MATURITÀ 2015 / Il prof: tracce e tema prima prova? Potrebbero uscire conflitto mondiale e nuova guerra fredda

- int. Giulio Luporini

Si avvicina la prima prova dell’esame di maturità 2015, in programma mercoledì 17 giugno. Ne abbiamo parlato insieme a GIULIO LUPORINI, professore di storia e filosofia.

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Maturità 2016 (Infophoto)

Il conto alla rovescia per quasi un milione di studenti delle superiori è cominciato ormai, la prima prova della maturità 2015 si avvicina, prenderà il via mercoledì 17 giugno, seguirà l’indomani 18 giugno la seconda prova diversificata a seconda dell’indirizzo scolastico, mentre lunedì 22 giugno sarà la volta della terza prova – o “quizzone” – che chiuderà le prove scritte, a cui seguiranno gli orali nelle settimane successive. Come ogni anno, impazzano sempre di più le possibili toto-tracce per l’esame di italiano nei vari ambiti e tipologie in cui è previsto, cercando di intercettare quegli argomenti (si va dalle ricorrenze di quest’anno, ai fatti accaduti eclatanti, alle riflessioni sulla situazione socio-economica e così via) che potranno essere proposti ai maturandi di questo 2015. Per comprendere meglio alcune toto-tracce e per avere un giudizio complessivo sull’esame di maturità in sé, abbiamo raggiunto un docente di filosofia e storia al liceo scientifico Alexis Carrel di Milano, Giulio Luporini.

Professor Luporini, cosa ne pensa complessivamente della struttura e della valenza di questo esame che chiude il percorso degli studi superiori?

Questa prova, come qualunque esame all’interno della scuola, dovrebbe verificare un percorso in maniera il più possibile completa e strutturata, il problema è che, per come spesso viene interpretato dalla maggior parte degli addetti ai lavori, vi è il rischio di vanificare tutto. Le commissioni sono costruite in maniera quasi casuale, spesso arrivano degli insegnanti che trattano le discipline ma in percorsi di studi differenti e non sono quindi in grado di esaminare come si dovrebbe. La maggior parte di quelli che vengono ad interrogare pretendono poi, e questo è il male peggiore, che gli studenti dicano quello che vogliano sentirsi dire in maniera ideologica, con il percorso fatto dal ragazzo dunque non c’entra nulla, non testano realmente quello che hanno imparato gli studenti.

Cosa mi dice rispetto invece all’argomento delle tesine o elaborato personale presentato dagli studenti durante la prova orale?

Anche qui, è un ottima possibilità che si potrebbe sfruttare meglio. Il momento della tesina, e tutta la sua preparazione, offre la possibilità di sviluppare i propri interessi scaturiti durante l’anno accademico e di poterli approfondire in un lavoro costruttivo e utile, a volte però gli esaminatori esterni partono dal pre giudizio che gli studenti sono tutte persone sfaticate che scopiazzano da internet, o comunque non prestano molta attenzione alle tesine per cui non vale la pena neanche leggerle. In questo modo, quello che doveva essere il punto di partenza del colloquio orale per poter mettere a proprio agio lo studente e per poter favorire un buon clima di discussione, si tramuta in un mero pro forma.

C’è qualcosa dunque che cambierebbe nella formula odierna della maturità?

Una cosa su tutte: l’esame ad oggi è il risultato di una somma di punteggi, perseguendo una presunta oggettività, il tutto diventa di fatto una valutazione solo come somma che non dice effettivamente dove sarebbero i meriti e le capacità dello studente. Sarebbe invece molto più interessante un esame che valutasse le competenze dei diversi settori e che potesse esprimere davvero delle competenze nei vari settori come valutazione finale, non una somma di punteggi. Se no, come su altre formalità, rischiamo di rimanere ancorati ad una tradizione “vuota”.

In che senso?

L’esame così strutturato, se non vi è un intelligenza della scuola ben strutturata, rischia di non servire a molto nella carriera post-maturità dello studente, proprio perché è solo una somma di punteggi. Pensate che l’anno scorso si poteva fare il test di medicina durante il quinto anno, questo la dice lunga sull’utilità del voto di maturità, così espresso. Un altro rituale che si commenta da solo: la cera lacca. Ad oggi, ancora, al termine di tutti gli esami sostenuti, si raccolgono verbali e prove e si infilano in un pacco, sigillando il tutto con la cera lacca per poterlo poi mandarlo al provedditorato…. Pensiamo poi un attimo ai costi totali di un esame di stato così strutturato: ogni commissione è composta da 7 professori, ciascuno per esaminare una media di due classi prende circa 700€ netti, fate un po’ voi i calcoli complessivi nazionali. Penso che davvero molte cose andrebbero cambiate radicalmente nella maturità.

Professore, eventuali toto-tracce invece che potrebbero uscire quest’anno?

Guardando alla mia area di competenza, filosofia e storia, il 17 giugno potrebbero uscire tematiche legate all’Italia nella prima guerra mondiale (100anni dall’entrata in guerra dell’Italia), oppure qualcosa riguardo al genocidio degli armeni, altra ricorrenza centenaria, anche se qui è meno probabile per le complicazioni politiche presenti ancora oggi. Qualcosa invece che potrebbe spiazzare ma che manca da tanto come argomento è la guerra fredda, sarebbe davvero interessante.

 

(Niccolò Magnani)

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