Cade aereo in Sud Sudan: 19 morti, medico italiano salvo/ Ultime notizie: fitta nebbia la causa?

- Davide Giancristofaro Alberti

Sud Sudan, aereo precipita nel lago: 19 morti, salvo medico italiano. Ultime notizie, a bordo vi erano 23 passeggeri, quattro sono rimasti feriti fra cui un nostro connazionale

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Sud Sudan, aereo precipita nel lago: 19 morti - Twitter

Erano in tutto 23 i passeggeri a bordo del piccolo aereo commerciale precipitato oggi nei cieli del Sud Sudan poco prima dell’atterraggio. Gran parte dei presenti sono morti – ben 19 – mentre in quattro sono miracolosamente sopravvissuti all’impatto. Tra i superstiti anche un medico italiano volontario in Africa. Le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazioni e presto sarà rimpatriato in Italia. Non è ancora del tutto chiara la causa della tragedia, quasi certamente da addebitarsi ad un sovraffollamento del velivolo. Secondo quanto riferito da Il Messaggero, sull’incidente è stata aperta un’inchiesta sebbene in tanti puntino il dito sulla scarsa visibilità. E’ stato lo stesso ministro dell’Informazione dello Stato, Abel Aquel, secondo quanto riportato dalla Bbc online, ad aver commentato: “Al momento dell’atterraggio c’era una fitta nebbia e quando ha cercato di virare per mettersi sulla linea della pista, l’aereo si è schiantato nel lago Yirol”. Dopo la tragedia, l’intera città è rimasta sotto choc, come evidenziato dalla chiusura dei negozi e molte salme sarebbero già state restituite alle rispettive famiglie per la sepoltura. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

TROPPE PERSONE A BORDO?

Il bilancio del disastro aereo verificatosi in Sud Sudan, con un velivolo della South West Aviation partito dall’aeroporto internazionale di Juba e diretto a Yirol che ha finito per precipitare nella zona dei Laghi Orientali parla al momento di 19 morti e 4 superstiti. Ad aggiornare più volte il bilancio è stato prima Taban Abel Aguek, ministro dell’Informazione della città di Yirol, poi da media locali e internazionali. Ma regna ancora il mistero sulle cause che hanno portato allo schianto dell’aereo in un lago del Sud Sudan. In un primo momento era stata chiamata in causa la fitta nebbia che questa mattina occupava la zona dello schianto. Eppure è la Bbc a riferire un dettaglio che potrebbe aver giocato un ruolo importantissimo nel disastro: come riportato da SkyTg24, infatti, pare che l’aereo trasportasse 23 persone a bordo, ovvero più del carico massimo per cui era omologato. (agg. di Dario D’Angelo)

CHI E’ IL MEDICO ITALIANO SOPRAVVISSUTO

Sta bene il medico palermitano Damiano Cantone che si trovava sull’aereo precipitato in Sud Sudan, nel lago di Yirol. Inizialmente si temeva per le sue condizioni fisiche a seguito del gravissimo incidente, ma una nota diramata dall’ong Medici con l’Africà del Cuamm, ha fatto chiarezza a riguardo: «E’ cosciente, è un vero miracolo che si sia salvato – si legge – palermitano, il dottor Cantone era diretto all’ospedale di Yirol – spiega una nota del Cuamm – per prestare servizio insieme a ‘Medici con l’Africà del Cuamm che supporta la struttura dal 2007 a favore della salute di mamme e bambini. Con grande sollievo, seppur addolorati per le tante vittime e le loro famiglie, confermiamo che le condizioni di Cantone sono buone e che il medico non è in pericolo di vita. Verrà trasferito a Juba e rientrerà presto in Italia». Purtroppo non ce l’hanno fatta altre persone anche se il numero delle vittime resta per ora poco chiaro, visto che alcuni organi di informazione riferiscono di 18 morti, mentre altri parlano di 21. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STA BENE IL MEDICO PALERMITANO

Le notizie in merito al numero esatto di vittime dopo che un aereo è precipitato in un lago del Sud Sudan sono discordanti. Inizialmente si era parlato di 19 vittime, mentre Quotidiano.net parla di almeno 29 morti in seguito allo schianto. A salvarsi solo tre persone, tra cui un medico italiano che lavora per il Cuamn-Medici con l’Africa, Ong con sede a Padova. Secondo le prime indiscrezioni le sue condizioni di salute sarebbero gravi. Gli altri due superstiti della tragedia sarebbero un bambino di sei anni ed un altro uomo. Ancora in corso le operazioni di recupero delle vittime tra cui il vescovo di Yirol, Simon Aduy. Il velivolo era un mezzo commerciale con 19 posti a sedere e probabilmente era sovraccarico. Il ministro dell’informazione Aquek ha fatto sapere che “c’erano persone ovunque”, in riferimento al luogo dello schianto. Il medico italiano che si è salvato si chiama Damiano Cantone, palermitano. Secondo quanto riferito dall’Agi citando l’Ong Cuamm Medici con l’Africa non sarebbe invece in pericolo di vita: “Con grande sollievo, seppur addolorati per le tante vittime e le loro famiglie, confermiamo che le condizioni del dottor Cantone sono buone e che il medico non e’ in pericolo di vita. Verrà trasferito a Juba e rientrerà presto in Italia”, ha fatto sapere la Ong in una nota. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SUD SUDAN, AEREO PRECIPITA NEL LAGO

Un disastro aereo si è verificato nelle scorse ore in Africa, precisamente nel sud del Sudan. Stando a quanto riferito da diversi organi di informazione online, a cominciare dai colleghi de La Repubblica, 19 persone sono morte dopo che l’aereo L-140 su cui viaggiavano si è schiantato nel lago Yirol. Quattro persone sono invece rimaste ferite, fra cui un medico italiano che lavora presso l’organizzazione non governativa Cuamm-Medici con l’Africa. «E’ vivo – le parole di Taban Abel Aguek, ministro dell’Informazione dello Stato di Eastern Lakes Yirol, ai microfoni de La Repubblica – ha subito un brutto trauma al collo e ora lo stanno trasportando a Juba».

LA NEBBIA LA PROBABILE CAUSA DELLA CADUTA

Il velivolo caduto era di proprietà della South West Aviation, ed era partito dall’aeroporto internazionale di Juba, la capitale del Sud Sudan, diretto a Yirol. Qui è però caduto nel lago, come testimoniato anche dall’immagine pubblicata sul proprio account Twitter da parte della stazione radio delle Nazioni Unite Radio Miraya. Difficile capire il perché lo stesso aereo sia finito nelle acque, ma fra le cause più accreditate vi è il maltempo: «Stamattina la nebbia intorno al lago era molto fitta – ha dichiarato il ministro – I primi ad accorrere sulla scena, sono stati i pescatori».

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