SCUOLA/ Fatna (musulmana, 15 anni): quelli dell’Isis non credono in Allah

- La Redazione

Impossibile tacere nelle classi di quanto sta accadendo in Europa. Così, investendo di domande i professori, molti studenti, anche musulmani, dicono la loro opinione. Come FATNA, 15 anni

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Caro direttore,
le scrivo per trasmetterle il contributo di una mia studentessa alla riflessione che si è aperta dopo i recenti attacchi di matrice terroristica che hanno sconvolto l’Europa. A scuola il dialogo è stato decisamente serrato e molte posizioni sono emerse. Quella di Fatna, che le allego, è molto interessante visto che la studentessa, di quindici anni, non solo è musulmana praticante, ma si avvale anche dell’ora di religione cattolica. È stata lei in persona a prendere la parola in classe e a dire quanto segue. Io le ho solo chiesto di scrivere. Spetta pertanto ai lettori discutere di scritti come questo, cercando di capire che cosa stia realmente accadendo in una società come la nostra che si trova nel guado di un processo di integrazione non semplice ed esposto sovente o a rigurgiti fondamentalisti o ad omologazioni nichiliste. Mi auguro che Fatna possa aiutare tutti a non stare mai tranquilli.
Don F. Pichetto

È già da un po’ di tempo che volevo dire la mia opinione su questo argomento e ora finalmente ho l’occasione di condividere il mio pensiero con voi. In questi giorni l’argomento di cui tutti parlano è l’Isis, ovvero il gruppo terroristico creatosi nel così detto stato islamico che sta diffondendo il terrore in tutto il mondo. Questi individui si definiscono musulmani e uccidono persone innocenti in nome di Allah, ma bisogna capire che non sono islamici bensì semplicemente dei folli, delle menti corrotte che agiscono pensando di ottenere la grazia di Dio e andare in paradiso. Come possiamo definire queste persone musulmane? Sono semplicemente dei pazzi che infangano questa fede. L’Islam è una religione di pace in cui viene detto che se uccidi una persona, è come se avessi ucciso l’intera umanità e se ne salvi una è come se avessi salvato l’intera umanità. Come si può usare la religione come strumento per spargere terrore? E’ questa la domanda che mi pongo, ma soprattutto mi chiedo perché deve accadere tutto questo. Le azioni compiute da questi folli hanno delle ripercussioni su un miliardo di musulmani presenti nel mondo perché a volte vengono scambiati anch’essi per terroristi, cosa che non sono. In questo modo si iniziano a creare delle discriminazioni, oppure anche semplicemente delle diffidenze verso tutti coloro che appartengono alla fede musulmana solo per paura, ma è qui che sbagliamo, perchè questo è lo scopo principale dell’Isis ovvero seminare terrore e dividere la popolazione affinché ci sia una guerra tra l’Islam e tutte le religioni diverse da questa. Io da musulmana, ma anche da cittadina italiana, rispetto a questa problematica non sono né impaurita né arrabbiata; sono semplicemente delusa. 

Ecco, sì, delusa del fatto che nel 2015, dopo le innumerevoli guerre che sono avvenute nel passato, l’essere umano continua a provare dell’odio verso persone, esseri umani come lui, e usa pretesti stupidi per scatenare guerre che non hanno un senso. 

Alcuni sostengono che nella cultura islamica ci sia un tratto di violenza nei confronti del diverso ma tutto ciò non è vero, perché coloro che fanno questi attentati non credono affatto e la guerra in corso non è in nome di Allah ma è in nome del dio DENARO. L’unica cosa che vi chiedo di fare è quella di non cadere nella trappola di questi folli, perché il loro unico scopo è quello di dividerci ma noi dobbiamo reagire, continuare a vivere la nostra vita con la serenità che abbiamo sempre avuto ma soprattutto dobbiamo rimanere uniti, oggi, domani e per sempre perché siamo tutti esseri umani e non importa se sei cristiano, musulmano, induista o di un altra religione; siamo e rimarremo sempre fratelli e nessuno potrà dividerci.

Fatna







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