SCUOLA/ “Quali sono le alternative che voi ‘grandi’ proponete a noi, pigri e bamboccioni?”

“Come si può sognare in grande quando tutto sembra già predestinato? Perché voi grandi non aprite la scatola che siamo?” La lettera di uno studente

30.01.2019, agg. alle 06:11 - La Redazione
scuola_esame_maturita_2_lapresse_2016
Esame di Stato (LaPresse)

Immaginiamo che io abbia un grosso mazzo di chiavi e che io dia questo grosso mazzo di chiavi a un adulto, uomo o donna che sia è indifferente, e immaginiamo ora che in quel grosso mazzo di chiavi ce ne sia una che apre il lucchetto della mia scatola che ha scritto fuori in grande: “Fragile: contiene materiale deteriorabile”.

E che cosa conterrà mai la mia scatola che necessiti di essere così ben conservato? La risposta è semplice! Contiene la parte più importante di me, il mio io, la mia essenza, i miei pensieri, insomma contiene Daniele!

Difficile però trovare la chiave giusta per accedere a un contenuto così prezioso, forse quasi impossibile. Solo pochi, anzi solo una persona la riconoscerebbe ad occhi chiusi, semplicemente toccandola: mia madre. Ma questo non può bastare, quella chiave dev’essere disponibile e di facile utilizzo a tutti. Quella, come del resto le altre milioni di chiavi, in grado di aprire le milioni di scatole dei tanti adolescenti del mondo. Scatole in troppi casi, invece, mai aperte da nessuno. Ed è questo il problema: se non aperte, ciò che contengono si deteriora, perché ha bisogno di aria, di luce, di respiro! Capita così che spesso si senta dire che le scatole siano vuote, ma non è vero. E’ solo che tutto il contenuto, lasciato lungamente senza cure, si è irrimediabilmente deteriorato.

Questa è una metafora, ma credo serva per far capire ai “grandi” quanto il loro giudizio e il loro modo di comportarsi pesi e condizioni chi ancora “grande” non è e ha tanto bisogno di crescere.

Noi giovani diamo spesso l’impressione di essere dei nullafacenti, predestinati a non fare niente di buono, ma è anche vero che spesso, anche quando poi (incredibile!) troviamo faticosamente un qualche modo di realizzarci, siamo come tanti uccellini che cercano di provare a volare, a cui però qualcuno dice: “Non ti affaticare a imparare, tanto non troverai niente di bello lassù nel cielo!”.

Non ci viene data voglia e forza per volare, ma siamo definiti “bamboccioni” se restiamo in famiglia oltre i 25 anni. Siamo sempre e comunque etichettati, ma quali sono le alternative che voi “grandi”, sapienti, esperti e maturi ci proponete? Bianco o nero è la scelta, non ci sono sfumature di grigio che a me, invece, piacciono tanto.

Siamo una categoria di svogliati, spesso nullafacenti; è vero, e come se è vero! Ma ci sarà pure un perché.

Forse perché l’essenza contenuta nella nostra scatola avrebbe tanto, tanto bisogno di linfa vitale che non arriva. Avrebbe bisogno di qualcuno che vada alla ricerca di quella benedetta chiave, la trovi, apra la nostra scatola e ci dica: “Sei libero di uscire, vai!”.

Come si può sognare in grande quando tutto sembra già predestinato? Come si può riuscire a fare progetti quando spesso quello che viene deciso e fatto oggi va a discapito del domani che dovrebbe essere nostro? Nessuno tenta di “dare aria” alle nostre scatole, di “rendere vitale” la nostra linfa!

No, non si pensi che il mio sia vittimismo, né una scusante per giustificare il non fare, è solo una richiesta di aiuto, è solo il tentativo di far capire da dove sorge la nostra demotivazione che ci fa dire: “Ma perché darsi da fare se tanto nessuno troverà la chiave della mia scatola e mai la aprirà?”.

La storia insegna che dopo una grave guerra c’è sempre una ripresa, ma possibile che dobbiamo sperare in questo per poter ambire ad un futuro più roseo? Possibile che i grandi, i dotti, i politici non si rendano conto dei danni che stanno facendo al nostro Paese?

Quando parlo di vivere all’estero mio papà rabbrividisce. Io rispetto mio padre e le sue idee, ma lo considero un uomo di altri tempi per il suo modo di essere così legato alla sua terra, alla nostra bella Italia. Io sinceramente ho un grande amore per il mio Paese, ma sento che i tempi mi chiedono di essere anche pronto e disponibile a lasciarlo per cercare più opportunità altrove se qui non ce n’è. Divergenze generazionali? Non credo sia solo questo.

Io sto crescendo con gli stessi valori con cui i miei nonni hanno cresciuto i miei genitori, eppure il tatuaggio che loro portano impresso sotto la pelle, amore, rispetto, grinta, sacrificio, io non ce l’ho allo stesso modo.

La mia realtà è diversa da quella dei miei genitori e ancora più lontana rispetto a quella dei miei nonni. Tutti loro hanno davvero molto faticato, ma sono anche poi arrivati a “toccare” i loro sogni, si sono realizzati professionalmente e anche nella famiglia!

Se invece io guardo alla realtà attuale, mi accorgo che sembra un lusso anche avere dei figli! Immagino quando sarà il mio momento: si faranno dei prototipi di bambini da tenere in un’ampolla di vetro dove non consumano, non si esprimono, ma sono solo belli da vedere all’occorrenza. Che tristezza!

Tutto mi fa capire che c’è così tanto bisogno, oggi più che mai, di credere ai sogni, di ricominciare a sperare e di guardare avanti con rinnovata fiducia! La mia scatola, la nostra scatola di uomini di domani è lì che aspetta di essere aperta, di avere aria e spinta vitale. Io, noi tutti abbiamo bisogno e siamo in cerca di mani esperte che riescano ad aprire le nostre scatole che diano aria e “ali” per volare liberamente al nostro futuro. Voi tutti aiutateci a farlo!

Daniele

© RIPRODUZIONE RISERVATA