ERODIADE, MADRE DI SALOME/ La donna che chiese la morte di Giovanni Battista

- Dario D'Angelo

Erodiade, madre di Salome: il personaggio storico che secondo i Vangeli organizzò la decapitazione di San Giovanni Battista con l’aiuto della figlia.

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Tra le protagonisti di Salome, l’opera di Strauss oggi in scena a La Scala, vi è senza dubbio il personaggio di Erodiade. La madre della giovane che dà il titolo al componimento è una figura centrale nello svolgimento della piece. Leggendaria principessa di cui si accenna nei Vangeli, Erodiade è nata a Gerusalemme nel 15 avanti Cristo, morendo a Lugdunum nel 39. Figlia di Aristobulo IV (figlio di Erode il grande e Mariamne I) e Berenice, in un primo momento sposò Erode (figlio della terza moglie di Erode il Grande), conosciuto a Roma: dalla loro unione nacque appunto Salomè. I due però divorziarono ed Erodiade si legò all’altro figlio Erode Antipa, tetrarca di Galilea. Un’unione che scatenò gli strali di Giovanni Battista, come racconta l’opera oggi alla Scala, che imprigionato in una cisterna continua a lanciare le sue profezia sul Messia in procinto di fare la sua comparsa sulla Terra e condanna in particolare la condotta di Erodiade.

ERODIADE, MADRE DI SALOME: IL PERSONAGGIO STORICO

Erodiade critica ferocemente il marito Erode Antipa, sottolineando come, dopo averlo imprigionato, egli non abbia il fegato di ucciderlo nel timore di rivolte popolari. Erodiade sembra soffrire apertamente il fatto che il marito abbia delle attenzioni nei confronti di Salome, la figlia seducente che accetta di ballare la danza dei sette veli, fino a rimanere nuda al cospetto del tetrarca, a patto di ottenere in cambio la testa di Giovanni Battista su un piatto d’argento. Testa della quale, nell’orrore del sovrano, bacerà la bocca insanguinata preda del desiderio. Secondo i Vangeli, più alla brama di Salome si aggiunse il consiglio della madre Erodiade, che chiese alla giovane figlia di pretendere in dono da Erode la testa di Giovanni Battista. Nel 39 Caligola nominò re suo fratello Agrippa ed Erodiade convinse Erode Antipa ad andare a Roma a chiederlo anche per sé. Agrippa inviò però delle lettere di accusa nei suoi confronti a Caligola e questi gli tolse la tetrarchia a beneficio di Agrippa, esiliandolo a Lugdunum, attuale Lione. Caligola graziò Erodiade per essere sorella di Agrippa, ed essa seguì Erode Antipa in esilio.

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