Elena Bonetti/ “Ddl Zan? Dubbi sulla questione dell’identità di genere”

- Carmine Massimo Balsamo

Elena Bonetti, Ministro per le pari opportunità e la famiglia: “Assegno unico ma non solo: non basta il sostegno economico, servono i servizi educativi”

elena bonetti
(Omnibus)

Mancano ormai pochi giorni al via dell’assegno unico, misura cardine del Family Act lanciato dal governo, il ministro Elena Bonetti a Omnibus ha presentato l’importante provvedimento: «L’assegno unico universale entra in campo con una misura ponte che vale da luglio a dicembre, a tutte le famiglie italiane con Isee inferiore a 50 mila euro arriverà un assegno mensile, la cifra dipende dall’Isee, per ogni figlio. Dal terzo figlio la cifra di ciascun figlio è aumentata del 30%».

Il ministro per le pari opportunità e famiglia ha poi evidenziato: «I nuclei familiari del nostro Paese si concentrano nelle fasce più basse di reddito: fino a 7 mila euro di Isee saranno 177 euro, per due se ha due figli, per chi ha tre figli sono 217 euro per tre. E’ una cifra stabile, arriva sul conto in banca direttamente l’erogazione della cifra. La mediana si assesterà intorno ai 100-120-130 euro a figlio se ha due figli, 150-160 a figlio se ha più di tre figli».

ELENA BONETTI SU ASSEGNO UNICO E DDL ZAN

Elena Bonetti ha poi tenuto a precisare alcuni dettagli a proposito del Family Act: «Noi stiamo mantenendo tutte le detrazioni e tutti i sostegni già esistenti. L’assegno è una scelta di una politica familiare di investimento, non è un sussidio: il governo ha deciso di investire 6 miliardi in un anno in più, più del 40% delle risorse destinate oggi alle famiglie. Dobbiamo restituire un senso di giustizia alle famiglie e riteniamo che investire sulle nuove generazioni è una misura che farà ripartire il Paese. Non basta però il sostegno economico, servono i servizi educativi: il Family Act prevede sostegno alle spese educative, riforma dei servizi educativi, riforma dei congedi parentali». Elena Bonetti si è poi soffermata sul ddl Zan, tra i dossier più scottanti per la maggioranza: «Il governo può accompagnare e dare pareri agli emendamenti, ma è un’iniziativa parlamentare. Io ho seguito il provvedimento alla Camera. Io ritengo che la posizione di Italia Viva al Senato sia pragmatica: portiamolo in aula non solo per portarlo in aula ma per essere approvato. Se non si hanno i numeri, temo che il ddl Zan possa essere affermato. Questo non è possibile, abbiamo bisogno di una legge che contrasti ogni forma di discriminazione, ma per farlo serve il pragmatismo della politica. Io ho insistito sulla necessità di chiarire bene la questione sull’identità di genere: dopo anni di battaglie, deve essere garantito il percorso di transizione ma devono esserci delle regole sociali che tutelino i diritti di tutti nelle diversità di tutti».



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