Ora legale, la proposta della Ue: addio al cambio/ Ogni nazione sarà libera: Commissaria Bulc difende dossier

Ora legale, la proposta dell’UE: addio al cambio. Ogni nazione sarà libera di adottare l’ora che preferisce, la scelta dovrà arrivare entro il mese di ottobre 2019

14.09.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
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Orologi degli elettrodomestici indietro di 6 minuti

Se la proposta dovesse passare, da ottobre 2019 in poi ogni nazione dell’Unione Europea sarebbe libera di adottare l’ora che più preferisce dando di fatto addio al cambio: una decisione controversa che da alcuni, specialmente i Paesi del Nord, è vista con favore, mentre i detrattori parlano di possibile caos ed effetti a “macchia di leopardo”. La promotrice, Violeta Bulc, Commissaria ai Trasporti a Bruxelles, in una breve intervista concessa a Il Sole 24 ore ha provato a spiegare i motivi di un dossier che liberalizzerebbe l’orario: a suo dire, “il Parlamento europeo da tempo fa pressione in questo senso” e cita anche la consultazione pubblica in cui l’84% dei 4,6 milioni di cittadini europei interpellati si era detto favorevole all’abolizione del cambio di ora, con i singoli Stati che poi decideranno da se il fuso. A detta della Bulc, inoltre, “le motivazioni relative al risparmio energetico” non sussistono più dato che con l’ora legale oramai il risparmio è marginale: per quanto riguarda le risposte alla proposta, pare che per adesso siano sei i Paesi che hanno già fatto una scelta, tra i quali non c’è però l’Italia. (agg. di R. G. Flore)

POSSIBILE CAOS NEI TRASPORTI

Tre milioni di persone su un totale di 4,6 hanno votato a favore dell’abolizione dell’ora legale nei paesi dell’Unione europea nel corso di un referendum online. Come si sa l’ora legale venne istituita nei primi anni del dopoguerra per permettere maggiore tempo di lavoro e minor spreco di energie durante la ricostruzione, tutte cose superate da decenni. Adesso la Commissione e il Parlamento dovranno valutare l’idea e quindi votarla, potrebbe anche succedere che data la poca importanza del caso, la proposta venga abbandonata. In caso contrario ogni paese membro della Ue dovrà comunicare entro l’ottobre del 2019 che cosa vuole fare. Sicuramente, in caso di vittoria dell’abolizione si assisterebbe a un gran caos con gli orari, diversi in ogni paese, a differenza di oggi che i paesi europei sono ben coordinati fra loro. Pensiamo solo ai trasporti (Agg. Paolo Vites)

OGNI NAZIONE SCEGLIERA’ COSA FARE

La Commissione europea deciderà a breve sul tema dell’ora legale. Gran parte degli stati dell’Unione vogliono abolire il passaggio dall’ora solare a quella legale, lasciando per tutto l’anno la prima. La decisione è arrivata dopo un maxi sondaggio a livello continentale, in cui i cittadini di numerosi nazioni hanno appunto espresso il proprio parere negativo nei confronti dell’ora legale. La proposta verrà presentata ufficialmente nei prossimi giorni, e ogni stato avrà tempo fino all’ottobre del 2019 per scegliere se adottare tutto l’anno l’una o l’altra ora. L’Unione Europea ha quindi smentito le indiscrezioni delle scorse settimane, che invece parlavano della possibilità di una nazione di adottare o meno il cambio dell’ora, e non invece di tenere la solare o la legale per tutto l’anno.

COSA SUCCEDEREBBE IN ITALIA?

Cosa succederebbe in concreto se l’Italia decidesse di adottare l’ora legale (quella in vigore attualmente) per tutto l’anno? D’inverno, nelle giornate più corte, il sole tramonterebbe più tardi, più o meno attorno alle 17:30/18, ma nel contempo sorgerebbe ben più tardi, a volte anche attorno alle ore 9:00, quando l’orario lavorativo, per molte persone, sarebbe iniziato da un bel pezzo. In poche parole si sacrificherebbero ore di luce al mattino in cambio di ore in più la sera. Nel caso contrario, se si decidesse di mantenere tutto l’anno l’ora solare, avremo un’alba più chiara, ma un tramonto attorno alle 17. La proposta della Commissione dovrà essere valutata dal parlamento europeo e dal consiglio, e nel caso in cui una nazione optasse per una scelta o per l’altra, potrebbe comunque decidere di cambiare nuovamente ora, nel caso si fosse accorta dello sbaglio.

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