Ed Sheeran vince causa di copyright/ “Thinking Out Loud” non è plagio di Marvin Gaye

- Chiara Ferrara

Ed Sheeran vince la causa per violazione di copyright contro gli eredi di Marvin Gaye: i giudici hanno stabilito che la sua “Thinking Out Loud” non è un plagio di “Let's Get It On”

Ed Sheeran Il cantante Ed Sheeran (Web, 2020)

Ed Sheeran ha vinto la causa che lo vedeva accusato di violazione di copyright e dunque non metterà un punto alla sua carriera. Il cantautore, infatti, aveva minacciato nelle scorse ore di abbandonare il mondo della musica nel caso in cui fosse stato condannato. “Se succede, ho finito, mi fermo”, aveva detto come riportato dalla Bbc in merito a questa possibilità.

Il brano sotto la lente di ingrandimento era “Thinking Out Loud”, contenuto nell’album “X” del 2014. A denunciare il presunto plagio erano stati gli eredi di Marvin Gaye (morto nel 1984), che avevano evidenziato delle somiglianze con la sua “Let’s Get It On”. Il cantautore britannico, da parte sua, aveva sempre negato di avere copiato un qualche elemento. Chiamato a testimoniare in aula, ha raccontato di averla scritta mentre si trovava a casa in Inghilterra insieme alla sua amica Amy Wadge e ha rivelato di essere stato ispirato dalla storia d’amore dei suoi nonni e da una nuova relazione che aveva appena iniziato. Inoltre, ha anche suonato delle parti della canzone per dimostrare di non avere tratto alcuna ispirazione.

Ed Sheeran vince causa di copyright: non abbandonerà il mondo della musica

La difesa di Ed Sheeran, rappresentata dall’avvocato Ilene Farkas, ha convinto i giudici del Tribunale federale di Manhattan nel corso della causa per violazione di copyright sul brano “Thinking Out Loud”. “Le somiglianze nelle progressioni degli accordi e nei ritmi delle due canzoni sono le lettere dell’alfabeto della musica. Questi sono elementi di base che i cantautori ora e per sempre devono essere liberi di usare, viceversa tutti noi che amiamo la musica diventeremo più poveri”, aveva affermato la legale nel corso dell’udienza.

Keisha Rice, che rappresenta gli eredi di Marvin Gaye, ha sostenuto invece che i suoi clienti non ritenevano di fondare le loro accuse su elementi musicali di base, bensì sul “modo in cui questi elementi comuni erano combinati, che è risultato loro non equivocabile”. Il Tribunale, tuttavia, ha sentenziato che “Thinking Out Loud” non è un plagio di “Let’s Get It On”. I fans del cantautore britannico possono tirare un sospiro di sollievo, dato che quest’ultimo non si ritirerà dalle scene.





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