EMANUELA ORLANDI, “MIGLIAIA DI OSSA” NELLE BOTOLE/ Il genetista: “Caso resta aperto”

- Silvana Palazzo

Emanuela Orlandi e il giallo delle principesse: due ossari aperti e ispezionati. Intanto il Vaticano in una nota: “Disponibili a collaborare”

Emanuela Orlandi
Emanuela Orlandi

Sono state trovate migliaia di ossa negli ossari aperti e ispezionati all’interno del Cimitero Teutonico. Lo ha rivelato Giorgio Portera, il genetista della famiglia di Emanuela Orlandi. «Non ci aspettavamo di trovare così tante ossa. Oggi ne sono state ritrovate migliaia, dunque si ipotizza la presenza di decine di persone». Il genetista ha spiegato che sono state ritrovate ossa piccole e grandi, soprattutto craniche, che sono riconducibili a soggetti adulti e non adulti. Come accade spesso durante le ristrutturazioni dei cimiteri, le ossa delle vecchie sepolture finiscono negli ossari comuni, le cosiddette terresante. E i due ossari ritrovati forse non fanno eccezione. Come riportato dal Corriere della Sera, la prima ricognizione si è conclusa alle 15 circa. Le operazioni proseguiranno sabato prossimo «con un’approfondita analisi morfologica dei reperti contenuti negli ossari», ha spiegato il direttore ad interim della Sala stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti. (agg. di Silvana Palazzo)

EMANUELA ORLANDI, APERTI E ISPEZIONATI DUE OSSARI

Proseguono le indagini del Vaticano per fare chiarezza sulla sorte di Emanuela Orlandi. Nella mattinata di oggi, sabato 20 luglio 2019, il legale della famiglia Orlandi è entrato da piazza del Sant’Uffizio con l’avvocato Laura Sgrò e il genetista Giorgio Portera per l’apertura dei due ossari. Dall’11 luglio, giorno dell’apertura delle tombe nel cimitero teutonico, continuano le verifiche peritali. Come riportato dal quotidiano.net, sono stati aperti due ossari che, si ritiene, possano contenere i resti delle Principesse tedesche Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Mecklemburgo. Secondo accertamenti svolti in Vaticano, le spoglie, che non sono presenti nelle tombe, potrebbero essere state “traslate” durante lavori di ampliamento del Collegio Teutonico svolti tra gli anni ’60 e ’70. I due ossari sono stati trovati sotto una pavimentazione all’interno del Campo Santo e chiusi da una botola.

EMANUELA ORLANDI, VATICANO: “DISPONIBILI A COLLABORARE”

Gli ossari, dunque, potrebbero essere la chiave di volta per risolvere almeno il giallo delle Principesse Sophie e Carlotta. Sebbene resti flebile la speranza che quei frammenti nei due ossari siano di Emanuela Orlandi, l’ipotesi è quasi del tutto esclusa, secondo quanto riportato da La Stampa. In queste ore comunque si stanno infatti effettuando esami in loco. Le operazioni avviate sono volte a capire se i materiali contenuti nei due ossari appartengano alle Principesse. Di Emanuela non sembra invece esserci traccia nel cimitero che si trova nel cuore del Vaticano. «Non è possibile prevedere, al momento, i tempi di durata per concludere tali operazioni al fine di completare l’analisi morfologica dei resti ritrovati negli ossari», ha dichiarato il portavoce vaticano Alessandro Gisotti. La “saga” potrebbe proseguire a lungo. Il Vaticano intanto ha ribadito in una nota la volontà di collaborare al caso, quella che – secondo Pietro Orlandi, fratello di Emanuela – è mancata in questi anni.

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