ATTENTATI IN PAKISTAN/ Bhatti: cristiani nel mirino, è una ritorsione dei talebani

- int. Paul Jacob Bhatti

Per PAUL JACOB BHATTI gli attentati di ieri in Pakistan potrebbero essere una ritorsione dei terroristi dopo che i militari hanno smantellato un numero molto elevato di loro covi

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LaPresse

Due attentati suicidi in Pakistan hanno provocato 11 morti e 39 feriti. Il primo kamikaze ha colpito davanti all’entrata del tribunale nel distretto di Mardan, nel Pakistan Nord-Occidentale, mentre un altro attentato alla Christian Colony di Peshawar ha causato altre cinque vittime. Ne abbiamo parlato con Paul Jacob Bhatti, presidente della Shahbaz Memorial Trust, una fondazione in onore del fratello ucciso in Pakistan il 2 marzo 2011. Per Bhatti, “questi attentati sono una ritorsione contro le azioni compiute di recente dall’esercito pakistano contro i gruppi terroristici”.

Chi c’è dietro a questi nuovi attentati terroristici?

A compiere questi attentati è lo stesso gruppo di talebani che alcuni anni fa aveva attaccato una chiesa, per poi rivendicarne la responsabilità. E’ una dinamica senza fine: ogni volta che si intravvede una speranza poi si verificano questi episodi. Vorrei in ogni caso osservare che il numero delle vittime alla Christian Colony di Peshawar sarebbe stato molto più drammatico se un poliziotto non avesse bloccato i kamikaze, impedendo loro così di esplodere in mezzo alla folla. L’obiettivo era comunque quello di colpire la comunità cristiana.

Che cosa rappresenta la Cristian Colony di Peshawar?

Colony in Pakistan significa quartiere. Esistono diverse zone del Pakistan dove i cristiani sono la maggioranza dei residenti, dando così il nome al quartiere. Si sapeva quindi che in questa zona vivono principalmente dei cristiani.

Questi gruppi di talebani da dove vengono e a chi sono legati?

Difficile dirlo. Io li considero tutti come terroristi, perché ritengo che nessuna ideologia umana possa colpire un uomo innocente. Chiunque uccide un innocente compie dunque un atto criminale di terrorismo. Più che di una vera e propria organizzazione, stiamo parlando di una ideologia che trova espressione attraverso i talebani, Al Qaeda o l’Isis.

Questa recrudescenza di attentati è un fatto nuovo?

No. A Quetta, in Belucistan, nell’Ovest del Pakistan qualche settimana fa i terroristi hanno ucciso 90 avvocati. Questa recente ondata di attentati sembra essere una ritorsione dei terroristi nei confronti di una pressione abbastanza forte che sta mettendo in atto l’esercito nei loro confronti. I militari hanno attaccato e smantellato un numero molto elevato dei loro covi, e quindi questi gruppi hanno deciso di vendicarsi.

 

Quel è il ruolo delle scuole coraniche nella diffusione dell’estremismo?

Le scuole coraniche in Pakistan sono sempre esistite, anche se poi bisogna vedere nello specifico che cosa insegnano. In alcune si impartisce effettivamente un’educazione religiosa, mentre in altre si insegna a uccidere e a morire. Si tratta di un’ideologia che non ha nulla a che vedere con il Corano, e che è impartita agli stessi bambini. Come ha detto giustamente Papa Francesco, questa non è una guerra di religione ma una guerra al terrorismo punto e basta. Nessun tipo di educazione religiosa può giustificare la violenza contro vite innocenti.

 

(Pietro Vernizzi)

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