RAGAZZA FALLISCE SUICIDIO E ASSOLDA UN KILLER CHE LA UCCIDE/ Il sicario, “ho provato a dissuaderla ma…”

Natalie Bollinger, fallisce  suicidio e assolda un killer che la uccide: il sicario rischia adesso 48 anni di carcere, “ho provato a dissuaderla ma…”.

06.12.2018 - Dario D'Angelo
Natalie Bollinger, fallisce il suicidio e assolda un killer che la uccide

Per quasi un anno si è pensato che Natalie Bollinger, 19enne residente nello stato del Colorado, negli Usa, quel maledetto 28 dicembre 2017 si fosse suicidata con una dose letale di eroina e un colpo di pistola alla nuca. Erano state proprio le quantità di droga rinvenute nel suo corpo dagli esami effettuati dalla polizia scientifica a lasciar pensare che dietro una morte del genere potesse esserci soltanto la voglia della ragazza di farla finita. C’era qualcosa, però, che non convinceva gli inquirenti: le perizie balistiche non erano in grado di coincidere con la tesi del suicidio, insomma, per come il proiettile si era conficcato nella sua nuca, tutto lasciava presupporre che Natalie non si fosse sparata da sola. Da qui la volontà della famiglia della 19enne di andare in fondo alla questione, con nuove indagini che hanno appurato una realtà a dir poco sconvolgente: Natalie non si era uccisa da sola, è vero, ma era come se lo avesse fatto. Aveva infatti assoldato un killer che la uccidesse al suo posto.

RAGAZZA FALLISCE SUICIDIO E ASSOLDA KILLER CHE LA UCCIDE

La verità sulla morte di Natalie è emersa analizzando lo smartphone della vittima. Dalle indagini si è risalito ad un annuncio che la 19enne aveva messo su Craiglist: la vittima cercava infatti un killer disposto ad ucciderla in un prato poco distante da casa sua con una pistola che avrebbe fornito lei stessa. In passato evidentemente la ragazza aveva tentato di farla finita senza riuscirci e questa volta non voleva rischiare. Gli inquirenti sono riusciti anche a risalire all’identità del killer assoldato da Natalie Bollinger, un 23enne ispanico concittadino della vittima di nome  Joseph Michael Lopez. Il ragazzo, che dopo aver sparato a Natalie se n’è andato con la pistola e la sua borsetta, adesso rischia 48 anni di carcere dopo aver patteggiato. Nel corso degli interrogatori ha opposto una difesa a dir poco paradossale: “I messaggi scambiati con la ragazza lo dimostrano, all’inizio avevo tentato di dissuaderla dalle sue intenzioni, ma dopo qualche ora di trattative mi aveva convinto“.

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