DIBATTITO/ De Benedetti (kibbutznik): Israele cessi il fuoco ed Hamas dimostri buona volontà

- La Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera – testimonianza arrivata in redazione di Israel (Corrado) De Benedetti, scrittore, che da cinquant’anni vive in un kibbutz vicino alla striscia di Gaza

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Kibbuz Ruchama, Israele

Caro Direttore,

Leggiamo sui giornali italiani articoli firmati da persone diverse in cui Israele viene accusata di crimini di Guerra, i più spaventosi. Certo, da giorni la striscia di Gaza è sotto il tiro degli aerei israeliani. Ma durante gli ultimi sette anni dove si nascondevano questi bravi giornalisti o meglio come mai hanno ignorato e passato sotto silenzio i missili che cadevano a Sderot e dintorni? Certo non erano molti, un giorno due, un giorno otto, un giorno magari nulla. Ma purtroppo a noi non comunicano mai prima quando avrebbero tirato e la gente, specie quelli di Sderot per sette anni non sapeva quando avrebbero potuto andare al gabinetto e quando era un’ora sicura per fare la doccia. I bambini di Sderot andavano a letto con gli incubi.

Certo abbiamo avuto in quel periodo solo una dozzina di morti, ma quando si sente il sibilo non si sa mai dove cadrà. Noi nei kibbutzim vicini a Sderot, andiamo quotidianamente nella cittadina per ragioni di salute (al centro medico Cuppat Cholim [il servizio di assistenza sanitaria]), per andare in Banca o semplicemente per fare acquisti. Abbiamo un chaver [membro del kibbutz]-autista che cinque volte al giorno va e torna per accompagnare chi ha necessità di recarsi a Sderot. Da sette anni a questa parte ogni suo viaggio è un terno al lotto: tornerà senza incidenti o no? Il mondo civile è pronto a che questa realtà si moltiplichi all’infinito, noi ne abbiamo abbastanza!

La scorsa settimana, mentre Israele permetteva il passaggio di una carovana di Tir per trasportare medicinali e cibi a Gaza, quelli hanno pensato bene di mandargli contro qualche colpo di mortaio. Per far piacere a chi? Evidentemente per poter continuare ad affermare che Israele affama il popolo di Gaza? Poteva Israele permettere che questa situazione continuasse tra l’indifferenza generale? Cosa avrebbe fatto un altro paese, magari l’Italia se per sette anni fossero piovuti (magari anche solo uno al giorno) missili su Trieste?

Forse certi giornalisti non sanno che quando sono caduti una ottantina di missili due settimane fa, Israele non ha reagito ma ha messo in guardia chi li spediva che non avrebbe permesso che la cosa continuasse. Per più di due settimane Israele ha messo in guardia Hamas e questi hanno risposto continuando la pioggia di missili. Detto tutto questo, il mio parere è che ora Israele deve cessare il fuoco di sua iniziativa per 48 ore, non per motivi umanitari, ma per mettere alla prova se c’è una “buona volontà” da parte di Hamas. Se cesserà il lancio di missili, si potrà iniziare a trattare una vera tregua, se continuerà sarà una ulteriore conferma della volontà di Hamas di continuare la guerra e Israele avrà ogni giustificazione per rispondere fino alla cessazione del lancio dei missili.

Due giorni dopo aver scritto queste parole, la sera di sabato 3 gennaio è iniziata l’azione sul terreno delle forze israeliane. Risultato certo altri morti e rovine. A mio parere ora è necessario un deciso intervento internazionale (che però per ora non si vede) per portare Hamas a impegnarsi a smettere del tutto l’invio di missili, e Israele a impegnarsi a ritirare le sue forze, entro i confini ante 3 gennaio.

Ieri, prima della notizia dell’attacco terrestre, ci sono state in Israele manifestazioni per la cessazione delle ostilità. Sempre a mio parere il fatto che 200,000 scolari di Israele continuino a restare a casa (la scorsa settimana un missile ha distrutto un asilo infantile e rovinata una classe di una scuola media, per fortuna non c’erano scolari), che le varie attività economiche sono bloccate in una zona dove abitano quasi un milione di abitanti, faranno sì che in ogni caso le operazioni cesseranno in pochi giorni. Noi ci auguriamo che siano pochissimi!

In questi ultimi anni Israele ha speso milioni e milioni di euro per blindare scuole e una parte delle abitazioni confinanti con la striscia di Gaza. A suo tempo, quando abbiamo evacuato le colonie che erano nella striscia, abbiamo lasciato le serre perchè i palestinesi potessero lavorare e guadagnarci. Invece da una parte e dall’altra si spendono fortune per una guerra inutile che porta solo sangue e rovine da una parte e dall’altra.

Israel (Corrado) De Benedetti



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