Esame di Maturità/ M5s vuole legalizzare i “bigliettini” con le formule: imparare a memoria non serve a nulla?

- Niccolò Magnani

Maturità con le formule di matematica al liceo scientifico: proposta M5s scatena la bufera, la replica del Miur “memoria e ragionamento sono principi educativi”. Sostegno o propaganda?

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Scuola (LaPresse)

Nuova bufera sul M5s, questa volta nel mondo scuola: riprendendo una petizione mossa da uno studente su Change.org, il Movimento Cinque Stelle ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli chiedendo in pratica che durante la prossima Maturità 2017 per i soli studenti del Liceo Scientifico possa essere concessa la possibilità di avere con sé le formule di matematica. Una sorta di richiesta pro-Bignami che ha ovviamente scatenato la bufera contro i Cinque Stelle e le richieste (non nuove sul web) su questo preciso elemento di discussione; formule libere per poterle applicare ai vari quesiti dell’esame di maturità e non la consueta “memoria” dello studente, fino ad oggi l’unica possibilità concessa ai liceali. «Durante questa prova è attualmente prevista per gli studenti la possibilità d’utilizzo di vocabolari, manuali tecnici e quant’altro riguardi la materia d’esame. Ciò è valido per tutti gli indirizzi scolastici tranne che per il Liceo Scientifico, i cui studenti sono inevitabilmente obbligati a fare affidamento sulla propria memoria», scrive una parte della petizione scritta da un liceale di Pistoia e usata dal Movimento 5 Stelle per interrogare il ministro. Secca la risposta del governo, «non è possibile accogliere la richiesta in quanto all’esame di maturità non si valuta solo la capacità di applicare determinate formule per arrivare alla soluzione del problema, ma anche la conoscenza delle stesse, apprese durante gli anni di liceo» che ha provato al momento a chiudere la vicenda. Ma la bufera è proseguita contro i Cinque Stelle e, ovviamente, anche contro la reazione del Governo che in questo modo di certo non si è “ingraziato” la simpatia dei tanti studenti nei licei scientifici. Ha poi aggiunto lo stesso sottosegretario Miur, Vito De Filippo, «Le conoscenze memorizzate diventano vive e, quindi, si trasformano in competenze solo attraverso l’attivazione del senso, della logica e del ragionamento, si tratta di un’operazione sofisticata e di grande valore culturale ed educativo».

In tanti in queste ore sono intervenuti sul “dibattito” nato dalla richiesta grillina di immettere sui banchi dei liceali scientifici il “prontuario” con le formule di matematica per meglio aiutare gli studenti. Da Massimo Gramellini al Pd, dagli studenti fino agli stessi professori, in tanti hanno cercato di dire la loro sulla vicenda bizzarra nata in questi giorni sul mondo della scuola. Una risposta particolarmente interessante è arrivata da un ricercatore intervistato da Wired, Andrea Milani, vicepresidente del gruppo di lavoro sui NEO (Near Earth Objects) dell’Unione Astronomica Internazionale al dipartimento di matematica dell’Università di Pisa: in poche parole, la mossa M5s “sa tanto di propaganda politica per poter ingraziarsi qualche voto”. E il motivo è semplice e spiegato dallo stesso professore: «L’interrogazione di matematica non è solo ‘Dimmi quella formula’, ma è soprattutto ‘Dimmi il ragionamento su quella formula’». Secondo Milani dunque la proposta del M5S non è semplicemente «sbagliata per qualche bella ragione legata all’importanza dell’imparare a memoria, ma è proprio palesemente fondata sull’ignoranza in materia». Se la richiesta M5s faceva leva sul fatto che le formule di matematica sono gli stessi ricercatori e studiosi poi ad averle sempre a disposizione nel corso della carriera a venire, la replica del ricercatore sulle pagine di Wired è diretta: «le formule matematiche sono moltissime. Ma non sono moltissime quelle richieste per completare al meglio un esame di maturità, e soprattutto sono basilari per avere una competenza minima in materie».



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