SCUOLA/ Alternanza e lavoro, Renzi & Giannini “studino” la Lombardia

- Valentina Aprea

L’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia spiega il contenuto del nuovo progetto di legge su formazione e lavoro. VALENTINA APREA

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Negli ultimi due anni Regione Lombardia ha realizzato un’evoluzione dei propri interventi in materia di istruzione, formazione e lavoro.

Vi è stato una forte accelerazione delle politiche pubbliche verso l’occupazione delle persone con Dote Unica Lavoro: un sistema compiuto di politiche attive al lavoro, basato su una rete di oltre 750 sportelli accreditati al lavoro, fortemente orientato al risultato occupazionale, che consente l’efficace risposta ai bisogni di occupazione delle persone.

Le istituzioni scolastiche e formative hanno reso più forte il loro collegamento con le imprese, attraverso la realizzazione da un lato dell’Istruzione Tecnica Superiore, un’università professionale realizzata congiuntamente con le imprese, dall’altro con la nascita dei Poli Tecnico Professionali, reti stabili che consentono sia di rafforzare le esperienze tra scuola e lavoro degli studenti, sia di condividere progettualità, risorse umane e laboratori con il sistema economico. Con 56 Poli presenti nel territorio che coinvolgono oltre 400 imprese, 200 istituti scolastici, 70 enti di formazione, 5 Università e diversi dipartimenti e 15 associazioni di categoria, il territorio lombardo si è dimostrato ancora una volta vivace e pronto a raccogliere le sfide del cambiamento.

Abbiamo dato il via alla rivoluzione digitale del sistema educativo, con oltre 100mila studenti e 4.600 classi dotati di un device individuale e collettivo, formazione dei docenti alla didattica digitale e premialità dei migliori risultati; innovato le politiche del diritto allo studio valorizzando il merito degli studenti, rafforzando la spinta all’innovazione e all’internazionalizzazione di studenti, scuole e imprese.

A distanza di quasi 10 anni dalle due leggi regionali che hanno fatto fare un vero e proprio salto di qualità nel ruolo della Regione nell’istruzione, formazione e lavoro, è giunto, per questo, il momento di registrare a livello legislativo l’evoluzione delle politiche dell’istruzione e del lavoro realizzate negli ultimi anni e di dare una nuova spinta all’innovazione dell’intervento regionale, per rispondere alle nuove sfide competitive che attendono il nostro territorio e per lo sviluppo del capitale umano.

Come assessore all’istruzione, formazione e lavoro, ho messo in cantiere un nuovo progetto di legge con l’obiettivo di innalzare la qualità del sistema educativo e delle politiche del lavoro nel senso dell’innovazione e dell’internazionalizzazione.

Il cuore di questa proposta di legge è dato da un deciso orientamento in senso “duale” del sistema educativo lombardo, in cui si realizza una vera alternanza di apprendimenti tra aula ed impresa, tra teoria e pratica, puntando decisamente sull’apprendistato. Un tale sistema duale costituisce la via per combinare al meglio il pieno sviluppo della persona umana e l’occupabilità, la maturazione di competenze professionali e imprenditoriali e progetti di vita personali. Abbiamo individuato nella forte alleanza sistemica tra scuola e mondo del lavoro, tra istruzione e formazione professionale, tra cultura generale e competenze specialistiche, la principale linea d’intervento a sostegno della qualità della futura formazione delle giovani generazioni. È necessario sviluppare un nuovo tipo di cultura che non può che nascere dall’alternanza continua tra queste distinte, ma mai separate dimensioni della formazione e del lavoro.

Del resto, la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, continua a crescere anche a causa dell’elevato mismatch tra le competenze acquisite dai giovani nel sistema di istruzione e formazione e quelle richieste dal mercato del lavoro. Una condizione che danneggia non solo i singoli progetti di vita personale e professionale dei giovani, ma anche il sistema produttivo ed il progresso economico e culturale dell’intera società.

Il progetto di legge denominato “Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia” prevede una serie di misure innovative anche nell’ottica del rilancio dell’occupazione e della volontà di rinsaldare il rapporto ambiente formativo/ambiente di lavoro, superando il pregiudizio che chi studia non possa e non debba lavorare e facendo nostro, invece, lo slogan che ha accompagnato la mia esperienza di assessore all’istruzione formazione e lavoro in Regione Lombardia: “studiare in azienda, trovare lavoro a scuola”. Per questo, anche le scuole e le università hanno assunto un ruolo da protagoniste, insieme ai servizi al lavoro, per accompagnare la transizione degli studenti dalla scuola al lavoro. Riteniamo che l’esperienza in azienda debba far parte di un percorso di formazione non solo professionale ma anche umano.

Con la legge sarà rafforzato il legame tra gli indirizzi di studio ed i fabbisogni di competenze del sistema produttivo, superando ogni residuo di autoreferenzialità dei percorsi di studio. Nel sistema di istruzione e formazione professionale e nella formazione tecnico-professionale prevediamo fin da subito che una quota di almeno il 5% di studenti raggiunga il titolo di qualifica e diploma attraverso l’apprendistato, mentre tutti gli studenti dei percorsi professionalizzanti sono chiamati a realizzare un’alternanza scuola-lavoro che va da un minimo di 200 ore l’anno fino a 450 ore l’anno.

Abbiamo poi deciso di ergere a principio dell’esperienza formativa lombarda, la “dote merito” per premiare i ragazzi che abbiano ottenuti risultati eccellenti, con una duplice componente, di dotazione tecnologica e di un apprendimento esperienziale in Italia o all’estero, in particolare negli ambiti dello sport, della funzionalità delle istituzioni comunitarie, delle scienze, lingue, tecnologie, moda, design, teatro, cinema e turismo.

Inoltre si prevede di ampliare le opportunità delle iniziative proposte all’estero perché riteniamo che un’esperienza oltre i confini nazionali possa essere assolutamente formativa. Nel progetto normativo non manca, infatti, un rinvio alla mobilità transnazionale, per gli studenti e i docenti, ma anche per i lavoratori.

Il progetto di legge vuole rendere stabile lo strumento della Dote, quale sistema regionale unitario di politiche di istruzione, formazione e lavoro, basato sulla persona e la sua libertà di scelta.

Attraverso gli strumenti previsti dal progetto di legge, intendiamo offrire ai giovani e ai lavoratori lombardi un sistema di istruzione e di istruzione e formazione professionale e di formazione terziaria moderno, basato su un’innovativa concezione unitaria della cultura professionale e finalizzato ad aumentare i livelli di sviluppo delle competenze individuali e, più in generale, del tessuto produttivo.

Mentre il governo nazionale sembra aver maturato solo ora la necessità di un maggiore raccordo tra scuola e lavoro, la Lombardia è pronta già alla fase due di questa visione, iniziata oltre dieci anni fa. Oggi più che in passato, il mondo del lavoro, e il sistema produttivo sempre più orientato alla competitività richiedono una formazione adeguata e solide competenze. 

Come Regione Lombardia siamo pronti a fare la nostra parte, a promuovere sia sul territorio che a livello nazionale il modello duale, in un rapporto di leale collaborazione con il Governo che pare condividere con noi la necessità di cambiare registro e valorizzare le esperienze formative più innovative e qualificanti. A Costituzione vigente, infatti, continueremo ad esercitare al meglio le competenze che ci vengono attribuite in materia di istruzione e formazione professionale per approdare a una vera modernizzazione. È fondamentale rinnovare l’offerta formativa favorendo la messa a sistema dell’esistente che ha dato già buoni risultati, coniugando crescita economica, culturale e sociale.

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