“Esseri umani si estingueranno a breve”/ Henry Gee: “Siamo morti che camminano”

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo un articolo pubblicato dal paleontologo americano Henry Gee, gli esseri umani sono destinati ad estinguersi in tempi molto rapidi

Biciclette in città
Roma (LaPresse, 2019)

Sono destinati a scomparire tutti gli esemplari di Homo Sapiens, gli esseri umani, e ne è convinto Henry Gee, paleontologo e biologo evoluzionista americano, autore di numerose pubblicazioni. Attraverso un articolo pubblicato su Scientificamerican.com, lo stesso scienziata sostiene come gli umani siano destinati ad estinguersi per via di alcune evidenze, a cominciare dal degrado dell’habitat in cui vive, passando per la bassa variazione genetica e arrivando fino al calo della fertilità. Curioso come fino agli anni ’60, ’70 e ’80, ci si preoccupasse per la sovrappopolazione, quando in realtà il problema che si sta affacciando, ricorda Henry Gee è quello della sottopopolazione.

“Nella maggior parte dei paesi – scrive Gee – il tasso di natalità è ora ben al di sotto del tasso di mortalità. In alcuni paesi, la popolazione sarà presto la metà del valore attuale . La gente ora si sta preoccupando per la sottopopolazione”. Il paleontologo ricorda come le specie di mammiferi tendono ad arrivare e ad estinguersi molto rapidamente, solitamente nel giro di un milione di anni, e l’homo sapiens ha fatto la sua comparsa circa 315mila anni orsono, e già più volte, all’inizio del suo ciclo di vita, ha rischiato l’estinzione.

ESSERI UMANI DESTINATI AD ESTINGUERSI. HENRY GEE: “POCHE VARIAZIONI GENETICHE”

La popolazione è comunque riuscita a crescere, ma il risultato è che l’homo sapiens attuale è di fatto identico a quello di migliaia di anni fa: “C’è più variazione genetica in poche compagnie di scimpanzé selvatici che nell’intera popolazione umana. La mancanza di variazione genetica non è mai un bene per la sopravvivenza delle specie”. Henry Gee ricorda anche come la qualità dello sperma umano sia diminuita in maniera importante negli ultimi, portando ai problemi ben noti della bassa natalità. Un problema derivante forse dall’inquinamento, dal degrado dell’ambiente umano, ma anche dallo stress, innescato dal vivere a contatto stretto con altre persone per un lungo periodo. “Per la maggior parte dell’evoluzione umana, le persone hanno cavalcato leggere sulla terra, vivendo in bande sparse. L’abitudine a vivere in città, praticamente uno sopra l’altro (letteralmente, in un condominio) è un’abitudine molto recente”. C’è poi una ragione economica dietro questo rallentamento demografico: “I politici lottano per una crescita economica inarrestabile, ma questa non è sostenibile in un mondo in cui le risorse sono limitate”, e il biologo ricorda come oggi vi siano “prove crescenti che la produttività economica è in stallo o addirittura è diminuita a livello globale negli ultimi 20 anni. Un risultato potrebbe essere che le persone stanno rimandando l’avere figli, forse così a lungo che la loro stessa fertilità inizia a diminuire”.

ESSERI UMANI DESTINATI AD ESTINGUERSI. HENRY GEE: “L’EMANCIPAZIONE DELLE DONNE…”

Altro aspetto su cui il paleontologo americano ci tiene a soffermarsi riguarda il gentil sesso, e precisamente “l’emancipazione economica, riproduttiva e politica delle donne”. Oggi le donne, con una vita completamente diversa rispetto a un centinaio di anni fa, e soprattutto, grazie ad una sanità che ha fatto passi da gigante nel tempo “Non hanno bisogno di avere tanti bambini per garantire che almeno alcuni sopravvivano ai pericoli della prima infanzia. Ma avere meno figli, e farlo in seguito, significa che le popolazioni rischiano di ridursi”.

Quindi Henry Gee conclude la sua disamina ricordando come le specie più a rischio siano quelle che dominano particolari habitat a discapito di altre, come appunto gli esseri umani: “Homo sapiens potrebbe quindi essere già una specie morta che cammina. I segni sono già lì per coloro che sono disposti a vederli. Quando l’habitat si degrada in modo tale che ci sono meno risorse per andare in giro; quando la fertilità inizia a diminuire; quando il tasso di natalità scende al di sotto del tasso di mortalità; e quando le risorse genetiche sono limitate, l’unico modo è verso il basso. La domanda è “Quanto velocemente?”. Sospetto che la popolazione umana sia destinata non solo al rimpicciolimento, ma al collasso, e presto”.

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