SCIENZ@SCUOLA/ Luce e colore. Scienze, Arte, Italiano nella secondaria di primo grado

Nell’attività didattica è possibile tra i docenti occasioni lavorare insieme? Insegnanti di Italiano, Arte e Scienze affrontano ogni anno un tema senza perdere la specificità disciplinare

15.04.2011 - Claudia Finzi
41_SSc_finzi_439x302
La rappresentazione visiva in un disegno di uno studente

Nella normale attività didattica è possibile creare tra i docenti occasioni di lavoro insieme? Nella scuola dell’autore, gli insegnanti di Italiano, Arte e Scienze scelgono ogni anno un tema comune che affrontano senza perdere la specificità disciplinare. In questo contributo si presenta il percorso di scienze inquadrandolo nell’impostazione complessiva del progetto e si mette in evidenza l’approccio sperimentale che lo ha caratterizzato, pur nella essenzialità e semplicità del livello osservativo.

Da diversi anni, con modalità diverse, nella classe seconda si affronta il tema «luce e colore» attraverso un percorso interdisciplinare che coinvolge gli insegnamenti di Scienze, Arte e Italiano. Obiettivo di questo lavoro è far incontrare i ragazzi con l’«oggetto luce» e con l’«oggetto colore» utilizzando un metodo adeguato alla loro età e al loro livello di concettualità; si vuole far conoscere gli aspetti fondamentali di questi fenomeni senza operare semplificazioni riduttive e aprire a domande il più possibile inerenti la loro persona per favorire l’esperienza del nesso tra sé e la realtà.
L’approccio interdisciplinare fa meglio comprendere il senso della specificità delle discipline: ogni disciplina, col suo linguaggio particolare, concorre al medesimo obiettivo e viene quindi valorizzata; diventa possibile a ciascun ragazzo sperimentare punti di vista diversi da cui conoscere un oggetto, che, nella sua unicità, viene incontrato secondo metodi diversi.
In questo percorso particolare l’obiettivo specifico per le Scienze è l’osservazione e la descrizione dei fenomeni, tenendo presente che la soggettività dell’esperienza umana del «vedere» non è un ostacolo alla conoscenza scientifica, ma anzi rappresenta una possibilità maggiore di rapportarsi con la realtà e quindi di conoscerla.  Per esempio, i colori appaiono diversi a seconda del soggetto che li guarda, ma questo non impedisce di comprende¬re la natura dei fenomeni che generano i colori, anzi accende una curiosità che spinge lo scienziato ad approfondire l’indagine cercando di capire di più.
Benedetto XVI parlava a Verona nel 2006 di «corrispondenza profonda tra la nostra ragione soggettiva e la ragione oggettivata nella natura». Questa corrispondenza è vera per ogni dato della natura, ed è ciò che rende possibile la conoscenza secondo il metodo scientifico.
Nel corso degli anni sono stati numerosi gli spunti di approfondimento, ma più di tutto ci ha provocato la visione della mostra La luce, gli occhi, il significato: l’esperienza umana del vedere presentata dall’Associazione Euresis al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli 2007.  In uno dei cartelloni si legge il brano riportato nel riquadro, che ho scelto come filo conduttore del percorso di Scienze.

Clicca qui per accedere all’intero articolo in formato PDF

Claudia Finzi
(Docente di Matematica e Scienze nella Scuola Secondaria di primo grado «Paolo VI» di Rho (Mi). L’attività presentata è stata svol­ta in collaborazione tra gli inse­gnanti di Scienze (Claudia Fin­zi), di Arte (Laura Bernardini) e di Italiano (Tommaso Teggia). Chi desidera conoscere in det­taglio il percorso di Arte e/o di Italiano può richiederli a: claudia.finzi@smpaolovi.org)

© Pubblicato sul n° 41 di Emmeciquadro




© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori