ALITALIA/ Di chi è la colpa dei voli in ritardo?

- Ugo Arrigo

In Italia i ritardi nei voli si sono intensificati nei mesi più recenti, creando evidenti disagi a chi viaggia. Di chi è la colpa? Dei gestore aeroportuali o del principale vettore che lo usa?

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Foto Imagoeconomica

I passeggeri che utilizzano il trasporto aereo se ne sono accorti da tempo, ma tutti gli altri, organi di stampa, opinione pubblica e autorità, comprese quelle di settore, ne sembrano ancora poco consapevoli: in Italia i ritardi nei voli si sono intensificati nei mesi più recenti, creando evidenti disagi a chi viaggia, e il nostro paese domina stabilmente la classifica (anzi ne occupa buona parte) che l’organismo bruxellese Eurocontrol pubblica mensilmente sui ritardi medi dei voli, monitorati sia per aeroporto (di partenza e di arrivo) che per rotta.

 

Il fenomeno non sembra avere una spiegazione ragionevole: la causa principale dei ritardi è infatti legata da un lato alla congestione dei maggiori aeroporti, i quali presentano solitamente dati peggiori rispetto agli aeroporti meno trafficati, e dall’altro lato alle fasi di maggior crescita del traffico. Poiché, invece, il numero dei voli è in netta diminuzione sia in Europa che in Italia dalla seconda metà dello scorso anno, è logico aspettarsi un miglioramento della puntualità, favorita dalla minore congestione, e non un peggioramento.

Se guardiamo ai dati europei nel loro complesso si verifica proprio questo: nei dodici mesi terminanti a maggio 2009 sui cieli europei sorvegliati da Eurocontrol i voli complessivi sono diminuiti dell’8% e la puntualità ne ha risentito notevolmente e in positivo, dato che il ritardo medio per volo (sia in partenza che in arrivo) si è abbattuto nel mese di quasi un terzo, scendendo sotto gli otto minuti dai quasi dodici minuti registrati nel mese di maggio sia nell’anno 2008 che nel 2007, come illustrato dal doppio grafico sottostante.

Ritardo medio dei voli in Europa, espresso in minuti, in partenza (in alto) e in arrivo (in basso)

Questa analisi vale per l’Europa ma, sfortunatamente per i viaggiatori del nostro paese, non trova riscontro in Italia. Nel nostro paese i voli sono diminuiti nell’ultimo anno un po’ meno rispetto all’Europa (-5,3% tra giugno 2008 e giugno 2009), dato che la crisi Alitalia e la conseguente riduzione di offerta era già in corso dodici mesi or sono, ma la puntualità è precipitata, come è possibile osservare dalla seguente tabella che riprende da Eurocontrol gli aeroporti italiani più ritardatari tra i primi venti dell’intera Europa.

 

Fiumicino detiene da diversi mesi la medaglia d’oro per ritardo medio dei voli in partenza tra gli aeroporti europei. In aprile, mese caratterizzato dalle vacanze pasquali, il ritardo medio in partenza superava i 20 minuti. Questo dato, ovviamente, rappresenta la media tra i voli decollati regolarmente e quelli in ritardo. Se consideriamo solo questi ultimi, il loro ritardo medio è molto superiore ai 20 minuti. Come testimonia Eurocontrol, Fiumicino è stato il peggior aeroporto europeo sia in aprile che in maggio per la percentuale di voli partiti in ritardo, oltre il 60%. Questi voli hanno avuto un ritardo medio di circa 35 minuti in aprile e 28 in maggio.

Ma Fiumicino è solo la punta dell’iceberg, dato che nella top twenty di Eurocontrol figuravano in aprile ben nove aeroporti italiani, mentre nello stesso mese del 2008 erano solo due, Fiumicino e Malpensa. Nello scorso aprile a Palermo il 50% dei voli è partito in ritardo, con una media di 32 minuti; a Napoli il 44%, sempre con 32 minuti; a Linate il 41% con 31 minuti, e così via. In aprile Linate deteneva anche il record europeo di ritardo medio dei voli in arrivo.

Maggio sembra essere andato decisamente meglio: la presenza degli aeroporti italiani nella hit parade di Eurocontrol si è dimezzata, il ritardo medio delle sedi presenti si è ridotto e la loro posizione in graduatoria si è allontanata dal podio negativo. Questi dati rappresentano tuttavia una misura di sintesi delle rotte che fanno capo ad uno stesso aeroporto mentre è interessante poter esaminare distintamente anche le singole rotte; infatti un aeroporto con un dato complessivo non particolarmente problematico potrebbe invece includere rotte specifiche caratterizzate da ritardi consistenti. Se si esaminano le singole rotte, il quadro che emerge dai dati Eurocontrol continua a essere preoccupante anche per il mese più recente.

 

Come emerge dalla Tabella precedente, in aprile ben 10 rotte delle 20 europee con i ritardi maggiori erano italiane, otto delle quali in partenza da Fiumicino e due in arrivo; in maggio le rotte italiane erano salite a 13 su 20, tra le quali ben 7 tra le prime 10 e l’intero podio, rappresentato dalla Fiumicino-Torino, dalla Fiumicino-Palermo e dalla Fiumicino-Bari, tutte con 23-22 minuti di ritardo medio.

I ritardi sembrano dunque interessare in particolare l’aeroporto romano e le principali rotte italiane da esso in uscita sulle quali il gruppo Alitalia ha un ruolo predominante. Di chi è la colpa? Del gestore aeroportuale o del principale vettore che lo usa? E’ molto difficile dirlo, probabilmente di entrambi. L’unico fatto certo è che questi dati non depongono in favore dell’auspicato ritorno alla normalità di Alitalia e della ripresa di fiducia dei passeggeri italiani; rappresentano inoltre un pessimo biglietto da visiti per i turisti stranieri che sono ancora desiderosi di visitare il nostro paese e che utilizzano in prevalenza l’aeroporto romano.

Il sistema aeroportuale milanese sembra molto meno interessato dal peggioramento della puntualità, ma questa è una consolazione molto piccola alla luce del consistente ridimensionamento dei traffici che ha dovuto subire negli ultimi 16 mesi.

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