“La bandiera Lgbt è stata creata da Satana”/ Attivisti chiedono la rimozione di un sacerdote canadese

Polemiche tra un sacerdote cattolico e gli esponenti Lgbt del Canada

29.12.2018 - Paolo Vites
gay_bandiera_usa_r439
Immagine di archivio

“La bandiera Lgbt è stata creata da Satana”. Per questa frase un sacerdote canadese si trova in una tempestiva mediatica. Pesanti le accuse nei suoi confronti da parte della comunità canadese Lgbt. Padre Jerome Lavigne, vicario per l’educazione della diocesi di Calgary nello stato di Alberta, lo scorso febbraio ha tenuto un sermone in cui si è scagliato con toni veementi contro i gay e gli appartenenti alla comunità Lgbt. Fra le altre cose, il sacerdote ha detto che la bandiera usata da costoro, il famoso “arcobaleno” di colori, “a livello globale serve a rappresentare, promuovere e promulgare e difendere la mancanza di legge” aggiungendo che le origini di quella bandiera sono sataniste: “Mentre questi colori sono intesi come segni di inclusività e tolleranza, la loro presenza è, in realtà, un segno della spudorata sfrontatezza dell’antico nemico di Cristo che pianta la sua bandiera ovunque possa rivendicare il popolo di Dio per se stesso “, ha detto.

“LA BANDIERA LGBT È STATA CREATA DA SATANA”

Il vescovo della diocesi ha invitato il sacerdote a evitare tali omelie, dicendo che se è vero che il Libro della Genesi contiene riflessioni sull’omosessualità, non si tratta della visione generale del cristianesimo e della Chiesa cattolica che piuttosto invitano a vivere insieme in una atmosfera di pace e rispetto per la dignità del prossimo a prescindere dall’età, della razza, degli orientamenti sessuali e della religion”. Da parte loro, gli esponenti della comunità Lgbt si sono infuriati anche per una successiva omelia, lo scorso settembre, dello stesso sacerdote, che ha detto come “riguardo l’omosessualità dire che Dio mi ha fatto in questo modo è del tutto errato”. A questo punto i gay di Calgary hanno chiesto al vescovo di rimuovere padre Lavigne. Ha risposto il responsabile dell’associazione cattolica Camping Life Coalition, dicendo che il sacerdote non ha detto nulla di sbagliato: “Gli attivisti gay fingono di essere offesi per ottenere l’obbiettivo politico di mettere a tacere la Chiesa”. La sua omelia, ha aggiunto, segue perfettamente la teologia e la morale cattolica. “Sarebbe una catastrofe” ha detto ancora “se il vescovo soccombesse a questi piccoli despoti fascisti e abbandonasse il diritto della Chiesa a predicare il Vangelo”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA