SCIENZ@SCUOLA/ Primo incontro con gli Animali. Fare Scienza nella Classe Seconda della Scuola Primaria

- Silvia Nobile

Nella seconda primaria si pongono le basi per studiare gli animali: osservarli, descriverne le caratteristiche e classificarli fonda ogni approccio futuro alla loro meravigliosa diversità.

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Un punto di partenza concreto, come sempre deve essere alla scuola primaria, ma un caso molto particolare – la pecora – per cominciare ad aprire, nella classe seconda, una finestra sul mondo animale. A documentare che il rinnovamento della scuola non si realizza applicando ricette precostituite basate sugli ultimi ritrovati della psicologia e/o della tecnologia, ma reinventando l’attività didattica sia nei contenuti, scaturiti da uno sguardo attento che valorizza le situazioni locali, sia nel metodo che rispetta rigorosamente i punti forti del «fare scienza» a scuola. Un altro elemento nuovo, in un mondo in cui normalmente ogni attività serve per l’ambito di «italiano», è che un racconto offre lo spunto non solo per riferimenti etici, ma per aprire uno sguardo «naturalistico» sulla realtà. Per imparare, anche nei primi anni di scuola, che il mondo che ci circonda può essere studiato con diverse modalità tutte utili a costruire una conoscenza complessa.

Durante la seconda parte dell’anno ho letto con i miei alunni il libro di Giampiero Pizzol La pecora arrabbiata, testo utilizzato per un lavoro linguistico, ma che si è rivelato assai interessante per aprire una finestra sul mondo animale.
Protagonista di questo libro è una pecora che si sente «pecora nera», poiché diversa da tutte le altre pecore del gregge in quanto ha il corpo ricoperto di macchie nere; per questo motivo nutre dentro di sé una rabbia che la porta a scontrarsi con chiunque incontra. L’incontro speciale con una rana l’aiuterà a imparare a dominare la sua rabbia accogliendola e facendole ritrovare la serenità.
Va chiarito che non abbiamo utilizzato il racconto come fonte di informazione scientifica, ma dalla conversazione e dal dialogo sul testo abbiamo preso spunto per rispondere, su un registro diverso da quello della fiaba, alle domande nate intorno ai personaggi.
Tuttavia, il primo passo è stato proprio accorgersi che il testo, in forma letteraria, dava alcune informazioni sul modo in cui sono fatte e in cui vivono le pecore. Perciò, utilizzando brevi frase tratte dalle prime pagine del libro abbiamo costruito una scheda sotto riportata.

La Pecora

nasce nella stalla
«Le pecore nascono nelle stalle e anche lei era nata in una stalla in mezzo alla paglia gialla, anche se il color d’oro della paglia dormiva ancora nell’ombra.»
bela
«Intanto la nostra Fortunata spalancò due occhi azzurri e vide la sua mamma, allora aprì la bocca e belando disse: Be…. La madre preoccupata della sua salute le chiese: Beh? Lei rispose: Beeene! Questa risposta bastò a tranquillizzare la madre che la leccò ben bene, la spinse col muso, quindi le disse: Beeevi!»
viene allattata dalla sua mamma
«La pecorella assaggiò la cosa più buona al mondo: latte fresco pieno di panna, fatto in casa dalla mamma e appena munto, anzi ancora da mungere.»
ha il corpo ricoperto di lana
«Bevve beatamente e si addormentò decorosamente sulla cosa più morbida e calda del mondo: pura lana di pecora.»
ha quattro zampe e gli zoccoli
«Quando si svegliò, le venne voglia di sgranchire gli zoccoli: si trascinò un po’ pecoroni, si sollevò su due zampe, tentò un passo e cadde a terra. Si rialzò su tre zampe e ricadde. Per fortuna si accorse di avere quattro zampe: madre natura non era stata avara.»
ha la coda
«Forse bisognava muovere la coda? Scodinzolò di qua e di là, la coda si mosse, ma la pecora no.»

 

Dalla lettura di una storia a un incontro speciale

 

La storia della pecora ha suscitato subito curiosità nei bambini anche alimentata dalle parole di un alunno, Michele, il cui padre è un appassionato e alleva undici capi di razza Suffolk, pecore dall’aspetto caratteristico (testa e zampe nere) ottenute in Inghilterra, ma ormai diffuse in tutto il mondo.
Abbiamo invitato questo papà esperto a rispondere alle molte domande poste dai bambini. L’incontro è stato molto interessante: i bambini hanno scoperto cose nuove che hanno trattenuto nella memoria e hanno anche potuto toccare con mano la lana grezza, il mangime sia degli agnellini, sia delle pecore adulte e il bastone del pastore.

 

 

Cosa c’e’ sotto la neve? Le tane degli animali

 

Il tema generale che guida il lavoro didattico nella classe seconda è quello delle trasformazioni: a partire da questo primo incontro con gli animali abbiamo parlato del cambiamento delle condizioni meteorologiche (le stagioni, la diminuzione della temperatura – strettamente legata alla sensazione di freddo) e del modo con cui gli animali si difendono da questi cambiamenti dell’ambiente in cui vivono.
Essendo nella stagione invernale non abbiamo potuto effettuare spedizioni «sul campo», ma è stata svolta una attività pratica, in palestra, ispirata al modo in cui molti animali si riparano dal freddo.
La palestra è stata allestita con scatoloni piuttosto grandi e teli lunghi e scuri per richiamare il colore della terra; ogni bambino aveva con sé una coperta e indossava calzini antiscivolo. Inizialmente gli alunni sono stati seduti in cerchio e l’insegnante ha chiesto loro cosa c’era sotto terra, poi, dopo aver ascoltato le loro risposte, si è chiesto di immaginare di essere un animale, sono state abbassate le tapparelle e la maestra ha cominciato a raccontare quel che accade tra l’autunno e l’inverno; i bambini drammatizzavano quanto raccontato, andando a «ripararsi dal freddo» sotto la propria coperta oppure negli scatoloni; l’insegnante in seguito picchiava le mani sopra gli scatoloni e/o accarezzava le loro schiene per simulare la pioggia, la neve e infine il Sole che scalda e scioglie la neve e fa capire agli animali che è giunto il momento di uscire dal letargo perché è arrivata la primavera.
Infine, nuovamente in cerchio, i bambini hanno raccontato in quale animale si sono immedesimati e le sensazioni provate; in un secondo momento i bambini hanno rappresentato con la tempera, su un unico grande foglio di carta da pacco marrone, i cunicoli sotterranei e le loro tane, in cui ognuno ha incollato l’animale mimato, da loro disegnato, colorato e ritagliato.

 

 

Prime ricerche sugli animali

 

In seguito a queste esperienze abbiamo cercato di conoscere meglio alcuni animali, identificandone le caratteristiche generali per creare una sorta di carta d’identità.
Inizialmente abbiamo stilato insieme la carta d’identità della pecora raggruppando tutte le informazioni raccolte secondo quattro categorie: caratteristiche fisiche (com’è), dove vive, cosa fa, cosa mangia.

Caratteristiche della pecora

 

La pecora è un MAMMIFERO perché ha le mammelle e ALLATTA i suoi piccoli.
Ha la CODA
Ha quattro ZAMPE
Ha lo ZOCCOLO FESSO (cioè spaccato in due parti)
Il CORPO è RICOPERTO DI LANA
VIVE nella stalla
BELA
BRUCA l’erba
È ERBIVORO: mangia erba, mais, mangime, fieno

Successivamente ho mostrato (proiettandole in power point) immagini di altri animali e chiedendo agli allievi quali caratteristiche identificavano osservando le fotografie; è stato interessante vedere come gli alunni riuscissero a comprendere la differenza tra le diverse classi di animali (mammiferi, uccelli, rettili, pesci, anfibi); hanno ben chiaro, pur essendo piccoli, che i mammiferi sono solo coloro che hanno le mammelle e possono quindi allattare i loro piccoli.
In seguito ho proposto ai bambini una ricerca di gruppo (piccoli gruppi attentamente seguiti da me); ho proposto a ogni gruppo di lavorare su un animale particolare (orso bruno, tartaruga, picchio muratore, volpe), secondo lo schema seguito per la pecora.
Ho scelto e assegnato io stessa i libri (uno per ogni gruppo) e ho invitato i bambini a ricercare le seguenti informazioni: caratteristiche fisiche (quante zampe ha, com’è il corpo, ha la coda, allatta o meno i piccoli), come si muove, dove vive, cosa fa (le azioni), cosa mangia, come si ripara dal freddo. Si sono coinvolti tutti con entusiasmo e con interesse nel ricercare le diverse informazioni nel testo proposto.
Ogni gruppo ha realizzato un cartellone con la carta d’identità del proprio animale e lo ha presentato alla classe.

 

Verifica e valutazione

 

Come verifica ho proposto di ricavare le informazioni riguardanti la rana, altro animale significativo nel libro di Pizzol, per stilare la sua «carta d’identità».
L’obiettivo era quello di saper individuare, ed estrarre inserendole al posto giusto, le informazioni presenti in un testo di carattere strettamente scientifico, scelto, rivisto e semplificato da me.
Di seguito riporto la prova.

VERIFICA

 

In questo testo si parla della rana.
Leggi con attenzione, poi scrivi le informazioni necessarie inserendole nello spazio corretto.

La rana è un anfibio, perché è un animale dalla doppia vita, acquatica (quando è un girino e non ha ancora le sembianze di una rana) e terrestre (quando diventa adulta).
La rana ha un corpo tarchiato (cioè robusto e tozzo) e quando è adulta non ha la coda.
Possiede quattro zampe: le due posteriori sono molto sviluppate e sono utilizzate per saltare.
I maschi possono emettere suoni (gracidano). Le femmine scelgono il maschio in base alla voce.
Le rane si riproducono deponendo le uova, da cui nascono i girini.
La rana vive ai margini degli stagni e dei corsi d’acqua lenti e con vegetazione fitta. Al minimo segnale di pericolo si tuffa in acqua.
La rana si nutre di insetti e piccoli roditori; la lingua si ribalta in avanti per catturare le prede.

 

CARATTERISTICHE FISICHE (COME È?)

 

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DOVE VIVE?

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COSA FA?

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COSA MANGIA?

 

 

Verso nuove avventure

 

Sono ben consapevole che il lavoro descritto è solo un primo passo verso la conoscenza del mondo animale.
Tuttavia, anche se abbiamo messo in atto attività semplici e abbiamo sviluppato riflessioni e considerazioni adeguate all’età dei bambini (cioè elementari ed essenziali), abbiamo imparato ad osservare, a identificare delle caratteristiche sia di struttura che di comportamento degli animali incontrati e infine abbiamo imparato a classificare queste caratteristiche in categorie.
Una ulteriore conferma di quanto il lavoro è servito ai bambini per acquisire un metodo è stata la curiosità dimostrata durante l’uscita didattica a un allevamento di bufale (presso l’azienda agricola dello zio di un alunno) realizzata nel mese di aprile, verso la fine dell’anno scolastico.
Non solo sono stati curiosi e attenti a tutto ciò che li circondava, ma hanno posto un mucchio di domande, esattamente volendo chiarire come si ponevano quegli animali rispetto alle categorie precedentemente usate.
Studieremo più ampiamente gli animali nei prossimi anni e ci accorgeremo di quanti vivono accanto a noi e quanto diversi possono essere, avendo come base sicura quanto imparato in seconda.

 

 

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Silvia Nobile
(Insegnante presso la Scuola Primaria “IMIBERG” di Bergamo) L’attività descritta è stata svolta nell’anno scolastico 2011-2012 nelle classi seconde ed è stata discussa nel gruppo di ricerca Educare insegnando promosso dall’Associazione Culturale “Il rischio educativo”)

 

 

 

© Pubblicato sul n° 47 di Emmeciquadro

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