SCUOLA/ Si può innovare nella didattica senza “tradire” il passato?

Non è più possibile “fare scuola” oggi come nel passato. Ma innovare la didattica non significa rifiutare la formazione tradizionale. Dunque cosa e come si può fare? MARINA MINOLI

29.08.2015 - Marina Minoli
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Immagini di repertorio (Infophoto)

Innovare: azione citata con elevata frequenza nell’attuale società, anche nel settore formativo.

Che cosa può significare realmente innovare nella quotidianità operativa di un docente? Innovare metodi, contenuti, modalità di interazione con il gruppo-classe? Innovare corrisponde ad applicazioni tecnologiche? Annullare le metodologie sino ad ora adottate per nuove impostazioni? Domande legittime per docenti che desiderano proporre una didattica efficace, soprattutto in sintonia con le attese dei propri studenti.

Si parte dal presupposto che qualunque innovazione in ambito formativo dovrebbe essere percepita come necessaria per chi la attua, dunque non imposta, e associata ad elevata responsabilità per gli attori del cambiamento con consapevolezza della potenziale efficacia delle scelte proposte.

Dunque innovazione consapevole e responsabile nell’ambito della quale il docente dovrebbe educare anche ad un utilizzo ragionato e critico delle tecnologie. Un utilizzo equilibrato delle nuove tecnologie non determina in assoluto la qualità della didattica, ma aiuta il docente a superare l’approccio trasmissivo per educare al pensiero critico ed a valutazioni consapevoli.

Innovare nella didattica per ideare ed attuare percorsi culturali orientati al superamento della netta distinzione tra materie scientifiche ed umanistiche, impostare attività che attingono da fonti tradizionali e ricerche innovative rendendo lo studente protagonista del proprio processo di apprendimento. Trasferire nella scuola la “cultura della ricerca” per comprendere, interpretare, rielaborare, apprendere anche dal nuovo che si sta realizzando attorno a noi. Docenti e studenti soggetti attivi in cammino, attori di motivanti percorsi culturali. Docenti ideatori di strategie e modalità di lavoro, orientati a superare individualismi operativi per coinvolgere e per realizzare percorsi di profondo significato culturale e formativo, reinterpretando le modalità di proporre i saperi in modo trasmissivo.

E’ vero, non è più possibile “fare scuola” oggi come nel passato, più difficile coinvolgere attivamente i propri studenti. Non significa necessariamente rifiutare la didattica tradizionale per approcci di modernità operativa, ma prendere atto che saperi e conoscenze sono facilmente reperibili da parte dei discenti, in modo frammentato e non sempre attendibile, chiaramente non finalizzato a promuovere specifiche competenze. Premessa per comprendere dunque l’importanza di un sapiente riferimento che sappia dare unità, contestualizzando differenti contenuti e tematiche, per rendere il processo di apprendimento di reale significato per gli studenti; meglio persone in cammino, un cammino culturale ricco di contrasti e difficoltà nel quale è facile perdersi non maturando passione e gusto del fare in modo coinvolgente comprendendo l’utilità di ciò che si apprende.

Innovare la didattica è oggi quanto mai una “sfida operativa” per coinvolgere attivamente giovani che aspettano, anche se apparentemente non consapevoli, di essere motivati ad intraprendere percorsi di crescita umana e culturale che li rendano protagonisti nell’interpretare il reale, “menti pensanti” in grado di analizzare il percorso storico e le risorse umane che hanno determinato l’evoluzione culturale nei differenti settori.

Innovare la didattica partendo da opportuni stimoli di interesse per gli studenti, per proporre in modo congiunto passato e presente, storia e nuova tecnologia.

Innovare nella didattica ideando in modo creativo e motivante, non standardizzato e codificato, in relazione alla specificità del contesto nel quale si opera considerando i limiti che può comportare. Per innovare in modo responsabile e costruttivo occorrono spazi, ambienti, in generale strutture anche per attivare nuove modalità di interazione e collaborazione tra studenti; un docente innovatore professionista dovrebbe potere scegliere il contesto più idoneo per attivare le proprie progettualità in modo coerente ed efficace.

Innovare nella didattica da docenti promotori di proposte ed iniziative di collaborazione con il mondo della ricerca e della produzione. Limitare iniziative concepite ed importate da contesti esterni alla scuola, adottate in modo passivo, ma incrementare attività ideate o coprogettate da docenti professionisti in collaborazione con il mondo accademico. Modernità che dovrebbe incentivare costruttive relazioni tra risorse umane di differenti realtà, orientate all’ascolto reciproco per attivare nuove proposte senza predefinita priorità di ruoli; efficacia formativa verificata nell’ambito di alcuni contesti nazionali ed internazionali. Docenti innovatori motivati nelle proprie progettualità didattiche e quindi in grado di motivare in modo coinvolgente i propri studenti. Docenti che trasferiscono nella scuola esperienze professionali maturate anche in altri contesti, in grado quindi di arricchire il vissuto scolastico.

Innovare nella didattica per costruire approcci integrati ai saperi, modalità di lavoro flessibili promuovendo collaborazioni tra docenti di differenti aree disciplinari, superando diffuse difficoltà.

Innovazione didattica come azione complessa nel prevedere l’adozione di più strategie e strumenti, ma anche di semplicità operativa che ci avvicina al mondo dei giovani studenti per ideare moderni approcci all’apprendimento da responsabili cultori delle proprie discipline che promuovono l’acquisizione di competenze spendibili oltre le aule scolastiche.

Innovare nella didattica non per moda, per essere forzatamente al passo con i tempi, ma soprattutto per conquistare l’interesse degli studenti, per rimuovere passività operative, per dare a tutti la possibilità di comprendere la bellezza della conoscenza, del ragionare con consapevolezza su fatti ed eventi, del produrre nuove conoscenze per se stessi e per gli altri.

Innovazione didattica rendendo possibile l’apertura del lavoro del docente a confronti nazionali ed internazionali, con occasioni di aggiornamento di elevato livello, scelto in modo coerente alla specifica formazione culturale già acquisita, valorizzando quindi il percorso di ciascuna risorsa umana in contesti realmente meritocratici. Docenti innovatori, professionisti che possono a loro volta contribuire alla formazione di altri docenti.

Innovare nella didattica con la consapevolezza che le novità adottate non sempre sono comprese nell’immediato; “grandi innovatori” della formazione che si sono distinti per avere avviato differenti modalità operative rispetto ad approcci tradizionali, valorizzando le relazioni umane negli apprendimenti, sono stati compresi nel tempo, dopo attente valutazioni ed analisi delle loro proposte.

Innovare nella didattica ideando occasioni di modernità organizzativa, sviluppando in modo flessibile ricche proposte per promuovere curiosità intellettuali ed operative negli studenti, tentando di rimuovere approcci superficiali ai diversi aspetti culturali.

Innovazioni didattiche nelle modalità di progettazione delle attività di recupero di carenze disciplinari, anche per limitare compensazioni richieste nel periodo estivo, verificate spesso inefficaci.

Innovare nella didattica maturando la consapevolezza che le proposte ideate nell’immediato si inseriscono in un progetto culturale più ampio, in relazione con altre risorse umane anche in reti di contatti internazionali che possono assumere, grazie ad un sapiente utilizzo delle nuove tecnologie, significativa valenza formativa.

Innovazione didattica concertata con i giovani, promuovendo interesse verso l’evoluzione dei saperi in una consapevole apertura al nuovo, testimoniando la volontà di contribuire a formare persone preparate e responsabili per affrontare con serietà le numerose sfide della futura società.

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