MARÒ, UDIENZA A L’AJA 8-20 LUGLIO 2019/ Moglie Girone “Delusi e amareggiati, nessun interesse dal governo”

- Niccolò Magnani

Caso Marò, l’udienza finale a L’Aja sulla giurisdizione si terrà l’8 e il 20 luglio 2019: moglie Salvatore Girone “delusi e amareggiati”

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Il caso dei Marò: Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (LaPresse, 2018)

E’ notizia di oggi quella secondo la quale le prossime udienze sul caso dei marò al Tribunale arbitrale dell’Aja si terranno dall’8 al 20 luglio. Dopo la decisione giunta dal Tribunale Arbitrale per la Giurisdizione, a commentare a caldo è stata la moglie del fuciliere barese Salvatore Girone, Vania Girone, intervenuta all’agenzia di stampa Ansa: “Siamo amareggiati e delusi perché ci aspettavamo tempi brevi, visto il motivo per cui è stata rinviata l’udienza del 22 ottobre. Pur dispiaciuti per la scomparsa del giudice indiano, questa è tra l’altro l’udienza che era stata già fissata per aprirle 2018”, ha detto. L’udienza era stata inizialmente fissata allo scorso 22 ottobre, salvo poi slittare per la morte di uno dei cinque giudici di parte indiana, sostituito lo scorso mese. La moglie di Girone ha poi attaccato il nostro governo proseguendo: “Credo che se ci fosse stato interesse da parte del nostro governo, forse avremmo potuto avere tempi più brevi. Evidentemente non c’è stato abbastanza interesse a richiedere alla Corte di poter avere tempi ristretti, visto comunque che la nostra situazione va avanti ormai da numerosi anni”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MARÒ, UDIENZA FINALE: ECCO QUANDO

L’udienza finale sul caso dei due Marò italiani (Massimiliano Latorre e Salvatore Girone) è stata finalmente fissata: i prossimi 8 e 20 luglio 2019 sono le date decise dal Tribunale Arbitrale per la Giurisdizione che nella città olandese de L’Aja ha fissato le prossime tappe dell’infinita vicenda che lega i due Marò al loro destino tra l’Italia, i tribunali internazionali e lo stato dell’India. Dopo quelle due sentenze in estate, dovranno passare sei mesi entro cui i giudici dovranno decidere ed emettere la sentenza: il procedimento vede Italia e India alle opposte fazioni, in sostanza si deve decidere in quale dei due Paesi si debbano processare i due fucilieri Latorre e Girone dopo il noto “incidente” del febbraio 2012 in mare dove trovarono la morte due pescatori indiani, scambiati per pirati, al largo delle coste del Kerala.

LA VICENDA INFINITA DEI DUE MARÒ

I due militari della Marina italiana Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono da 6 anni coinvolti in uno dei processi internazionali più lunghi, e per certi versi assurdi, della storia diplomatica recente; dopo la sparatoria in mare aperto che ha visto la morte di due pescatori scambiati per pirati, i due Marò sono stati arrestati nelle carceri indiane a Poojappura. L’allora governo italiano – e poi anche tutti i precedenti – hanno chiesto un trattamento adeguato al loro status di soldati, e non come avvenuto nei primi anni con condizioni pietose mantenute nelle galere dell’India. Diversi sconvolgimenti hanno poi portato il processo per i due Marò all’evoluzione di oggi: dopo numerosi rinvii del processo a loro carico, Massimiliano Latorre è stato autorizzato dalla Corte a rimanere in Italia per rimettersi dall’ictus che lo ha colpito nell’agosto 2014. Nel maggio del 2016 invece, Salvatore Girone ha ottenuto il permesso di tornare a casa in attesa dell’arbitrato Aja: lo scorso settembre il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha incontrato Latorre e Girone ribadendo l’impegno anche di questo governo nel assicurare la giustizia e l’unità del Paese nella difesa di due soldati che in servizio hanno – secondo la loro versione – risposto al fuoco da un peschereccio in acque internazionali.

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