Elezioni anticipate/ Date, quando si vota? Dalla sfiducia quando cade il Governo…

- Silvana Palazzo

Governo cade, ipotesi elezioni anticipate: quando si vota? Le date utili, gli scenari e l’iter da seguire con la parlamentarizzazione della crisi

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L'Aula di Montecitorio (LaPresse)

Il governo M5s-Lega cade: Matteo Salvini ha aperto la crisi di governo e chiesto ufficialmente elezioni anticipate. Ma quando si vota? Il ministro dell’Interno punta a dettare o tempi della crisi, ma il premier Giuseppe Conte non ci sta. È probabile che lo show down arrivi dopo Ferragosto: le Camere sono già chiuse e la capigruppo per decidere il calendario della crisi di governo non è stata ancora convocata. Lo si farà forse all’inizio della prossima settimana. E visto che servono tempi tecnici per permettere ai parlamentari di rientrare a Roma, il dibattito verrà calendarizzato presumibilmente dopo Ferragosto. Una volta certificata la fine del governo, il Capo dello Stato Sergio Mattarella procederà con le consultazioni di rito per verificare la possibilità di una maggioranza nuova che al momento non è plausibile. L’unica certezza in merito da tenere in considerazione è che le elezioni si svolgono in una data fra i 45 e i 70 giorni dallo scioglimento delle Camere. Occorrono 60 giorni per le procedure per il voto estero. E dunque la finestra del 20 ottobre segnalata dalla Lega è già saltata.

ELEZIONI ANTICIPATE, CADE IL GOVERNO: QUANDO SI VOTA?

Governo cade, le possibili date per le elezioni anticipate. La seconda ipotesi di voto è quella del 20 ottobre, se le Camere venissero sciolte tra il 20 e il 22 agosto. Resta possibile quella del 27 ottobre, che coincide con le elezioni regionali in Umbria. In questo caso c’è tempo per formalizzare la crisi di governo entro il 27-28 settembre. Ma tempi sono stretti per quanto riguarda il rischio dell’esercizio provvisorio con il possibile aumento dell’Iva che è dietro l’angolo. Tutte le forze politiche vogliono evitarlo, ma serve un governo per riuscirci e quello Conte, sfiduciato, potrebbe procedere solo con l’ordinaria amministrazione. Per questo si ipotizza un esecutivo “balneare”, di minoranza e transizione, che faccia una legge di Bilancio “basic” evitando l’aumento dell’Iva. Ma, come riportato dal Sole 24 Ore, potrebbe restare in piedi fino alla fine dell’anno e far slittare il voto a marzo. Ma Salvini non ne vuole sapere: il pressing della Lega è fortissimo. Alla fine, come si è detto, almeno l’accordo sulla parlamentarizzazione della crisi è stato sancito.

GOVERNO CADE, LE DATE UTILI E GLI SCENARI

Si pensa ad ottobre come mese per le elezioni anticipate, ma se la crisi si consumasse a metà agosto, considerando tutti i passaggi necessari, le urne potrebbero aprirsi a novembre. Secondo SkyTg24, è anche possibile slittare a domenica 3 novembre o domenica 10. I tempi sono dettati dalla Costituzione, da leggi ordinarie e da una ormai consolidata prassi istituzionale. La palla è nelle mani del premier Giuseppe Conte che, parlamentarizzando la crisi, allunga i tempi rispetto all’ipotesi di dimissioni immediate. Attenzione poi alle consultazioni da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. C’è chi non esclude l’ipotesi che il Capo dello Stato possa affidare mandati esplorativi ai vertici del Parlamento per sondare gli umori delle forze politiche. Potrebbe anche affidare l’incarico a un tecnico per un esecutivo ponte. Ma resta in piedi anche lo scenario che vede l’attuale premier traghettatore. E ci sono tanti nodi da sciogliere: dal rischio aumento dell’Iva al taglio dei parlamentari, con la manovra e la messa in sicurezza dei conti pubblici come priorità.



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