Uccide e fa a pezzi la nonna 90enne “in nome di Gesù”/ Video su Facebook, stessa sorte all’amica 87enne

Uccide e fa a pezzi la nonna 90enne l’amica 87enne: giovane arrestato, ha ammesso di averlo fatto “in nome di Gesù”

11.01.2019 - Emanuela Longo
Uccide e fa a pezzi la nonna 90enne
Uccide e fa a pezzi la nonna 90enne (Pixabay)

Ha ucciso la nonna 90enne e poi l’ha sezionata facendola a pezzi, il tutto “in nome di Gesù”. La terribile storia arriva da Utica, capoluogo della contea di Oneida, a New York e vede protagonista Naythen Aubain, giovane 29enne, spinto evidentemente da una “voce” avrebbe compiuto almeno un omicidio. Stando a quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, lo scorso lunedì sera il ragazzo avrebbe postato su Facebook un video che lo immortala nell’atto di trascinare ciò che sembra un corpo, in fondo ad una strada nei pressi della sua abitazione. Dalla polizia le gravissime accuse secondo le quali Naythen non solo avrebbe colpito a morte l’anziana nonna ma successivamente l’avrebbe fatta a pezzi per poi riservare la stessa sorte all’amica 87enne, Jane Wentka. Nel medesimo filmato caricato sul social, si vedrebbe chiaramente il ragazzo mentre carica un corpo sulla sua auto anche se non è possibile dire con certezza chi delle due anziane donne fosse stata chiusa nel sacco nero del quale il 29enne stava per disfarsene.

UCCIDE E FA A PEZZI LA NONNA 90ENNE: “L’HO FATTO IN NOME DI GESÙ”

Dopo aver ucciso e fatto a pezzipolizia prima la nonna e poi l’amica di quest’ultima, per Aubain sono scattate le manette. Il ragazzo avrebbe motivato le sue azioni spiegando alla polizia: “L’ho fatto. L’ho tagliata a pezzi… e farò a pezzi chiunque offenda Gesù”. Ai media, il sergente, Michael Curley, ha spiegato che la nonna 90enne ha tentato in tutti i modi di difendersi dal nipote prima di essere uccisa, sottolineando al CnyCentral: “C’erano vari punti nella casa al primo piano che indicavano una lotta e un oggetto contundente usato per colpirla”. Il giovane era in libertà vigilata fino al 2020 dopo aver scontato cinque anni di carcere – dal 2008 al 2013 – per il reato di furto. Adesso però, difficilmente le porte del carcere si riapriranno per lui a breve. Al momento dell’arresto, il ragazzo avrebbe continuato a riferire agli agenti di averlo fatto “in nome di Gesù Cristo”.



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