi. Intervenuto in diretta Facebook, il vicepremier ha dichiarato:”Nelle prossime ore scriveremo al commissario straordinario che sta amministrando Carige e gli chiederemo di rendere noto al governo l’elenco dei debitori di Carige. Vogliamo sapere chi sono i De Benedetti di Carige e vogliamo vedere se ci sono legami politici o personali con gli amministratori delegati di questi anni. Chiederemo al commissario di promuovere l’azione di responsabilità sugli ex amministratori delegati di Carige”. Il capo politico M5s ha promesso:”Se troveremo i soliti noti, i soliti soggetti che hanno avuto favori dalle banche in questi anni, ve lo comunicheremo” e “la faremo pagare a tutti quei banchieri che hanno ridotto così quella banca per fare un favore a qualcun altro”. Di Maio ha anche aggiunto:”La nazionalizzazione di Carige sarà il primo caso in Europa così il popolo sovrano si riappropria delle banche”. (agg. di Dario D’Angelo)

5 MILIARDI PER SALVATAGGIO CARIGE

Repubblica ha pubblicato alcuni dettagli legati al Decreto Legge promosso ieri sera dal Governo Conte sul salvataggio della Banca Carige, in particolare sul costo delle erogazioni concesse da Lega e M5s per salvare i conti della Banca di Genova: 2 miliardi per il salvataggio “semplice” sotto forma di capitali concessi all’amministrazione straordinaria di Carige, e altri 3 come garanzie sulle emissioni obbligazionarie. In tutto 5 miliardi, appena due meno del Reddito di Cittadinanza giusto per capire l’importanza dell’impatto sull’economia dello Stato, come rivendica sempre il Pd nel contestare Di Maio e Salvini «hanno fatto come noi ma all’epoca ci insultavano». Il testo infatti sembrerebbe una sorta di copia e incolla del Dl 237/2016 (su garanzie, meccanismi e nazionalizzazione), proprio quello che il Premier Gentiloni pubblicò per salvare Monte dei Paschi e le venete, PopVicenza e Veneto Banca. (agg. di Niccolò Magnani)

BAGNAI, “EREDITÀ DEL VECCHIO GOVERNO”

Mentre è scontro tra l’ex premier Matteo Renzi e i Ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini in merito al salvataggio di Banca Carige, il focus si sposta soprattutto su quali sono le modalità con cui l’esecutivo intende agire a sostegno dell’istituto di credito. Infatti da questo punto di vista sono soprattutto gli esperti di economia più in vista del Carroccio, vale a dire Claudio Borghi e Alberto Bagnai, a fornire alcune spiegazioni, indicando da dove arriveranno i soldi per il salvataggio. Secondo Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, il Governo attingerebbe a un fondo di 20 miliardi istituito dall’esecutivo Gentiloni a fine 2016, mentre nel suo intervento, Bagnai, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, ha spiegato che l’intervento del governo gialloverde si attua in un contesto “ricevuto in eredità dal precedente esecutivo”. (agg. di R. G. Flore)

DI MAIO, “QUANTE BALLE SUI GIORNALI!”

Dopo che nelle ultime ore i vice-premier Di Maio e Salvini avevano replicato a tono alle accuse di Matteo Renzi di essersi comportati allo stesso modo del precedente Governo in tema di salvataggio delle banche, da poco è arriva una seconda controreplica da parte dello stesso leader del Movimento 5 Stelle che, in un breve post, ha indicato dieci punti in cui a suo dire non solo il duo formato dall’ex Presidente del Consiglio e da Maria Elena Boschi ma anche molti giornali starebbero raccontando delle balle. “Proprio loro parlano!” attacca il Ministro del Lavoro che nei dieci punti confuta le varie accuse. A detta di Di Maio, il Governo gialloverde non ha dato un euro alle banche, aggiungendo che lo Stato ci metterà dei soldi solo se dovrà capitalizzare, “e speriamo non serva” e che non si ha nessuna intenzione di fare dei regali ai banchieri. “Non sarà come Etruria perché salviamo tutti gli obbligazionisti e correntisti e non sarà come per le banche venete perché non la venderemo a due euro dopo averla ripulita dei debiti con i soldi pubblici”. Infine, al punto sette del suo “decalogo” antifake news bancarie, Di Maio di che “Renzi e la Boschi che fanno le vittime fanno ridere i polli e se avessero fatto come noi non ci sarebbero risparmiatori sul lastrico ma evidentemente ai loro amici e parenti non conveniva”. Infine, la chiusa è dedicata alla volontà di riformare a livello europeo il sistema di vigilanza bancaria e poi a una coda polemica: “Ma secondo voi se stessimo aiutando le banche, i media e questi politici falliti continuerebbero a farci la guerra? Sveglia! La Camera dei Deputati si muova ad approvare l’istituzione della Commissione d’Inchiesta sulle banche. Ne vedremo delle belle”. (agg. di R. G. Flore)

RISPOSTA A RENZI, “NOI IN DIFESA DEI RISPARMIATORI”

Dopo Salvini è anche Di Maio a “replicare”, anche se indirettamente, alle critiche forti piovute dall’ex premier Matteo Renzi sul dossier Banca Carige: «Prima di tutto per ora non abbiamo messo un euro nelle banche. Abbiamo solo dato una garanzia in caso di eventuali emissioni di titoli per evitare che succeda quello che è già accaduto con le venete e con Etruria dove azionisti e obbligazionisti hanno perso tutto», si legge nel messaggio mandato dal vicepremier M5s ai suoi parlamentari, secondo quanto visionato dai colleghi dell’Adnkronos. Non solo, Di Maio aggiunge «Se dovessimo usare quella garanzia o metterci soldi pubblici, la Banca Carige diventerà dello Stato senza fare regali a nessuno e senza che correntisti e obbligazionisti perdano nulla. È pieno di miei video del passato che dicevano una cosa molto semplice: se lo Stato salva una banca, la banca diventa dello Stato. E così sarà se dovessimo intervenire». Una voce fuori dal coro si alza ed è quella di Gianluigi Paragone, non certo considerabile tra i “dissidenti” del M5s, che però si rivolta alla decisione di salvare Banca Carige: «questo caso di Carige non può finire come tutti i casi trattati dai governi precedenti, con una soluzione abbastanza simile. È mai possibile che nessuno nel governo del cambiamento stia chiedendo a Bankitalia di rendere conto delle sue responsabilità? Vogliamo farla questa benedetta commissione d’inchiesta (sulle banche, ndr)? Sarà realmente operativa? Sono incazzato, sono un gilet giallo, non volevamo esserlo?».

LE PRIME REAZIONI

L’intervento del Governo per salvare Banca Carige non piace neanche a qualche esponente della maggioranza Lega-M5s. Intervenuto ai microfoni di Adnkronos, il pentastellato Elio Lannutti ha commentato: «Non si possono dare aiuti pubblici senza accertare le responsabilità della Banca d’Italia. Presto pubblicherò un documento del 2014. Questa è una storia che viene da lontano e le responsabilità sono di Bankitalia. Tutti quelli che sono stati nominati sono fiduciari di Bankitalia». E il Partito Democratico è sul piede di guerra, ecco le parole di Piero De Luca: «Il Governo stanzia fondi pubblici per salvare banca Carige. È giusto ora adottare un salvabanche per tutelare i risparmiatori. Ma era giusto anche prima, quando lo ha fatto Renzi, ricevendo accuse feroci da Lega e M5S. Diciamo basta a doppia morale, ipocrisia e falsità». Duro anche l’ex premier Paolo Gentiloni: «Il governo interviene a sostegno della banca. Bene. Ricordo gli schiamazzi sui “regali ai banchieri” quando intervenivamo noi. Ora mi auguro solo prudenza e serietà. Propaganda e allarmismi sono molto pericolosi». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SALVINI REPLICA A RENZI

Ormai è scontro aperto sul caso Carige, la banca genovese che ha ricevuto la garanzia di Stato sulle emissioni delle nuove obbligazioni e l’assicurazione di una possibile nazionalizzazione nel caso in cui i provvedimenti attuati dall’esecutivo in Consiglio dei Ministri non dovessero bastare a mettere in sicurezza l’istituto. Dopo gli attacchi di Matteo Renzi, che ha definito vergognoso l’atteggiamento di Salvini e Di Maio dopo anni di insulti proprio sul tema degli aiuti di Stato alle banche, è stato il vicepremier leghista a rispondere per le rime all’ex premier e segretario Pd:”Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l’azione a tutela dei risparmiatori liguri e italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati”, ha commentato il ministro dell’Interno. (agg. di Dario D’Angelo)

RENZI ATTACCA, “DI MAIO E SALVINI VERGOGNATEVI!”

Fa discutere l’intervento del governo in favore di Carige, l’istituto genovese che ha ottenuto su decreto del Consiglio dei Ministri la garanzia dello Stato su nuove emissioni di obbligazioni e la possibilità di un intervento diretto nel capitale nel caso in cui non si riuscisse a trovare un nuovo acquirente o un nuovo socio. A passare all’attacco è Matteo Renzi, non tanto per la sostanza del provvedimento, quanto per i precedenti attacchi di Di Maio e Salvini ai precedenti governi a guida Pd proprio sulle banche. Con un video su Twitter, l’ex premier commenta:”Sono bastati dieci minuti di una riunione notturna del Consiglio dei ministri per smentire cinque anni di insulti e menzogne contro di noi. Matteo Salvini e Luigi Di Maio devono solo vergognarsi. Salvini e Di Maio si devono vergognare per quello che hanno detto per anni e anni contro di noi. Si devono vergognare per le offese e gli insulti. Hanno truffato gli italiani raccontando storie non vere su di noi: sulla Tav, sulla Tap, sull’Ilva, sulle trivelle… Adesso persino sulle banche. E’ proprio vero, puoi ingannare qualcuno per tutta la vita e puoi ingannare tutti per una sola volta. Ma non puoi ingannare tutti per tutta la vita. Con la vicenda delle banche di ieri Salvini e di Maio devono semplicemente scrivere la parola vergogna”. (agg. di Dario D’Angelo)

CARIGE, INTERVIENE IL GOVERNO

Interviene il governo sulla questione Carige, l’istituto ligure che aveva finito per preoccupare l’Europa a causa del mancato aumento di capitale prima di Natale. L’esecutivo, riunitosi ieri sera in un Consiglio dei Ministri d’emergenza, ha concesso la garanzia pubblica nel caso di emissione di nuove obbligazioni e aperto alla possibile nazionalizzazione. Come riportato da La Repubblica, nel decreto approvato si prevede la possibilità per Carige “di accedere a forme di sostegno pubblico della liquidità che consistono nella concessione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze della garanzia dello Stato su passività di nuova emissione ovvero su finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia“. Allo stesso tempo, “in considerazione degli esiti del recente esercizio di stress cui la banca è stata sottoposta, viene prevista la possibilità per Carige di accedere – attraverso una richiesta specifica – a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale“.

CARIGE, GOVERNO APRE A IPOTESI NAZIONALIZZAZIONE

L’intervento del governo in favore di Carige ha l’obiettivo di rassicurare il mercato e gli investitori ma non è escluso che si limiti alla garanzia di Stato sulle nuove emissioni. Come riportato da Luca Pagni su Repubblica, infatti, “nel caso in cui i commissari straordinari di Carige lo chiedessero, lo Stato potrebbe entrare direttamente nell’azionariato. Così come è già accaduto per Mps, con l’intervento del ministero dell’Economia”. Un’estrema ratio che si renderà inevitabile nel caso in cui neanche le ultime rassicurazioni bastassero a trovare un nuovo acquirente o un nuovo socio. Il vicepremier Luigi Di Maio ha difeso l’intervento del governo a sostegno dell’istituto genovese:”Abbiamo approvato il decreto che tutela i risparmi dei cittadini che hanno scelto la banca Carige. Le banche italiane pagano il prezzo di un sistema di vigilanza della Bce che va dotato di strumenti rafforzati di controllo e di intervento. Saremo sempre dalla parte dei risparmiatori e dei correntisti, sempre“.

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