FUGGITA DALLA COREA DEL NORD/ La disertrice: Kim Jong-un usa le studentesse come schiave

- Paolo Vites

Le orribili brutalità compiute dal regime di Kim Jong-un rivelate da una ragazza nordocoreana fuggita da Pyongyang. Studentesse ridotte a schiave del sesso

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Kim Jong-un (Foto LaPresse)

Figlia di un importante colonnello dell’esercito nordcoreano, Hee Yeon Lim, 26 anni (nome finto per proteggere la sua sicurezza e quella dei suoi familiari) racconta le orribili atrocità del regime comunista nordcoreano, dopo essere riuscita a fuggire nella Corea del sud due anni fa con la madre i fratelli. Del padre non si sa nulla, ma è probabile che sia stato giustiziato o incarcerato in un campo di prigionia. La giovane è stata testimone di orribili violenze, quotidiane in quel paese, dove si mantiene la popolazione in uno stato di terrore e di morte in modo che non si sogni di ribellarsi contro il regime.

Il motivo che le ha fatto prendere la decisione della coraggiosa fuga è stato quando ha scoperto che molte delle sue compagne di classe, le più carine, venivano portate via dalla polizia e diventavano schiave personali del sesso del dittatore Kim Jong-un. Una volta portate nei suoi bunker segreti dovevano accudirlo servendogli cibi costosi, e in alcuni casi venivano usate come schiave del sesso. Al minimo errore che potevano compiere, venivano uccise e fatte scomparire anche in caso si trovassero in stato di gravidanza.

Ha temuto di fare la stessa fine ed è riuscita a scappare a Seul dove vive nell’anonimità totale. Un altro episodio raccapricciante a cui ha assistito è stato quello dell’uccisione di un gruppo di musicisti accusati di aver girato dei video pornografici. Ben 10mila persone sono state portate a guardare l’esecuzione, eseguita nei modi tipici del regime. Le vittime sono state immobilizzate davanti ai cannoni di alcuni carri armati che quando hanno aperto i colpi li hanno ridotti a pochi brandelli di carne. Dopo di che i carri armati sono passati sui loro resti distruggendoli del tutto e facendoli sprofondare nel terreno. La logica del regime nelle sue esecuzioni infatti è quella di far scomparire letteralmente le tracce di ogni persona giustiziata, come se non fosse mai esistite. La giovane ha anche spiegato che Kim Jong-un spesso si nasconde in bunker protetti in modo da rendersi del tutto non rintracciabile.

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