SCIENZ@SCUOLA/ Educazione Linguistica in Matematica. Dialogo e composizione del testo nella scuola primaria

L’esposizione orale e scritta, sotto forma di cronaca o relazione, è come uno strumento con cui il docente guida lo strutturarsi del pensiero, nel passaggio dall’esperienza all’astrazione.

12.12.2006 - Anna Paola Longo
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L’esposizione orale e scritta, sotto forma di cronaca o relazione, è presentata come uno strumento con cui il docente guida lo strutturarsi del pensiero degli allievi, nel passaggio dall’esperienza all’astrazione.
Il racconto delle attività svolte in diverse classi della scuola primaria, sviluppato attraverso interventi di docenti e alunni, esemplifica l’efficacia di un cammino di «reinvenzione guidata» e mette in luce gli aspetti caratteristici e significativi di una formazione matematica all’inizio del percorso scolastico.

Una questione centrale nella formazione matematica è quella di promuovere il passaggio dall’esperienza al pensiero concettuale. Soprattutto all’inizio del percorso scolastico, questo passaggio non è spontaneo, cioè non è prodotto solo della ripetizione di esperienze o indotto dalla crescita: occorre una specifica azione didattica, nella quale svolge un ruolo primario la funzione mediatrice del linguaggio.
Alcune osservazioni generali per definire il contesto di riferimento.
Anzitutto molti autori ci hanno insegnato che, prima della conoscenza formale, esplicita, esiste una conoscenza implicita, fatta di rappresentazioni mentali e schemi, che si vanno lentamente formando e consolidando.
Appare compito della scuola favorire sia la formazione di tale conoscenza implicita sia la successiva esplicitazione (Longo, 2002 B).
Sul piano concreto, il lavoro è soprattutto esperienza consapevole di azioni, fino alla produzione di schemi mentali (Vergnaud, 2000). La ricerca di Lev Vigotskij mostra che il passaggio dall’osservazione/esperienza all’apprendimento non può non intrecciarsi con il linguaggio in tutte le sue forme espressive (Vigotskij, 1998).
In matematica, la lingua madre si unisce al linguaggio specifico, fatto sia di simboli che di parole comuni che acquistano un significato codificato. La ricerca di Pier Luigi Ferrari ci indica come la padronanza nell’uso del linguaggio comune, in tutte le sue forme, compresa la composizione e il controllo sui testi, è indispensabile per la comprensione e l’apprendimento della matematica (Ferrari, 2004).
Infine, l’intervento dell’insegnante, pur nella specificità della sua storia personale, delle sue convinzioni e del suo carattere, per essere davvero efficace deve sempre incrementare il cammino della «reinvenzione guidata». (Longo, 2005).

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Anna Paola Longo
(Svolge attività di ricerca e formazione sull’apprendimento della matematica. Politecnico di Torino)

© Pubblicato nel n° 28 di Emmeciquadro

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