SCUOLA/ A lezione di “desiderio”, filosofia per tutti fuori dagli schemi

Domani si tiene la lezione inaugurale del concorso nazionale di filosofia “Romanae Disputationes”, dedicato al desiderio. La parola a un prof che partecipa con la sua classe, LUIGI RONDINA

25.10.2018 - Luigi Rondina
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Un momento delle Romanae Disputationes (Foto RD)

Domani 26 ottobre con alcuni studenti del nostro liceo, il Luzzago di Brescia, saremo presenti nell’Auditorium Testori di Milano per seguire la lectio magistralis di Massimo Recalcati sul tema del Desiderio. L’autorevole psicanalista e saggista inaugurerà il concorso di filosofia per studenti delle scuole superiori “Romanae Disputationes”. A fare da guida quest’anno c’è il tema “Un extrême désir. Natura e possibilità del desiderio” e docenti da tutta Italia saranno chiamati a riflettere per guidare i propri studenti nella produzione di un elaborato video o scritto da portare al convegno finale di Bologna a marzo 2019. Il concorso è alla sua sesta edizione e negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento importante per innovare la nostra didattica della filosofia. Ma non solo: il tema del desiderio è, oggi più che mai, un’occasione di crescita per tutti noi: studenti, docenti, scuola tutta. Attraverso il desiderio le domande decisive sulla nostra vita, gli interrogativi più profondi sembrano emergere, facendo sentire tutta la loro forza. 

Infatti per poter partecipare al concorso i nostri studenti hanno dovuto presentare una sorta di “lettera di desiderio” per dar voce alle loro intenzioni. Scrive Francesca: “il desiderio è quella tensione alla completezza, al tornare a ciò che siamo, a sentirci realizzati e completi nella nostra incompletezza”. Federico invece vuole mettersi in gioco per vivere istanti “quando l’unica presenza che mi fa compagnia è il mio cuore, i miei sogni, i miei desideri e le speranze per il mio futuro”.

I nostri ragazzi hanno quindi il desiderio di porsi le domande giuste, desiderano ascoltare in profondità e guardare con fiducia a un futuro ancora tutto da costruire. Le Romanae Disputationes possono allora diventare quel luogo del pensiero dove si trovano i veri problemi, quegli stessi interrogativi che da sempre abitano il cuore dei nostri studenti. 

Ma questo non dovrebbe anche essere l’intento di ogni azione educativa? In particolar modo di noi insegnanti? 

Riflettere sul desiderio ricorda a noi docenti quella dimensione del saper testimoniare la fedeltà a noi stessi davanti agli studenti: desidero davvero quello che faccio? Accendo il desiderio nel cuore dei miei alunni durante le ore di lezione? Secondo Recalcati infatti l’insegnante deve saper “erotizzare il sapere”, cioè far diventare corpo le parole che pronuncia, deve viverle, incarnarle.  

Allora questa sfida educativa chiama in causa non solo noi docenti di filosofia, ma anche quelli di ogni disciplina insegnata, se non forse ogni persona che vive e lavora nel mondo della scuola.

Noi dell’Istituto Franciscanum Luzzago di Brescia, muovendo solo i primi passi in questa nuova edizione del concorso, abbiamo già compreso l’importanza di accettare questa sfida. Infatti il carisma francescano che ispira la nostra azione educativa vuole avere come fondamento questo “prendersi cura” dei nostri studenti: “nutrire” attraverso la cultura le radici della loro vita, tenere viva la forza del desiderio. Coltivare questa relazione con noi stessi e con gli altri è il senso stesso di fare scuola.

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