ELEZIONI/ 3. Bortolussi (Pd): basta col federalismo alla Lega, il Veneto si riprenda i 3 miliardi dallo Stato

A due settimane dal voto ilsussidiario.net continua il suo approfondimento sui programmi dei candidati. GIUSEPPE BORTOLUSSI, candidato del Pd in Veneto, risponde alle nostre domande sulle principali esigenze della regione. Domani sarà il turno di Luca Zaia

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La campagna elettorale per le Elezioni Regionali si sposta nelle piazze e continua a  ruotare intorno alle polemiche del cosiddetto “caos liste”. A due settimane dal voto del 28 e 29 marzo IlSussidiario.net continua il suo approfondimento sui programmi dei candidati.
Giuseppe Bortolussi, candidato alla presidenza della Regione Veneto per il Partito Democratico risponde alle nostre domande sulle principali esigenze della regione, sulla sussidiarietà e il federalismo. Domani sarà il turno del candidato leghista Luca Zaia

Quale sarà il suo principale obiettivo se verrà eletto Presidente della Regione Veneto?

Valorizzare la famiglia, che è il cuore della società. E questo è doppiamente vero in Veneto, una regione che ha nelle imprese a conduzione familiare il punto di forza della sua economia. Ricordiamo che l’80% dei nuovi posti di lavoro nasce proprio nelle piccole imprese. Un sostegno alla famiglia si traduce in un sostegno all’impresa, al lavoro, al benessere della regione. E inoltre bisogna avere un progetto strategico per il futuro: il Veneto può diventare il cuore ecologico dell’Europa: la valorizzazione del suo territorio, il risparmio energetico, l’utilizzo di fonti alternative, il turismo, l’enogastronomia sono tutti tasselli di quella economia verde che è la vera vocazione del Veneto.

Qual è il suo giudizio sul governo del Veneto degli ultimi anni? Quali sono oggi i principali bisogni del Veneto oggi?

In questi anni sono mancati il decentramento e la programmazione. Non è stato approvato lo Statuto, che avrebbe dato la possibilità di un primo federalismo istituzionale e di un trasferimento delle competenze a Province e Comuni. E poi è mancata la programmazione: dal Ptrc al piano socio-sanitario, dalla legge sul turismo a quella sull’economia, dal piano sulle energie rinnovabili a quello sui rifiuti. Gli esempi sono ancora innumerevoli: senza questi strumenti ha prevalso la discrezionalità, mentre quello che occorre al Veneto è proprio programmazione e un’idea strategico per il futuro.

Quali opportunità vede nel prossimo federalismo fiscale, che prevede il finanziamento dei costi standard e non più della spesa storica, assieme alla possibilità di manovrare i tributi regionali verso l’alto o il basso e prevedere nuove detrazioni regionali?

Opportunità in astratto ce ne sono tantissime, ma in concreto vedo molte difficoltà a realizzare il federalismo fiscale, per gli interessi contrapposti delle forze del centrodestra (Pdl e Lega) che hanno idee opposte su tutto. In 15 anni di governo regionale e in 7 su 9 a livello nazionale non c’è stato nessun atto concreto, anzi la situazione è peggiorata. Un dato su tutti: il residuo fiscale, cioè la differenza tra quanto il Veneto versa allo Stato e quanto riceve è passato, dal 2002 al 2007, da 10 a 17 miliardi di euro lordi. Al netto sono 6 miliardi di euro netti l’anno. Basterebbe trattenerne la metà per poter finanziare opere senza ricorrere, per esempio, al project financing (un meccanismo a causa del quale i cittadini pagano due volte le opere, prima con le tasse e poi con i pedaggi).

Ritiene che sia possibile incrementare l’attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale nella sua regione? Se si come? Quale ruolo può svolgere la sussidiarietà orizzontale e per quali obiettivi?

Non solo è possibile, è indispensabile. Il mondo dell’associazionismo e del volontariato sono un supporto fondamentale per molte attività. Cito l’esempio delle cooperative sociali, che hanno una grande tradizione nel vicentino e nel padovano. Queste strutture godono di un particolare “moltiplicatore”: con poche risorse riescono a erogare grandissimi servizi.
Per quanto possibile, vanno garantite e aumentate le risorse a favore dell’associazionismo, per mantenere alti i livelli di aiuto a famiglie, giovani, anziani, disabili.

Le politiche regionali possono incidere pesantemente su due temi importanti come vita e famiglia. Come pensa di operare in questi due ambiti?

Come dicevo all’inizio, il sostegno alla famiglia è al primo posto del mio programma. Tutelare e promuovere la funzione sociale della famiglia è un impegno da tradurre in alcune scelte concrete. Creare un fondo regionale dedicato alle famiglie numerose. Sostenere economicamente le famiglie in difficoltà, attraverso contributi per le spese relative alle utenze e il pagamenti dei tributi locali.

Verso le nuove generazioni la Regione ha il dovere di attivare alcune indispensabili azioni concrete. Sostegno economico per chi sceglie esperienze di studio o formazione all’estero. Convenzioni per ridurre il costo dei trasporti, dello sport e dell’accesso ai luoghi di cultura. Prestito d’onore per incentivare l’imprenditoria giovanile. Infine sulla sanità, bisogna ridurre i tempi di attesa per le visite diagnostiche e specialistiche. Offrire sostegno economico alle famiglie impegnate nell’assistenza verso disabili e non autosufficienti. Potenziare i servizi per la cura e l’assistenza (dalla prima infanzia agli anziani) per favorire ulteriormente l’ingresso e la presenza delle donne nel mercato del lavoro.
 

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