SCIENZA&LIBRI/ L’oceano del mistero

- Barbara Chierichetti

Una raccolta di conversazioni con giovani e adulti – genitori e insegnanti – in cui emerge la consapevolezza del valore che la dimensione scientifica ha per la formazione della persona.

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Dalla copertina del libro

In questo libro di non grandi dimensioni, Elena Mazzola, docente di letteratura italiana ed europea all’Università Ortodossa San Tichon di Mosca, raccoglie alcuni dialoghi tra Aleksandr Filonenko e dei giovani appartenenti a una multiforme gamma di realtà e degli adulti, genitori, educatori o insegnanti, accomunati dal vivere la responsabilità del compito educativo in questo momento storico ricco di sfide e complessità.
Solo per ricordarne alcuni, per quanto riguarda i giovani, si va dagli studenti della scuola secondaria di primo grado la Traccia di Calcinate in provincia di Bergamo, ai ragazzi della comunità Imprevisto di Pesaro, per finire con gli alunni del Ginnasio Ortodosso Santi Cirillo e Metodio di Koženikov in Siberia.
Nel dialogo con ragazzi, diversi per storia e cultura, emergono domande sulla noia, sulla felicità, sul desiderio di essere protagonisti, in poche parole, domande in cui urge la vita, e a esse Filonenko, partendo da una condivisione e da una immedesimazione con gli argomenti messi a tema, risponde offrendo agli interlocutori le scoperte che sono maturate in lui a partire dalla sua esperienza.
Per quale motivo si può parlare di questo libro nella sede di Emmeciquadro?
Perché, oltre ad essere un teologo e un filosofo, Filonenko è un fisico nucleare di formazione, ed è interessante notare che, quando nei dialoghi è a tema il problema dell’interesse per la realtà o della noia, egli pesca proprio dalla dimensione scientifica gli esempi con cui suscitare il desiderio di aprirsi a ciò che è fuori di noi.
Sfogliando queste pagine si può incontrare Keplero che per rispondere alla domanda sul perché i fiocchi di neve hanno sei punte, scrisse il primo trattato di cristallografia, o la storia della donna che ha inventato il Vinavil, Rosa Šermatovna, che deve la sua passione per lo studio dei polimeri a un incontro fatto, a tredici anni, in un paese sperduto dell’Uzbekistan, con degli insegnanti che l’avevano affascinata, oppure si può scoprire che in Australia c’è un uomo, di nome Robert Evans, che tutte le sere con il suo telescopio fa delle foto nello stesso spazio di cielo in attesa di poter osservare una super nova.
Come non ricordare l’esperimento attivo nei laboratori del Gran Sasso in cui sofisticatissimi rivelatori sono tenuti accesi e pronti nell’attesa dello stesso evento?
Gli aneddoti riferiti ci ricordano, senza retorica che, dietro a ogni risultato o argomento che affrontiamo in classe con i nostri studenti, c’è stato almeno un uomo che ha vibrato per quel frammento di realtà in cui, nella passione della ricerca, ha scoperto il mondo.
I dialoghi riportati mettono a tema lo stupore per la bellezza di ciò che si incontra e chiariscono come, a partire da questo stupore, sia possibile innescare una ricerca attenta appassionata e piena di desiderio.
Nel momento attuale, spesso si riduce l’insegnamento delle Scienze alla comunicazione di un sapere enciclopedico, oppure si cerca di suscitare l’interesse per la disciplina con l’introduzione di effetti speciali o di gadget di vario genere – che in ogni caso restano eventi estemporanei su cui difficilmente si può costruire un percorso da spendere nella quotidianità del nostro lavoro -, o ancora, si è così persa la consapevolezza del valore che la dimensione scientifica ha per la formazione della persona che si è disposti a utilizzare lo spazio che essa ha nella scuola per altri scopi apparentemente più utili o semplicemente più alla moda come l’insegnamento dell’inglese.
Per tutti questi motivi ritengo che la testimonianza così ricca di intelligente entusiasmo e di passione data da Filonenko possa essere d’aiuto per recuperare le ragioni che ci hanno fatto appassionare alle discipline che insegniamo e per approfondirne la consapevolezza.
Sono certa che questo sia il migliore antidoto per salvaguardare la nostra dignità e per dare un contributo reale alle nuove generazioni.
Purtroppo questo libro ha un difetto: non è facilmente reperibile! Speriamo che la casa editrice abbia il coraggio di stamparne una nuova edizione, perché questi dialoghi meritano di essere conosciuti e incontrati.


Aleksandr Filonenko, Elena Mazzola

L’oceano del mistero

Società Editrice Fiorentina – Calenzano (FI) 2014

Euro 14,00 – Pagine 245

Recensione di Barbara Chierichetti
(Docente di Matematica e Fisica al Liceo Classico “Giovanni Berchet” di Milano)

© Pubblicato sul n° 59 di Emmeciquadro



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